Covid, via libera in Germania al trattamento Trump. E’ il primo paese Ue

La Germania dice sì al trattamento sperimentale Covid utilizzato per curare l’ex presidente americano Donald J Trump. Saranno disponibili 200mila dosi in tutti gli ospedali universitari tedeschi. Ecco come funziona la terapia

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Emergenza sanitaria Covid-19: è corsa mondiale ai vaccini. L’Unione europea prosegue con la somministrazione delle dosi di Pfizer e Moderna. Per fine mese, inoltre, dovrebbe arrivare l’ok dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) per l’antidoto di AstraZeneca. L’Italia va avanti con la campagna vaccinale, nonostante i ritardi nelle consegne di Pfizer. La casa farmaceutica americana ha annunciato che, entro questa settimana, la distribuzione dovrebbe riprendere a ritmo regolare.

La brusca frenata rischia di avere serie ripercussioni sugli obiettivi prefissati. Si teme uno slittamento generale, in primis per le vaccinazioni degli over 80. Lo ha spiegato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, intervistato da Mara Venier a Domenica In. Si tratta di un incidente di percorso che, a detta dell’esecutivo, non poteva essere previsto. Lo stop alle consegne, infatti, è stato deciso unilateralmente dalla Pfizer, per ragioni di carattere organizzativo. Comunque, il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri, ha detto che sarà garantita la priorità a chi deve ricevere la seconda dose, che è quella di richiamo. Così facendo, non si comprometterà l’efficacia del vaccino.

Se da un lato i paesi dell’Unione europea guardano con fiducia ai vaccini anti-Covid dall’altro, invece, strizzano l’occhio alle nuove terapie farmacologiche. E’ il caso della Germania, primo paese del circuito europeo a decidere di aprire al trattamento sperimentale utilizzato per curare l’ex presidente americano Donald J Trump. Ecco come funziona la terapia che ha guarito il tycoon in tempi record.

Covid, la Germania dice sì alla ‘cura Trump’. Tutti i dettagli

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Ha contratto il Coronavirus ad ottobre 2020 ed è guarito nel giro di pochissimi giorni. E’ questa l’esperienza personale di Donald J Trump, ex presidente degli Stati Uniti d’America. La notizia del contagio del tycoon, con conseguente ricovero presso il Walter Reed Medical Center, anche conosciuto come ‘ospedale dei presidenti’, aveva fatto subito il giro del mondo. Stesso discorso per la sua repentina guarigione. A Donald Trump è stata somministrata una terapia farmacologica sperimentale, basata su una dose di 8 grammi di un cocktail di anticorpi policlonali sintetici.

Sul magnate repubblicano, la cura scelta dal suo medico personale Sean Conley, ha avuto ‘effetti miracolosi’, andando ben oltre le aspettative. Il trattamento somministrato a Trump, come si diceva poc’anzi, è sperimentale e non è stato ancora approvato dalla Food and drug administration, che è l’ente statunitense deputato alla regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici.

Ad oggi, quindi, manca ancora il riconoscimento ufficiale ma, per il virologo Anthony Fauci, la cura sembra essere molto promettente. Il trattamento ha un funzionamento preciso, progettato in modo tale che due anticorpi si leghino alla cosiddetta proteina Spike del Coronavirus, così da limitarne la capacità di replicazione. In particolare, un anticorpo è creato in vitro dall’azienda mentre il secondo, invece, viene isolato da persone risultate positive e poi guarite dal SarsCov-2.

La Germania guarda con fiducia a questo trattamento ed è il primo paese membro dell’Unione Europea a scegliere di utilizzarlo. La notizia è ufficiale, con tanto di annuncio del ministro della Salute Jens Spahn: “Il governo ha acquistato 200mila dosi per 400 milioni di euro” – ha detto al quotidiano Bild am Sonntag. Si tratta di un mix di anticorpi “monoclonali” che sarà utilizzato in tutti gli ospedali universitari tedeschi.

Angela Merkel dispone quindi di un’arma in più nella lotta al Covid. Non si esclude che, a stretto giro, altri paesi membri dell’Unione europea possano decidere di seguire l’esempio della cancelliera. L’obiettivo delle nazioni è quello di uscire, il prima possibile, dalla pandemia. Si lavora quindi per mettere in campo anche delle valide alternative ai vaccini.

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In Italia, però, c’è già chi frena. Per Angelo Garattini il trattamentosenza il parere positivo dell’Ema potrà essere utilizzato solo per scopi di ricerca”. Così ha detto ad Agi il presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri‘.

 

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