Covid, variante brasiliana. Tre nuovi casi in Italia. L’appello di Crisanti

Cresce la paura in Italia per la variante brasiliana del Covid-19. Tre nuovi casi in Abruzzo, dopo quello confermato di Varese. Il parere di Andrea Crisanti

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(Pixabay)

Il SarsCoV-2, meglio conosciuto come Covid-19, si trasforma velocemente e semina terrore con le sue nuove varianti, dall’inglese alla sudafricana, passando per la spagnola e la giapponese. C’è poi la mutazione brasiliana, che sembra avere alcune caratteristiche in comune con quella britannica. La variante sudamericana del virus è arrivata anche in Italia, con un primo caso già confermato a Varese. Si tratta di un uomo che ha contratto l’infezione di ritorno da un viaggio in Brasile. Ora, però, è allarme anche in Abruzzo, con tre nuovi casi di positività. Si tratta di una famiglia di Poggio Picenze a cui sono stati effettuati i test al rientro dal Brasile.

Marco Marsilio, presidente della Regione, ha comunicato la notizia in aula, nel corso del consiglio regionale, riferendo che è stato l’Istituto zooprofilattico ad accertare la positività del nucleo familiare. Fortunatamente si tratta di un caso tempestivamente individuato e isolato. Successivamente, ai tre congiunti verrà somministrato il vaccino anti-Covid.

Per il caso di Varese, invece, l’Ats Insubria ha precisato che “sono soltanto due le persone in sorveglianza” che hanno avuto contatti con l’uomo rientrato dal Brasile. Dopo gli esiti negativi dei tamponi, per entrambe è stato disposto subito un provvedimento di isolamento fiduciario, allertato dal sindaco del paese di residenza”. Nella nota stampa è scritto che “le due persone sono costantemente monitorate e appaiono in ottime condizioni di salute“. Quanto all’uomo, invece, l’Ats Insubria ha sottolineato che “al momento la situazione sanitaria è sotto controllo e non desta preoccupazione”.

Quella di Varese è la prima positività accertata alla variante brasiliana del Covid. Ragion per cui il campione prelevato all’uomo “è stato inviato presso il Dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, che provvederà al completamento dell’intera sequenza genomica per confermare la variante brasiliana”.

Variante brasiliana, paura in Italia. L’appello di Crisanti

Andrea Crisanti
(Facebook @graziedottorcrisanti)

E’ allerta massima in Italia per la variante brasiliana del Covid. La campagna vaccinale è in corso, seppur con qualche difficoltà dovuta ai ritardi di Pfizer, e quindi bisogna evitare ad ogni costo una nuova impennata dei contagi. Per ora la situazione sembra essere sotto controllo. Sono pochissimi, infatti, i casi di positività riconducibili alla mutazione sudamericana del Coronavirus.

La situazione, però, potrebbe cambiare. E’ un’ipotesi che bisogna prendere in considerazione. Se i casi aumentassero, come si dovrebbe intervenire? Al riguardo ha le idee molto chiare Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell’ateneo cittadino. L’esperto invita a tenere alto il livello di attenzione.

A casi estremi, estremi rimedi. Crisanti ha la sua ‘ricetta’ per bloccare i contagi. “Da alcuni primi studi sembra che la variante brasiliana risponda meno al vaccino. Se si iniziano a vedere casi dispersi in tutta Italia e qualche cluster – ha commentato il professore – bisogna agire con prontezza. Soprattutto se si conferma una minore protezione da parte del vaccino, mi dispiace ma rimane solo un’opzione: bloccare tutto.

Il professore indica la strada di un lockdown, severo e generalizzato, qualora la situazione dovesse precipitare. Un’opinione netta, condivisa anche da Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute, secondo il quale il ‘sistema dell’Italia a colori’ ha fallito e bisognerebbe chiudere tutto.

Andrea Crisanti ha spiegato ancora ad Adnkronos Salute in quale situazione bisognerebbe intervenire con restrizioni più severe. Se è un contagio isolato va bene e rimane tale ma se si incominciano a vedere più casi e si dovesse vedere che la variante brasiliana è effettivamente resistente al vaccino allora rimane solo un’opzione, ripeto: bloccare tutto per impedire che si diffonda. Significa lockdown duro, non con le zone rosse. Non possiamo permetterci di mandare all’aria il vaccino. Non scherziamo”.

Il professore, guarda poi al futuro con cauto ottimismo ed è convinto che le restrizioni ci accompagneranno ancora per diversi mesi. “Andremo avanti con le zone fino a che non ci sarà l’impatto del vaccino, quindi verso settembre-ottobre. D’estate – ha detto –dovremo essere più cauti rispetto allo scorso anno, speriamo di poter andare in spiaggia.

Crisanti, con le sue parole, smorza l’entusiasmo delle attività commerciali che scalpitano per ripartire. All’emergenza sanitaria si somma una crisi economica senza precedenti, forse la più dura dal secondo dopoguerra. Interi settori sono al collasso, con fatturati quasi azzerati. Il clima di incertezza generale rende difficile programmare interventi di rilancio economico.

Le difficoltà sono oggettivamente tante ma, per il professore, bisogna pensare a tutelare la campagna vaccinale, lo dice chiaramente, anche a costo di ulteriori sacrifici per le attività commerciali e produttive. 

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(Getty Images)

Se sono chiusi cinema, bar e teatri non si capisce perché dovrebbero esser aperte le spiagge. Perché le spiagge sono all’aperto? Anche le discoteche erano all’aperto. Ma se faranno le zone anche questa estate, non si porrà il problema” ha concluso Andrea Crisanti ricordando che orasono chiusi bar e ristoranti e infatti i contagi sono diminuiti“.