Missoni, cent’anni di un’icona, la figlia Angela: “Un esempio straordinario”

Missoni, a cent’anni dalla nascita, sua figlia Angela ricorda il grande stilista. Semplice, unico, visionario e audace. Le qualità alla base del successo, sul lavoro e nella vita.

Ottavio Missoni, il ricordo della figlia a cento anni dalla nascita (Getty Images)
Ottavio Missoni, il ricordo della figlia a cento anni dalla nascita (Getty Images)

Moda, ma anche capacità e coraggio nel vedere il mondo in un altro modo. Sotto un’altra luce, che poi era la stessa che metteva nelle proprie creazioni. Angela Missoni, figlia del celebre Ottavio (detto Tai), ricorda l’uomo stilista e non solo scomparso nel 2013. Una vita piena la sua, fatta di alti e bassi, con la forza di reinventarsi ogni volta: una maniera diversa di coniugare lavoro, passione e stile con la caparbietà congeniale soltanto ai più grandi. L’esistenza spesa per lasciare il segno e per regalare alla famiglia un impero senza guardare esclusivamente al lato economico. Gestire un’azienda significa anche, e soprattutto, allargare gli orizzonti.

L’imprinting è rimasto in casa Missoni, la famiglia continua sulle orme paterne a mettere in primo piano il concetto di originalità plasmato alle necessità circostanti, che diventano virtù nei momenti di smarrimento: si parla sempre di perseveranza, Missoni la applicava e la applica come brand ma soprattutto in qualità di riferimento. Quella guida che Ottavio ha lasciato con il suo modus operandi che poneva al centro la mutevolezza dell’essere umano e, per questo, il bisogno di saper reagire ai cambiamenti.

Missoni, il ricordo della figlia: “Uomo incredibile”

Ottavio Missoni, centenario dalla nascita dello stilista (Getty Images)
Ottavio Missoni, centenario dalla nascita dello stilista (Getty Images)

La vita ha portato Missoni, di cui ricorre il centenario dalla sua nascita, a vivere anche di stenti quando all’età di vent’anni aveva lasciato la propria città per andare soldato: venne fatto prigioniero a El Alamein e, dopo 4 anni di reclusione, non aveva una casa in cui ritornare. Questo significa anche distaccamento dalle proprie radici per “germogliare” altrove.

Da qui anche l’esigenza di rimanere lontano dalla mondanità, nonostante Angela ricordi le amicizie del padre con le personalità più importanti del panorama italiano e internazionale: “Fece far pace a Biagi e Bocca, era amico di entrambi e li mise attorno a un tavolo per parlare e chiarirsi. Questo era mio padre. Quello da cui ero solita andare nei momenti difficili, pur avendo più confidenza con mamma”.

Sembrava avere una soluzione per tutto, invece viveva semplicemente con la consapevolezza che il tempo passa e la cosa migliore da poter fare resta spenderlo al meglio. Missoni, Ottavio detto Tai, ce l’ha fatta. Al punto che Angela vorrebbe recuperare i filmati d’archivio: “Chissà, magari per fare un film che esalti la vita straordinaria che ha vissuto”. Stavolta il finale lo potrà scegliere lei, cercando forse di colmare parzialmente quel vuoto che lo stilista ha lasciato nelle vite dei propri cari con un sorriso dopo i titoli di coda.