Maria Elena Boschi: “Governo Draghi nato da una scelta politica”

La deputata di Italia Viva, Maria Elena Boschi, rivendica il merito del suo partito di aver spianato la strada al governo Draghi. “E’ stata una nostra scelta politica” 

Maria Elena Boschi
(Getty Images)

Il governo Draghi ha incassato la fiducia, prima al Senato (262 sì) e poi alla Camera (535 sì, 16 no e 4 astensioni del M5s). Il nuovo esecutivo composto da 23 ministri è pronto per passare dalle parole ai fatti, entrando nella sua fase di operatività.

Il successo di Draghi era prevedibile, considerato il numero di partiti che lo appoggiano. Una maggioranza così allargata per un governo di unità nazionale non si vedeva dal 1978, dai tempi di Andreotti, quando Partito comunista e Democrazia cristiana fecero fronte comune contro il terrorismo. Erano gli ‘anni di piombo’. Oggi, invece, l’Italia deve fare i conti con l’emergenza Covid. Dunque cambia il ‘nemico’ ma non la strategia politica. Tra il 1978 e oggi c’è stata però un’altra esperienza simile, ovvero quella del governo Monti (2011).

Al governo Draghi ci si è arrivati con la crisi aperta da Italia Viva. Non c’è dubbio. Dopo le dimissioni delle due ministre, Bellanova e Bonetti, e del sottosegretario Scalfarotto, è stato un crescendo di eventi. La svolta è arrivata con le dimissioni di Giuseppe Conte e con la conseguente decisione del Capo dello Stato di chiamare Mario Draghi. Italia Viva ha avuto un ruolo da protagonista. Ne è convinta Maria Elena Boschi. Ecco cosa ha detto la deputata.

Governo Draghi, Boschi: “Ci siamo riconosciuti nel programma”

Maria Elena Boschi
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Maria Elena Boschi ha votato sì per la fiducia al premier Draghi. E non poteva essere diversamente dopo la sua dichiarazione di voto alla Camera. La deputata, in un discorso appassionato, ha rivendicato il ruolo di Italia Viva, che ha spianato la strada per la formazione del nuovo esecutivo.

La nascita del suo Governo – ha detto Boschi rivolgendosi a Draghi – è stata una scelta politica, e non hanno fallito coloro che hanno lavorato perché nascesse, semmai hanno fallito coloro che pensano che la politica sia partecipare ai talk show e ripetere l’opinione dominante dei commentatori. Ci siamo riconosciuti nel suo programma“.

La deputata ha poi parlato di parità di genere. Da una settimana a questa parte non si parla d’altro. Fa discutere l’esiguo numero di donne nel nuovo esecutivo. Sono 8 su un totale di 23 ministri. Alla rappresentanza femminile sono toccati soltanto due ‘dicasteri strategici’ (Giustizia e Interno). Per il resto, è solo un elenco di ministre senza portafoglio, come ha sottolineato Paola Concia.

Sulla parità di genere ci stupisca  – ha detto Boschi – non nella scelta dei sottosegretari, ma quando dovrà scegliere i dirigenti della pubblica amministrazione e gli amministratori delegati nelle società partecipate”.

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Boschi chiede al nuovo premier un maggiore coinvolgimento delle donne nei ruoli strategici. Una richiesta non casuale, se si considera tutte le occasioni di sviluppo e rilancio economico attese con il Recovery Fund.