Covid e sanità: 3 milioni di italiani nel 2020 hanno rinunciato alle cure mediche

Covid e sanità: un’indagine conferma che nel 2020 almeno 3 milioni di italiani per la pandemia e il lockdown hanno rinunciato a curarsi

Gravidanza ectopica terapia
(Pixabay)

Chiamiamoli effetti collaterali, ma la pandemia da Coronavirus e il lockdown non hanno messo in crisi soltanto il mondo del lavoro. Diversi di voi se ne saranno accorti, nel 2020 in Italia curarsi è diventato più difficile, per alcuni impossibile. A confermarlo arriva adesso uno studio che ha messo in relazione Covid e sanità.

Lo ha commissionato Facile.it a due società specializzate, mUp Research e Norstat che sono arrivate ad una conclusione chiara. Nel periodo tra marzo e dicembre 2020 ci sono stati 3 milioni di italiani che per volontà o scelta hanno dovuto rinunciare a cure mediche, visite specialistiche oppure operazioni non vitali.

I motivi sono legati a due fattori fondamentali: da una parte le difficoltà economiche legate alla pandemia e al lockdown. Ma dall’altra anche la pressione sugli ospedali che in tutta Italia un quel pungo periodo hanno dovuto privilegiare altre attività oppure chiudere del tutto alcuni reparti dedicati alle diagnosi. Ospedali in Italia: è emergenza posti letto e a rimetterci sono quindi i pazienti.

ospedale covid-19
(Adobe Stock)

Il risultato? Quasi 33 milioni di italiani (32,8 per la precisione) hanno subito la cancellazione oppure il rinvio delle loro cure mediche, con un tempo medio  pari a 53 giorni. Inoltre il 73,6% di quelli che avevano in programma un appuntamento hanno dovuto incassare uno o più rinvii E 13 milioni di cittadini,  il 34,3% dei pazienti, ha dovuto fare i conti con l’annullamento definitivo.

Covid e sanità: quali sono i tempi medi di attesa e quanto hanno speso gli italiani  nel 2020

Alcune specialità hanno dovuto allungare i tempi ben oltre la media dei 53 giorni. Ad esempio per l’oncologia uno slittamento medio è stato di 63 giorni che salgono a 72 per la cardiologia e 81 giorni per la ginecologia. Soprattutto però nel 68% dei casi l’appuntamento è stato rimandato senza fissarne uno nuovo.

Così circa 7 milioni di cittadini hanno scelto di andare in una struttura privata esauriti dalle lungaggini di quelle pubbliche. Significa che il 73,2% dei pazienti ha pagato attingendo ai propri risparmi e il 16,6% ha utilizzato un’assicurazione sanitaria. Ma poco più di 2 milioni di pazienti (il 9,1% di chi ha fatto ricorso alla sanità privata) ha dovuto chiedere un prestito ad amici, familiari o alle finanziarie.

Ma quanto ha speso chi ha deciso di puntare su strutture private? In media 292 euro per ogni visita. Facile.it e Prestiti.it hanno anche analizzato un campione di 125mila delle domande di finanziamento presentate da gennaio a dicembre nel 202o. Emerge che l’importo medio dei prestiti personali solo per le spese mediche è stato pari a 6.145 euro, da restituire in circa 4 anni e mezzo.