Europa, Gentiloni avverte: “Pronti altri 4,5 miliardi per l’Italia”

Gentiloni annuncia sul proprio profilo Twitter che l’Italia riceverà un finanziamento di 4,5 miliardi per il lavoro: avviato il programma SURE.

Gentiloni dall'UE: 4,5 miliardi pronti per l'Italia (Getty Images)
Gentiloni dall’UE: 4,5 miliardi pronti per l’Italia (Getty Images)

Nonostante la crisi di Governo in pieno svolgimento, nel nostro Paese qualcosa si muove: al centro il lavoro, altro tema preponderante sul tavolo politico. A livello sociale, invece, le cose sono in stallo: la crisi pandemica si fa sentire e la spaccatura della maggioranza ha accentuato ulteriormente quelle criticità che erano già presenti sull’economia del territorio. Molte sono le attività a regime dimezzato, mentre si attendono gli adeguati ristori. Intanto arriva un aiuto concreto dall’Europa, a renderlo noto è il Commissario all’Economia della Commissione UE Paolo Gentiloni. L’ex Premier, attraverso il proprio profilo Twitter, comunica l’arrivo di un nuovo finanziamento in Italia.

Gentiloni, finanziamento per l’Italia: in arrivo 4,5 miliardi

Gentiloni, nuovi fondi UE per l'Italia (Getty Images)
Gentiloni, nuovi fondi UE per l’Italia (Getty Images)

“Oggi – scrive Gentiloni – dalla Commissione UE in arrivo un nuovo finanziamento all’Italia da 4,5 miliardi di euro per il lavoro”. L’ambito è quello del programma SURE, in supporto alla cig. Aspetto che fa il paio con il blocco dei licenziamenti, almeno fino a marzo, che sarà ulteriormente prolungato: ancora vivo il dibattito sulla questione ristori. Serve un nuovo Governo per trovare la quadra ancora una volta, ma la prospettiva appare meno rosea del previsto. I fondi arrivano, ma occorrerà gestirli al meglio. Soprattutto nella spartizione e l’utilizzo che dovrà colmare le lacune di questi mesi altalenanti. L’inizio del 2021, infatti, è ancora scandito da incertezze.

Dubbi che dovranno diventare propositi, si augura Gentiloni, anche in merito all’argomento spinoso del Recovery Plan: l’Italia dovrà farsi trovare pronta al fine di registrare il plauso dell’Europa che, nel recente passato, ha teso una mano al Paese in nome della buona politica intrapresa all’orizzonte della prima e seconda ondata pandemica: la situazione, quindi, dovrà essere inappuntabile anche in questa terza (e si spera ultima) fase di lotta alla pandemia da COVID-19. Affinchè gli stanziamenti europei non siano vani, è necessario ricompattare gli equilibri e ridisegnare le priorità: a parole sembrano essere tutti convinti di quale sia il viatico più giusto da seguire, i fatti tradiscono ancora una serie di dubbi da dipanare necessariamente a stretto giro: “Ce lo chiede l’Europa”, anche stavolta la partita si gioca sui riscontri.