Draghi, secondo giro di consultazioni: M5S e PD compatti, FDI fa muro

Mario Draghi inizia il secondo giro di consultazioni per gettare le basi del nuovo Esecutivo: serve un Governo di “alto profilo”, citando Mattarella. Le posizioni dei vari schieramenti.

Mario Draghi, Mattarella riparte dall'ex Presidente della BCE (Getty Images)
Mario Draghi, Mattarella riparte dall’ex Presidente della BCE (Getty Images)

Mario Draghi inizia quello che, di fatto, è il suo secondo giro di consultazioni da Premier incaricato. L’ex Presidente della BCE, che da Mattarella ha ricevuto il mandato di formare un Governo di “alto profilo”, prosegue con i sondaggi: l’incontro con i partiti arriva alla sua seconda tornata dopo un primo approccio ben preciso. Ottenere la fiducia verso un Esecutivo politico non sarà semplice, ma Draghi appare fiducioso: ha sempre mostrato ottimismo, ancor più dopo che il Premier dimissionario, Giuseppe Conte, gli ha teso una mano: “Pieno supporto”, ha detto. Parole che dovrebbero aver scardinato il Movimento Cinque Stelle dall’impasse di un eventuale appoggio al nuovo Governo.

I pentastellati, infatti, si erano schierati unicamente a favore di Conte con il plauso anche del fondatore Beppe Grillo: le parole del Presidente del Consiglio dimissionario, che poi ha sottolineato “Per i Cinque Stelle ci sono e ci sarò sempre”, hanno ammorbidito la posizione di uno schieramento a un passo dalla spaccatura. Di Maio coglie l’occasione per ribadire, sulla scia di Conte, che è il momento di mostrare maturità appoggiando il nome di Draghi per il nuovo Esecutivo. La pensa diversamente Alessandro Di Battista, pronto – qualora dovesse essere inevitabile – a lasciare il Movimento: “Non metto in dubbio Draghi come persona, le competenze ci sono, il problema è politico. Non personale”, precisa.

Secondo giro di consultazioni: Draghi pronto alla sintesi

Mario Draghi alla Camera, primi colloqui con i partiti (Getty Images)
Mario Draghi alla Camera, primi colloqui con i partiti (Getty Images)

Situazione analoga anche per Giorgia Meloni che, con Fratelli d’Italia, ha già detto che si asterrà. Quindi, nella sostanza, è un no all’Esecutivo europeista prospettato dal Premier incaricato: lei, con la sua delegazione, ha fatto sapere – al pari di Di Battista – che le competenze di Mario Draghi non sono in dubbio ma le urne restano la strada maestra. Lo stesso pensiero ha fatto anche la Lega che, però, su invito alla riflessione da parte dei forzisti, rimarca: “Ancora dobbiamo capire cosa fare”. Significa che, se dovesse esserci un punto d’incontro su determinati temi (come scuola, salute ed economia) il sì del Carroccio potrebbe arrivare.

Il PD, invece, arriva compatto al secondo giro di consultazioni: Zingaretti appoggia Mario Draghi tirando in ballo anche un “senso di responsabilità, a cui dovrebbero fare appello anche gli altri schieramenti”, ricorda il leader dei Dem. Leu, invece, sarebbe pronto a chiudere a un Governo con la Lega. Ferma sulle proprie posizioni Italia Viva, Renzi ha paragonato Draghi a Cristiano Ronaldo: “Non ti metti a dubitare delle sue giocate”, ha detto. Quindi, apertura totale. Resta sullo sfondo anche l’ipotesi di alcuni tecnici per ricoprire i ruoli chiave, Draghi ha parlato di sintesi fra le varie posizioni ed esigenze: vuol dire che sarà impossibile accontentare tutti. Il nuovo Governo vedrà la luce quanto prima, al termine di questo secondo giro di consultazioni, le idee (si spera) saranno più chiare.