Covid: è allarme suicidi tra i giovanissimi. L’appello del Bambin Gesù

Emergenza Covid-19: è allarme suicidi tra i ragazzini. La denuncia arriva dall’ospedale Bambin Gesù di Roma. “I giovanissimi si tagliano e tentano di togliersi la vita” 

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L’Italia, come il resto del mondo, è stretta nella morsa del Covid-19. L’emergenza sanitaria non è ancora finita e, al momento, è possibile fare soltanto delle previsioni sul ritorno alla (quasi) normalità. I dati della curva epidemiologica non sono rassicuranti. E’ alto il numero quotidiano dei nuovi positivi. Ma la preoccupazione maggiore è per i decessi, che sono ancora tanti ogni giorno. Gli esperti della comunità scientifica fanno previsioni sui possibili sviluppi futuri della pandemia. Per la virologa Maria Rita Gismondo il virus, con il tempo, “diventerà un comune raffreddore”. Il coordinatore del comitato tecnico-scientifico invece, Agostino Miozzo, indica un periodo preciso per la fine della pandemia. Insomma, nel calderone dei pareri, c’è spazio anche per il cauto ottimismo.

L’emergenza economico-sanitaria che stiamo vivendo è, forse, la più dura dal secondo dopoguerra. Le attività commerciali e produttive sono al collasso. Gli operatori del settore turistico annaspano. Alberghi, hotel e bed and breakfast sono fermi da quasi un anno. Le cose non vanno meglio per il comparto degli eventi, quasi del tutto paralizzato. Anche la ristorazione è in ginocchio e le ricadute sulla filiera agroalimentare sono disastrose.

La pandemia ha gettato nel caos anche la Scuola, divisa tra lezioni online e il parziale ritorno alla didattica in presenza. I disagi per studenti, docenti e insegnanti sono enormi. Agli alunni manca il calore dei contatti umani e tutti quei “rituali di socialità” che, prima della pandemia, si consumavano tra i banchi scolastici. Con il Covid-19 la parola d’ordine è distanziamento; ed ecco che, allora, sfumano baci, abbracci, carezze e ogni altra manifestazione d’affetto che passa attraverso il contatto fisico. Tutto questo si ripercuote, senza sconti, su giovani e giovanissimi. Le conseguenze psicologiche, in alcuni casi, possono essere devastanti. L’allarme arriva da molti medici, che parlano di un aumento dei casi di autolesionismo tra gli adolescenti. L’ultima denuncia, in ordine di tempo, arriva dall’ospedale Bambin Gesù di Roma.

Covid, allarme suicidi: a rischio giovani e giovanissimi

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La pandemia colpisce più o meno tutti, sì, ma non nello stesso modo. Ci sono differenze, soprattutto a livello psicologico. A pagare un prezzo altissimo sono soprattutto bambini ed adolescenti, privati della loro sacrosanta socialità. Giovani e giovanissimi si sentono costretti a vivere in una sorta di bolla, nella quale non c’è spazio per le manifestazioni d’affetto. Le ricadute psicologiche iniziano ad essere serie e preoccupanti, a distanza di quasi un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria. I numeri parlano chiaro e un grido d’allarme arriva dall’ospedale Bambin Gesù di Roma. Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del nosocomio pediatrico, fotografa la situazione attuale. Il medico ha parlato di “posti letto occupati al 100% da tentativi di suicidio” sottolineando che non gli era mai successo prima. L’ha riferito all’Huffingtonpost.

Dal racconto del dottor Vicari emerge un’evidente situazione di disagio comune a tanti giovani e giovanissimi. I tentativi di suicidio e autolesionismo sono aumentati del 30%. “Dal mese di ottobre ad oggi, quindi con l’inizio della seconda ondata – ha spiegato il il medico all’Huffingtonpost – abbiamo notato un notevole rialzo degli accessi al pronto soccorso con disturbo psichiatrico, nel 90% sono giovani tra i 12 e i 18 anni che hanno cercato di togliersi la vita“. Rispetto all’anno precedente, nel 2020 è stato registrato un significativo aumento dei casi. Nel 2019 gli accessi al pronto soccorso sono stati 274; nel 2020, invece, sono arrivati a 300.

Il racconto del medico all’Huffpost è da brividi. I numeri, purtroppo, sono preoccupanti. “Mai come in questi mesi, da novembre a oggi, abbiamo avuto il reparto occupato al 100 per cento dei posti disponibili, mentre negli altri anni, di media, eravamo al 70 per cento. Ho avuto per settimane – ha spiegato ancora Vicari – tutti i posti letto occupati da tentativi di suicidio e non mi era mai successo. Al pronto soccorso si registra un ricovero al giorno per ‘attività autolesionistiche’“.

I tagli di cui parla il dottore sono principalmente negli avambracci, nella braccia e nella gambe. Ma sono anche “tagli nell’animo” dovuti ad un malessere psicologico, in molti casi latente, e acutizzatosi poi con la pandemia. Il professore ha spiegato che l’autolesionismo esiste da sempre e colpisce circa il 20% degli adolescenti italiani. La percentuale, in Europa, arriva invece al 25%. “Tra le attività di autolesionismo – ha sottolineato l’esperto – c’è anche il tentativo di suicidio che è la seconda causa di morte per i giovani tra i 10 e i 25 anni dopo gli incidenti stradali. Questo fenomeno è sempre esistito, ma da ottobre si è acutizzato”. Si tratta di una sorta di “male oscuro”, spesso subdolo, che la pandemia ha peggiorato.

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La speranza condivisa è che, presto, si possano muovere i primi passi verso un progressivo ritorno alla normalità. Non sarà facile, di questo c’è consapevolezza. Sarà un percorso graduale di ripartenza. Tuttavia bisogna iniziare il prima possibile, prima che le conseguenze diventino irreparabili.