Covid e impianti sciistici. Ok dal Cts per la riapertura il 15 febbraio

Emergenza Covid: dal Cts arriva il sì per la riapertura degli impianti sciistici. Si riparte il 15 febbraio. Restano chiusi, però, nelle regioni in zona arancione

impianti sciistici
(Getty Images)

Vacanze sulla neve sì o no? Durante le festività natalizie non s’è parlato d’altro. Il virologo Andrea Crisanti le aveva sconsigliate. Il governo Conte Bis poi, adeguandosi al parere del Comitato tecnico-scientifico, aveva chiuso indistintamente tutti gli impianti sciistici.

Ora, però, c’è una buona notizia per gli operatori del turismo invernale montano. Dopo mesi di profonda crisi economica, con perdite ingenti per il settore, potranno finalmente riaprire. La decisione del governo è arrivata dopo il parere del Comitato tecnico-scientifico. La ripartenza è però soggetta ad una condizione. Vediamo come e dove si potrà ritornare a sciare.

Riapertura impianti sciistici: ecco dove si potrà ripartire

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Al termine della riunione di ieri il Comitato tecnico-scientifico ha dato l’ok per la ripartenza della stagione invernale. Si potrà tornare a sciare dal 15 febbraio, ma soltanto nelle zone gialle, che sono quelle dove l’indice Rt è più basso. Ne consegue che, nelle regioni arancioni, gli impianti non potranno ancora riaprire al pubblico.

E’ comunque un piccolo spiraglio che si apre per un intero comparto in ginocchio. La pandemia ha fatto perdere al settore invernale il 70% di fatturato. Si tratta di 8,5 miliardi di perdite su tutto il territorio nazionale. La crisi investe un po’ tutte le località sciistiche, dalla Valle d’Aosta al Friuli. Le prenotazioni da parte di turisti italiani e stranieri sono crollate. Le restrizioni non aiutano e ancor meno il divieto di spostamento tra le regioni.

Proprio rispetto alla possibilità di potersi muovere da una regione all’altra è attesa un’importante decisione, sempre da parte dei consulenti del governo. L’ultimo decreto legge resterà in vigore fino al 5 marzo, ma fissa al 15 febbraio il termine di scadenza del divieto di mobilità interregionale. E’ attesa per capire se verrà prorogato o meno.

Tra i grandi temi al centro del confronto tra Mario Draghi e le delegazioni dei gruppi politici c’è anche la ripartenza del Paese, che non potrà essere mai al 100% finché si riaprirà a macchia di leopardo. Il sistema delle aree di rischio non consente agli operatori economici di programmare iniziative di rilancio. Questo è un grosso problema.

Stando alle prime indiscrezioni sembrerebbe che Mario Draghi, alle prese con il tentativo di formare un nuovo esecutivo, voglia invertire la rotta. E’ verosimile immaginare che, alla scadenza del decreto legge di cui sopra, si decida per riaperture più durature nel tempo.

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Le prossime ore saranno decisive per la politica nazionale. Domani, infatti, si concluderanno le consultazioni.