Covid e Scuola Teresa Bellanova: “Bisogna ripartire in sicurezza”

Covid e Scuola. Dal 1° marzo circa tre milioni di studenti sono passati alla Dad. Ma le lezioni online non sono sempre accessibili a tutti. Aumentano le disparità sociali. Ne ha parlato Teresa Bellanova

Teresa Bellanova
(Getty Images)

E’ stato presentato ieri in una conferenza stampa. Stiamo parlando del primo dpcm dell’era Draghi, con nuove restrizioni in vigore dal 6 marzo al 6 aprile. Il provvedimento è improntato alla massima prudenza. Da un lato si dispongono nuove chiusure e, dall’altro, si prova a far ripartire un po’ l’economia. Dal 27 marzo, infatti, riapriranno cinema, teatri e musei con rigidi protocolli sanitari.

C’è poi il tema della scuola. Dal 1° marzo circa tre milioni di studenti sono passati alla didattica a distanza. Uno strumento utile ma non per tutti. Non sempre le famiglie dispongono di un’adeguata connessione ad internet. Non tutti, inoltre, possono garantire un computer per ogni figlio in età scolare. Lo Stato cerca di attutire le disparità sociali con il bonus digitalizzazione ma i disagi sono ancora tanti.

La ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità, Elena Bonetti, ha annunciato aiuti per i genitori con figli in dad. Si spazia dai congedi parentali straordinari (retribuiti e non) al voucher baby sitter o per l’aiuto domestico. La Bonetti ha parlato anche di “smart working come diritto dei genitori”. Gli aiuti per i nuclei familiari con figli in età scolare arriveranno con il Decreto Sostegno.

Il mondo della scuola patisce enormi disagi. Una recente ricerca di Save the Children rivela numeri agghiaccianti. Ne ha parlato anche la ministra Teresa Bellanova. Tutti i dettagli.

Covid e scuola. Aumentano le disparità territoriali

Teresa Bellanova
(Facebook https://www.facebook.com/teresabellanovaufficiale)

La pandemia ha colpito tutti, ma non tutti allo stesso modo. Questo vale anche per il mondo della scuola. Ci sono realtà territoriali più in sofferenza di altre. “Una ricerca di Save the Children su scuola e pandemia – ha scritto Teresa Bellanova su Facebook – aggiunge ai dati già drammatici sulla perdita di giornate scolastiche per i nostri ragazzi il tema serissimo delle disparità territoriali“. 

La sottosegretaria ai trasporti ha fatto un esempio concreto, per sottolineare le enormi differenze tra le regioni. “Uno per tutti quello fra gli studenti delle scuole superiori a Firenze e Reggio Calabria, dove i primi hanno partecipato alle lezioni in presenza per 75 giorni su 106, i secondi per 35 su 97“.
Si tratta di disparità che non possono essere ignorate.Differenze che – per Bellanova – hanno conseguenze pesantissime sulla formazione e sulla crescita dei nostri figli, come da tempo ribadito da insegnanti e pedagogisti, e che producono una crescita dei tassi di abbandono e una riduzione forte della scolarizzazione nei territori più difficili e fra la popolazione più fragile”. 
Per la senatrice di Italia Viva non c’è più tempo da perdere. La scuola deve ripartire in sicurezza ma in presenza. Lo afferma a chiare lettere. “Lo diciamo da tempo, la priorità è far ripartire la scuola in sicurezza. Costi quel che costi in termini di vaccinazioni e tamponi, perché sicurezza e riapertura devono andare di pari passo”.
Scuola
(Getty Images)

Scuole chiuse in zona rossa sì o no?. Anche su questa questione la sottosegretaria ha la sua visione. “Sono d’accordo con chi ritiene che se nelle zone rosse può essere opportuno chiudere le scuole e fare ricorso alla didattica a distanza, allo stesso tempo non si può tenere i ragazzi a casa quando si garantisce che i negozi possono restare aperti“.