Draghi, i punti del nuovo Esecutivo: le richieste principali

Draghi, dopo l’incontro con le parti sociali, s’impegna a fare il punto della situazione per delineare le basi del nuovo Governo: i punti cardine dell’Esecutivo che verrà.

Mario Draghi, primi sondaggi con le forze politiche (Getty Images)
Mario Draghi, primi sondaggi con le forze politiche (Getty Images)

Draghi si avvia a formulare una sintesi adeguata dopo aver ascoltato le posizioni, con relative richieste, dei vari schieramenti. La situazione sembrerebbe andare verso una maggioranza a stampo europeista che metta al centro la ripartenza economica e sanitaria di un Paese, il nostro, motivato a riformulare i canoni di una nuova normalità che impronti le basi sulle esigenze di una collettività ferita, ma desiderosa di rimettersi in gioco.

In tal senso anche gli appelli delle parti sociali, con il plauso di Confindustria. Nello specifico, è stato chiesto il blocco dei licenziamenti e l’aumento – inevitabile – dei ristori. Non a pioggia, ma soltanto (questo almeno resta il proposito dalle alte sfere dell’economia nostrana) a coloro che hanno registrato forti perdite nel settore lavorativo d’appartenenza a causa della pandemia.

Lavoro, investimenti e tutela: i tre capisaldi di Draghi

Mario Draghi a capo del Governo tecnico (Getty Images)
Mario Draghi a capo del Governo tecnico (Getty Images)

Oltre al necessario adeguamento nel bilancio e nella stesura del piano relativo al Recovery Fund, che il nostro Paese sta stilando, Union Camere ha chiesto al Premier incaricato un piano dedicato anche alle piccole e medie imprese sulla base di una “Small Business Administration”. In base al modello americano secondo cui anche le attività più piccole, magari con un numero esiguo di dipendenti, possano improntare il rilancio al meglio. Provvedimento che potrebbe aiutare tutta quella serie di professioni che albergano nel “sottobosco” degli impieghi giornalieri.

Attenzione anche ai giovani, come promesso da Draghi, un particolare riguardo a coloro che sono appena entrati nel mondo del lavoro e si trovano spiazzati dalle criticità contingenti. Sostegno da coltivare anche in relazione alla bagarre relativa agli atenei e le università che attendono risposte per la prosecuzione della didattica in loco. La DAD non sempre aiuta, a qualsiasi livello. In questa situazione di attesa occorre ripartire da una serie di propositi che le parti sociali, i sindacati e i rappresentanti industriali hanno provato a elencare. Ora la palla passa a Draghi e al Governo che verrà: gli elementi per mettere insieme un Esecutivo di alto profilo cominciano a delinearsi.