Non solo Covid. Ora è allarme Oms per il virus Nipah. Perché fa paura?

L’Organizzazione mondiale della Sanità lancia un nuovo allarme, questa vola per il virus Nipah. Il patogeno, già comparso in Malesia nel 1998, sembra provenire dai pipistrelli della frutta e si sta diffondendo in India. Ecco perché fa paura

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(Getty Images)

Non solo Covid: ora c’è un nuovo allarme che arriva dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Questa volta a fare paura è il virus Nipah, già comparso in Malesia nel 1998. Il patogeno, che sembra provenire dai pipistrelli della frutta, si sta diffondendo in alcune regioni dell’India. Ancora una volta, proprio come per il Covid passato dall’uomo al pipistrello, si tratterebbe di un ‘salto di specie’ destinato, certamente, a suscitare non poche polemiche.

Il mondo deve davvero prepararsi all’avvento di quella che, il professor Walter Ricciardi, ha definito l’era delle pandemie sempre più frequenti? Speriamo di no, anche perché non siamo ancora fuori da quella da Covid-19. Vero è comunque che, i recenti accadimenti, impongono alle nazioni il dovere di arrivare preparati nella gestione di simili sciagure, predisponendo anche dei piani d’intervento appositi. L’Italia ha preparato una bozza del nuovo piano pandemico nazionale 2021-2023, che prevede il distanziamento fisico anche contro l’influenza stagionale. L’esperienza del Covid insegna (o almeno dovrebbe) che in futuro, in caso di necessità, bisognerà agire tempestivamente.

Da giugno 2020 alcuni virologici stanno lanciando allerte alle principali autorità sanitarie mondiali per via di un virus che sta prendendo piede in alcune parti dell’India. Si tratta del Nipah, già diffusosi in Malesia nel lontano 1998, e che sembrerebbe provenire dai pipistrelli della frutta. L’Oms teme per lo scoppio di una nuova epidemia in India, questa volta però a causa del virus Nipah. Il paese, assieme al Bangladesh, è quello più a rischio ed ha già dovuto fronteggiare molte emergenze negli ultimi anni.

Per la diffusione del Nipah, gli esperti puntano il dito contro gli avvelenamenti causati, in entrambi i paesi, dal consumo di succo di palma da dattero. I pipistrelli si rifugiano proprio in questi alberi da frutto. Ecco spiegato un possibile “salto di specie”. Durante l’epidemia del 1998 in Malesia, la prima di Nipah ad essere riconosciuta, la maggior parte delle infezioni umane derivò dal contatto diretto con i suini malati o con i loro tessuti contaminati. Ma perché fa tanto paura questo virus? Di seguito tutti i dettagli.

Virus Nipah, nuova paura in India. I sintomi della malattia

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(Getty Imges)

Le conseguenze del virus possono essere pericolose tanto negli animali quanto nell’uomo. Nei maiali, ad esempio, può causare gravi malattie. Nelle persone infette, invece, il Nipah provoca una serie di malattie che spaziano dall’infezione asintomatica alle convulsioni, fino ad arrivare a malattie respiratorie acute e gravissime forme di encefalite che portano quasi sempre alla morte.

Ma vediamo come si manifesta la malattia nell’essere umano. La sintomatologia è precisa. Le persone infette, inizialmente, manifestano febbre, mal di testa, mialgia, vomito e mal di gola. Si tratta di sintomi che, almeno in una prima fase, farebbero pensare subito ad una banale influenza. Ci sono però altri sintomi “spia” che si sommano ai precedenti e che devono far scattare subito un campanello d’allarme. Parliamo di vertigini, sonnolenza, alterazione dello stato di coscienza e altri segni neurologici, tutti indicatori di un’encefalite acuta.

In alcuni soggetti che hanno contratto l’infezione può manifestarsi anche una polmonite atipica, con gravi problemi respiratori. E’ bene sottolineare che, encefaliti e convulsioni, si manifestano solitamente nei casi più gravi ma possono portare al coma nel giro di 24-48 ore. Nella maggior parte dei casi i pazienti superano bene la malattia e si riprendono completamente. Le ricadute sono tuttavia possibili. Il rischio di un contagio-bis, nel caso del Nipah, è concreto.

Ma perché questo virus fa così paura, al punto tale da allarmare anche l’Oms? E’ presto. A preoccupare è la sua elevata contagiosità in unione ad un tasso di mortalità che può oscillare tra il 40 e il 75%. Per quanto riguarda la trasmissibilità, però, molto dipende anche dalla sorveglianza sanitaria attivata e dalla gestione clinica dei casi. Ciò significa che, interventi tempestivi e mirati, possono bloccare efficacemente la diffusione del virus.

Anche per il Nipah (così come per il Covid-19) c’è un periodo di incubazione. Esso va da 4 a 14 giorni. Tuttavia è stato riportato un periodo di incubazione fino a 45 giorni. La trasmissione da uomo a uomo del virus Nipah è stata segnalata anche tra familiari e operatori sanitari di pazienti infetti.

Al momento, per questo virus, non esistono vaccini o farmaci mirati. Si può prevenire il contagio evitando il contatto con suini e pipistrelli malati nelle aree endemiche. E’ buona cosa, inoltre, non consumare frutta mangiucchiata dai pipistrelli, perché potrebbero essere infetti.

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(Getty Images)

Una buona notizia, però, c’è. Il Nipah è un virus che si diffonde in aree piuttosto localizzate. In questo periodo poi, con blocchi aerei e restrizioni severe ad ogni tipo di mobilità, è molto difficile che si possa diffondere in un altro continente. Comunque, l’allerta dell’Oms c’è ed è bene mantenere alta l’attenzione.