Aumentano i casi di Covid-19 tra i bambini: Italia centrale più colpita

Sono in aumento i casi di Covid-19 tra i bambini, secondo i dati dell’Associazione italiana di epidemiologia, soprattutto in Italia centrale che risulta essere la zona più colpita.

covid-19 bambini
Foto di marcinjozwiak da Pixabay

Se finora il Covid-19 sembrava essersi accanito meno sui piccoli gli ultimi dati dimostrano una controtendenza e un aumento invece dei contagi tra i bambini. 

In particolare a monitorare i dati su 11 regioni italiane è l’Associazione italiana di epidemiologia, secondo cui i contagi scendono in tutte le fasce di età ma sono invece in crescita tra gli Under 10. 

Nello specifico la zona che al momento sembra essere più colpita è quella del centro Italia. Scopriamo di più.

In Italia centrale crescono casi di Covid-19 tra i bambini

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Photo adobe Stock

In Italia la curva dei contagi al momento rimane stabile e, se i contagi scendono anzi in tutte le fasce d’età, c’è un dato che invece tiene in allarme ed è l’aumento dei casi tra i bambini soprattutto la fascia tra 0-5 e quella tra 6-10 anni. 

A dirlo sono i dati dell’Aie, l’Associazione italiana epidemiologia che mostra i numeri relativi all’ultima settimana di gennaio notando questa tendenza. Una situazione simile si era verificata anche in Gran Bretagna per via della mutazione del ceppo del virus.

La settimana precedente a questi dati solo l’Umbria, in particolare nel perugino segnalati 13 casi di brasiliana e decine di variante inglese, aveva manifestato tale andamento. Mentre invece ora si sta estendendo questa tendenza in tutto il centro Italia. È proprio qui che si osservano maggiormente i casi dei ceppi mutati di Coronavirus.

E la causa di questo aumento sembra da attribuire proprio alle varianti che sono più contagiose, specie quella inglese. E se i bambini sono asintomatici o paucisintomatici questa elevata contagiosità rischia di far diffondere il virus a tutte le varie fasce della popolazione.

In Umbria in particolare è stata istituita una zona rossa ormai da lunedì 8 febbraio in tutta la provincia di Perugia e in 6 Comuni del ternano. E resterà in vigore fino al 21 febbraio. La presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha annunciato anche le chiusure di asili nido e scuole materne.  

E nel rapporto Aie si legge “Nell’ultima settimana l’Umbria presenta il tasso di incidenza totale più elevato, attribuibile alle classi più giovani della popolazione”.

Nel cuore verde d’Italia è in salita anche la fascia 11-13. Mentre quella 6-10 è balzata al primo posto fra i nuovi positivi.

Un aumento dei contagi simile fra i bambini era stato visto in precedenza, e in associazione con i nuovi ceppi, anche in Gran Bretagna e in Israele dove appunto circolavano le varianti.

“Si conferma nell’ultima settimana – si legge ancora nel rapporto Aie  – la tendenza di aumento dell’incidenza nei bambini 0-5 e 6-10 anni, particolarmente evidente in alcune regioni e in modo difforme dall’andamento in tutte le altre fasce di età, inclusa la fascia delle persone con età maggiore di 84 anni, che registrano tassi di incidenza in calo”.

Ecco perché è importante monitorare a livello delle singole regioni degli approfondimenti sui focolai specifici, “l’eventuale effetto di nuove attività di screening, la caratterizzazione dei ceppi virali circolanti, per identificare eventuali varianti”.

Inoltre, l’analisi dei dati regionali mostra un aumento dei casi fra i bambini da due settimane in Lombardia.

lockdown bambini

In Emilia Romagna la risalita è limitata agli under 5, mentre è evidente nelle Marche, in Umbria, Toscana, Lazio per la fascia 6-10, così come la Campania, dove dal 25 gennaio sono riprese le scuole primarie e medie, e la Puglia. Ma l’Aie ricorda anche che “non tutte le regioni sono coperte dal rapporto”.

(Fonte: Repubblica.it)