Covid, la forza delle donne nella pandemia celebrata dal Parlamento Ue

In vista dell’8 marzo, la Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, celebra oggi la forza delle donne ai tempi del Covid. Ecco come

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Sono sempre state in prima linea, fin dall’inizio della pandemia. Negli ospedali, negli uffici, nelle attività commerciali, nelle associazioni di volontariato, tra i banchi della politica e in mille altri luoghi hanno dato un contributo prezioso nella lotta al Covid. E ancora continuano a farlo. Di chi parliamo? Delle donne e della loro forza che, in tutti questi mesi, non è passata inosservata.

La pandemia ha acuito le disparità di genere. Da settimane, al centro del dibattito della politica nostrana, c’è il tema delle pari opportunità. Se n’è parlato anche in occasione della formazione del nuovo esecutivo, con una riflessione di Paola Concia. A dicembre 2020 si sono persi 301mila posti di lavoro, 99mila dei quali erano di donne. La senatrice Teresa Bellanova ha parlato della necessità di pensare ad “un nuovo welfare per le donne”, più inclusivo, affinché non si debba più scegliere tra lavoro e famiglia.

La forza delle donne ai tempi del Covid si è fatta notare anche dalle istituzioni europee, che si preparano a celebrarla in vista dell’imminente 8 marzo. E’ fissato per oggi un incontro tutto dedicato all’universo femminile. Scopriamo insieme i dettagli.

Covid, la forza delle donne. L’Ue ne parla in un incontro

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L’Unione Europea vuole rende omaggio alla forza delle donne. In occasione dell’imminente 8 marzo, la Commissione per i diritti della donne e l’uguaglianza di genere del Parlamento Ue celebra, già a partire da oggi, l’universo femminile con l’evento “Noi siamo forti: Le donne che guidano la lotta contro la pandemia di Covid-19”.

Quest’anno sarà un 8 marzo di un rosa ancora più acceso in onore delle donne, determinate, caparbie e battagliere, che hanno dato il massimo in un anno di pandemia, ognuna dal proprio ‘campo di battaglia’. Nel settore sanitario la presenza femminile e predominante: parliamo del 76% su un totale di 49 milioni di persone impiegate. I ‘camici rosa’ sono tanti e, proprio uno di essi, scoprì in Italia il cosiddetto paziente 1 affetto da Covid. Si tratta della dottoressa Annalisa Malara, anestetista dell’ospedale di Codogno.

Il contributo delle donne è stato prezioso anche nelle ricerca scientifica. Molte di esse hanno fatto parte di gruppi di ricerca internazionale, che hanno portato poi ad avere vaccini anti Covid in tempi record, una cosa mai accaduta prima. Oggi gli antidoti disponibili sono sei, includendo anche quello di Johnson&Johnson approvato di recente in America.

Per tutti questi motivi (e molti altri ancora) oggi la commissione del Parlamento Ue che si occupa di donne, dedica proprio a loro un incontro speciale. Al centro dell’evento c’è l’analisi di numeri ufficiali raccolti a livello europeo e che raccontano molto dell’universo femminile. Proviamo a riassumere. Le donne sono:

  • il 95% delle persone impiegate nel settore domestico e assistenziale;
  • il 93% delle persone impiegate nei lavori di assistenza all’infanzia e nell’insegnamento di sostegno;
  • l’86% delle persone impiegate nei lavori dedicati alla cura della persona nel campo sanitario.

Il mondo del lavoro femminile è sfaccettato. Con la crisi economica causata dal Covid, alcuni settori sono più in ginocchio di altri. In generale, si calcola che l’84% delle lavoratrici tra i 15 e i 64 anni sia occupata nei settori più colpiti dalla pandemia e che stanno affrontando perdite di posti di lavoro (assistenza all’infanzia, vendita al dettaglio, servizi ricettivi e turismo).

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Il bilancio di un anno di pandemia è drammatico, sotto molti punti di vista. Le donne hanno dato il massimo dell’impegno e, certamente, continueranno a farlo. La sconfitta definitiva del Covid è ancora lontana, ma vince chi ha più resistenza. Alle donne, non manca.

 

 

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