Covid e divieti, folla sui Navigli. L’ira di Sala e il commento di Santanchè

Covid e restrizioni: da oggi la Lombardia è in zona arancione. Serata di assembramenti, sabato 27 febbraio, lungo i Navigli e alla Darsena. L’ira di Beppe Sala e il commento di Daniela Santanchè

Navigli
(Instagram)

Covid e restrizioni. Folla oceanica di giovani e giovanissimi lungo i Navigli e alla Darsena, a Milano, per l’ ‘ultimo saluto’ prima dell’entrata in vigore della zona arancione. Da oggi la Lombardia è entrata ufficialmente nella fascia con rischio medio-alto assieme a Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria.

Una decisione adottata sempre sulla base dell’andamento della curva epidemiologica. Una nuova stretta per i lombardi, che arriva pochi giorni prima della scadenza, il 5 marzo, dell’ultimo decreto legge dell’era Conte. I giovani del capoluogo meneghino, sabato 27 febbraio, si sono riversati lungo i Navigli e alla Darsena. In barba alle restrizioni, hanno dato vita ad una sorta di mega party a cielo aperto tra musica, balli, aperitivi e poche mascherine, per ‘salutare la libertà’ prima dell’entrata in vigore della fascia arancione. C’è scappata persino la maxi rissa.

Le foto della serata hanno fatto il giro dei tg nazionali. L’ira del sindaco Beppe Sala s’è fatta sentire subito. Ecco cosa ha detto il primo cittadino al quale ha risposto Daniele Santanchè.

Covid, folla ai Navigli. Sala adirato. Santanchè dice la sua

Beppe Sala
(Facebook @beppesalasindaco · Personaggio pubblico)

ll 5 marzo scadrà l’ultimo decreto legge firmato da Conte ma, il governo Draghi, ha già preparato un nuovo dpcm valido dal 6 marzo al 6 aprile. Dopo la ‘notte di euforia’ ai Navigli, i giovani lombardi (e non solo loro) si preparano a divieti più stringenti a partire da oggi. Intanto, il sindaco Beppe Sala, è adirato per quanto accaduto.

“Con questa terribile pandemia – ha scritto Sala su Facebook – se non si rispettano le regole poi si paga pegno. Così probabilmente sarà e purtroppo le conseguenze ricadranno su tutta la comunità. E poi, ci lamentavamo quando il Governo precedente decideva dalla sera alla mattina il cambio di ‘colore’, ora che la decisione viene comunicata tre giorni prima vedete tutti cosa succede”.

Il timore del primo cittadino è che la ‘serata di follia’ possa costare cara in termini di contagi. Se così fosse, gli effetti si vedranno tra alcuni giorni. Intanto, c’è chi invita a non fare di tutta l’erba un fascio. E’ il caso di Daniela Santanchè, che chiama in causa il sindaco di Milano. La parlamentare di Fratelli d’Italia si chiede se si poteva fare di più per i controlli.

“Milano: no signori, non provateci a usare l’indifendibile assembramento sui Navigli per imbrattare la responsabilità dei milanesi, che è stata invidiabile. E non giustificate – ha commentato Santanchè – nuove chiusure con quegli irresponsabili. Piuttosto Beppe Sala i controlli?

Daniela Santanchè
(Instagram @danielasantanche)

Sul discorso dei controlli, la risposta di Sala è stata chiara e telegrafica. “C’erano 200 agenti, di più non si poteva metterne” – ha precisato ancora il primo cittadino, parlando degli assembramenti sui Navigli e alla Darsena.