Vaccini anti Covid, Italia a rischio: è allarme sulle forniture

Vaccini anti Covid, Italia a rischio da qui alle prossime settimane: il commissario Arcuri lancia l’allarme sulle forniture

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C’è un piano per le vaccinazioni anti Covid stabilito dal governo e ci sono le consegne del fornitori, attualmente Pfizer e Moderna, prossimamente anche AstraZeneca. Dopo una partenza promettente, però, piani e consegno con coincidono e i ritardi stanno diventando preoccupanti. Tanto che oggi il Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, ha lanciato l’allarme sulle forniture.

Pfizer nelle ultime due settimane ha ridotto unilateralmente quasi del 30% le consegne in Italia, nonostante impegni sottoscritti da tempo. Lo stesso farà anche l’altra azienda americana che produce i vaccini, Moderna, che ha appena informato di un taglio nelle forniture. Nella settimana che parte con l’8 febbraio erano previste 166mila dosi ma ne consegnerà 132mila, praticamente il 20% in meno.

Arcuri fa un po’ di conti e non torna niente: “Ci mancano almeno 300mila dosi di vaccino che avremmo dovuto ricevere e non abbiamo ricevuto”, ha detto oggi in conferenza stampa. Fino ad oggi in ogni caso è stato somministrato il 73% delle 2.319.135 dosi di vaccino che sono consegnate alle regioni. Ma adesso tutti i piani del governo per il primo trimestre del 2021 sono già saltati e questi ritardi rischiano di compromettere anche la ricerca dell’immunità di gregge.

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Vaccini anti Covid, entro fine anno in Italia oltre 100 milioni di dosi ma i conti non tornano

Le previsioni del governo sono chiare e basate sugli accordi già sottoscritti. Entro la fine del 2021 in Italia dovrebbero essere disponibili oltre 100 milioni di dosi. In particolare 40,5 milioni prodotte da Pfizer-BioNTech 40,1 milioni di dosi di vaccino AstraZeneca e 21,2 milioni in arrivo da Moderna.

Dati sulla carta, redatti prima dei ritardi nelle consegne già annunciati dalle Case farmaceutiche e che quindi stanno ostacolando la campagna vaccinale in Italia. Ma ci sono altri numeri, questi ufficializzati da Arcuri: “Un italiano ogni 23 si è contagiato da inizio epidemia, per oltre 2,5 milioni di casi. Ma grazie alle misure di contenimento la curva viene tenuta entro ambiti di non esplosività”.

Una speranza ulteriore può arrivare dalla ricerca nostrana, quella che sta lavorando sulla produzione del vaccino ReiThera che è un progetto tutto italiano. Non arriverà verosimilmente prima del prossimo mese di settembre, ma è solo una soluzione  alternativa. Arcuri ha sottolineato con forza che nonostante la fase 1 di ricerca sul vaccino sia molto promettente questo non significa per l’Italia abbandonare il sostegno alle politiche europee.

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