Modi di dire: perché si dice “scopare” per definire l’amplesso?

L’amplesso viene indicato con molti termini, spesso volgari, ma il più rappresentativo è il verbo “scopare”, perché viene usato per definire il rapporto sessuale?

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I modi di dire sono davvero intriganti e non smettono di incuriosirci. Dopo avervi svelato perché chi viene tradito viene chiamato cornuto, scopri chi ha coniato il termine “scopare” per definire l’atto sessuale e perché.

Perché si dice scopare quando ci si riferisce ad un rapporto sessuale?

coppia sessualità
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Scopare, scopata, è un termine solitamente utilizzato per definire l’atto sessuale. Quando si usa questo termine solitamente non si considerare l’amplesso come il frutto di un sentimento, questo termine è più volgare e si riferisce all’aspetto più grezzo dell’atto sessuale, un istinto animalesco da soddisfare.

Quando e come questo termine ha preso piede nella nostra lingua e ha iniziato a essere usato metaforicamente per indicare un rapporto sessuale?

L’uso metaforico del verbo scopare ha un’origine lontana ed è molto fantasiosa. Questo termine sembra avere delle origini davvero lontane, sono stati ritrovati degli antichi scritti di Saffo e Anacreonte o più recentemente nei nei canti carnascialeschi toscani del XV e XVI secolo che hanno utilizzato questo termine in senso equivoco.

Il tutto parte dall’associazione geometrica dell’organo sessuale femminile: pertugio, buco, angolo.

Ora per pulire questi buchi solitamente si utilizza una scopa. Se una scopa pulisce un angolo, per pulire quell’angolo  l’organo femminile) ci vuole un pene-scopa, da qui è nata l’analogia.

A questo si aggiunge il movimento ritmico praticato con la scopa per pulire il pavimento che richiama quello dell’atto sessuale e la forma fallica del manico della scopa.

La ragione per cui questo termine sia piaciuto così tanto da diffondersi ed essere utilizzato molto più di altri termini simili come spazzare, non esiste. Questo successo non si spiega.

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Ad ogni modo il coniatore ufficiale del termine metaforico scopare sembra essere il poeta dialettale romano Giuseppe Gioacchino Belli (1791-1863), seppure tracce di questa metafora risalgano a tempi antichi è in un’era più recente che questo poeta ha iniziato ad usarlo in maniera sistematica. Il termine debuttò per la prima volta nel 1831, quando in uno dei suoi sonetti apparve la frase: “De tante donne che mme sò scopato…”.

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