Mario Draghi alla Camera: le prossime mosse del Premier incaricato

Il Presidente del Consiglio incaricato da Mattarella, Mario Draghi, è arrivato alla Camera dei Deputati. Avviati i colloqui con le forze politiche: prime consultazioni in programma per oggi.

Mario Draghi, primi passi verso il nuovo Esecutivo (Getty Images)
Mario Draghi, primi passi verso il nuovo Esecutivo (Getty Images)

Il Presidente del Consiglio incaricato da Mattarella, Mario Draghi, è arrivato alla Camera dei Deputati dove oggi sono in programma le consultazioni con i partiti politici: ore di attesa, dunque, per il primo step della nuova Legislatura che dovrà portare basi solide per mandare avanti il Paese in questa situazione complicata. Lo stallo politico, però, è tutt’altro che risolto: se ci sono alcuni partiti, come ad esempio Italia Viva, che invocano il “tempo dei costruttori” e sono pronti a rimettersi alla volontà del Premier incaricato, altre forze politiche non hanno la stessa sicumera. Specialmente dopo una crisi aperta, di fatto, al buio. Vale a dire senza che nessuno potesse prevederla: un vero e proprio aut aut che, adesso, mette dinnanzi agli schieramenti un bivio.

Draghi sì o no? Alcuni si sono già espressi, altri lo faranno, mentre altri ancora – tipo la Lega di Salvini – devono ancora capire come muoversi: i sovranisti apparentemente fanno quadrato, si sono presentati in un unica delegazione al Colle per le consultazioni (con Berlusconi e Meloni al fianco del leader del Carroccio), ma la realtà dei fatti è ben diversa. Nel Centrodestra è maturata una spaccatura che verte proprio sul sostegno all’ex Presidente della BCE: la strada maestra, per le forze di opposizione, restano le elezioni. Almeno questo ha detto Salvini nelle recenti dichiarazioni, in accordo con la Meloni, nella sostanza però il leader del Carroccio potrebbe sostenere Draghi qualora ci siano delle proposte che si confanno al programma leghista e a quell’iter che il partito porta avanti da sempre nel passato recente.

Mario Draghi arriva alla Camera: primi colloqui del Premier incaricato

Mario Draghi, primi sondaggi con le forze politiche (Getty Images)
Mario Draghi, primi sondaggi con le forze politiche (Getty Images)

I temi sono scuola, salute ed economia. Lo stesso pensa Berlusconi che, comunque, sottolinea quanto il Centrodestra sia pronto per le urne. Salvo poi tirare in ballo le questioni di “responsabilità”, in relazione anche alle parole del Presidente della Repubblica Mattarella. A conti fatti, l’unica disposta a restare sui propri passi, che vogliono dire voto anticipato, resta Giorgia Meloni: Fratelli d’Italia ha scandito con forza la propria opposizione a un Esecutivo di tecnici. Punto da cui riparte e non ritratta, nemmeno con gli alleati. Ragion per cui le lotte intestine, fra i poli destrorsi, sono appena cominciate e potrebbero consumarsi definitivamente dopo il voto alla Camera.

L’unico compatto, oltre a Italia Viva che non può essere paragonabile per risonanza e influenza, è il PD che appoggiando Draghi per “senso dello Stato” e “responsabilità” – sempre quelli i principi che ritornano – rischia di perdere una fetta del proprio consenso. Infatti al Centrosinistra gli elettori non vedrebbero di buon occhio un’alleanza di Governo con Berlusconi e Salvini, seppur guidata da Mario Draghi. Il rischio dell’Esecutivo di scopo è proprio assistere a un unico calderone che prende vita esclusivamente per portare l’Italia fuori dalla crisi: in termini di consensi, questo, per i Dem (e non solo) rischia di essere controproducente e al tempo stesso inevitabile per come si stanno mettendo le cose. Nella bagarre, animati da uno spirito divisivo, anche i Cinque Stelle: pentastellati che, ormai, sono divisi in correnti.

Fiducia a Draghi: M5S verso la spaccatura, PD fa quadrato

Mario Draghi, Mattarella riparte dall'ex Presidente della BCE (Getty Images)
Mario Draghi, Mattarella riparte dall’ex Presidente della BCE (Getty Images)

Alcuni voterebbero la fiducia a Draghi, altri invece sarebbero pronti a restare fedeli a Conte (l’unico che malgrado la momentanea uscita di scena resta inalterato nei consensi, cresce l’ipotesi di un ritorno in politica dell’Avvocato con un proprio partito) come ha suggerito anche il fondatore del Movimento Beppe Grillo che incassa il favore dell’ala Di Battistiana. Nonostante tutto, fra i pentastellati potrebbero esserci capovolgimenti di fronte e cambiamenti in corsa.

Leu e Mdp, infine, pronti ad appoggiare un Governo di scopo purché riparta dalle riforme in discussione nelle scorse settimane: ruolo centrale per la Giustizia. Sono ore cariche di aspettativa, in cui è possibile già delineare un quadro entro cui, però, niente è scontato e l’approdo a Palazzo Chigi per Draghi è tutt’altro che sicuro. Motivo per cui Mattarella non ha posto limiti di tempo, almeno ufficialmente, perché ufficiosamente giocano tutti con il cronometro: sono finite le giustificazioni, occorre trovare una soluzione. E in fretta.