Asl 5 Liguria, gaffe sul documento per i vaccini: l’ira delle comunità LGBT

Asl 5 Liguria, gaffe sui documenti per il vaccino. Omosessuali etichettati come categoria a rischio. Al pari di prostitute e tossicodipendenti. È polemica, le comunità LGBT chiedono chiarimenti. Arrivano le scuse del Direttore Generale, intanto il carteggio impazza sul Web.

Asl 5 Liguria, gaffe sui documenti per il vaccino (Getty Images)
Asl 5 Liguria, gaffe sui documenti per il vaccino (Getty Images)

Asl 5 della Liguria, scoppia il caos. Tutto nasce da una gaffe, così definita dagli addetti ai lavori, ma sarebbe più appropriato parlare di scivolone: una svista che costa cara in tempi di pandemia, quando tutti gli occhi sono puntati sull’operato delle Aziende Sanitarie Locali. Stavolta è grave l’errore, di forma, dicono, ma dietro si cela una mancanza a livello concettuale. Tutto inizia dai moduli per il vaccino anti-Covid, divisi per categorie in modo da stabilire chi vaccinare prima e chi dopo, in base a criteri stabiliti recentemente dal Ministero della Salute: inizialmente i soggetti più a rischio, in seconda battuta tutti gli altri. A scalare secondo l’età e la situazione patologica.

Asl 5 Liguria, la gaffe sul documento: “Omosessuali come tossicodipendenti”

Asl 5 Liguria, caos sul documento per i vaccini, protesta delle comunità LGBT (Getty Images)
Asl 5 Liguria, caos sul documento per i vaccini, protesta delle comunità LGBT (Getty Images)

A tal proposito il misunderstanding si è verificato in merito ai potenziali soggetti a rischio: la Asl ligure, all’interno del documento ufficiale, ha equiparato omosessuali, prostitute e tossicodipendenti. La comunità LGBT della Regione, ora, pretende spiegazioni ed è sul piede di guerra. Non si placano le polemiche, anche sul Web, con il documento sanzionato che gira ovunque. Più passa il tempo, maggiormente cresce lo sgomento. Intanto arrivano le scuse ufficiali da parte del Direttore Generale della Asl 5 Paolo Cavagnaro che insiste sull’ipotesi dell’errore umano: “Nessuna malizia, si tratta di un’imperdonabile svista”.

Parole che, invece di spegnere, attizzano il fuoco delle polemiche: il capogruppo in Consiglio regionale della Liguria Ferruccio Sansa fa un appello all’Agenzia Ligure della Sanità (Alisa): “Chiediamo come sia stata possibile una cosa del genere”. Sarebbe, secondo le prime ricostruzioni, stato utilizzato un vecchio documento per errore: il pasticcio, dunque, sembrerebbe essere figlio di un copia-incolla finito male. Toti, Presidente della Regione, promette più attenzione sul tema integrazione e nell’ambito burocratico onde evitare ulteriori gaffe. Questa, sicuramente, non è passata inosservata e ci sono gli estremi per continuare a parlarne ancora per lungo tempo.