Covid-19, allarme terza ondata sì o no? Ecco l’opinione di Massimo Galli

Covid-19: terza ondata sì, no o forse? I pareri sono diversi e molto discordanti. Il dato è oggettivo. Sulla questione è intervenuto anche l’infettivologo Massimo Galli, intervistato da Rainews24

Massimo Galli
(Getty Images)

Pandemia Covid-19: terza ondata sì, no o forse? Sul possibile rischio di una nuova impennata dei contagi, i pareri medico-scientifici sono tanti e, spesso, contrastanti. Diciamo pure che, ogni esperto, esprime giudizi tenendo conto dei dati raccolti ai quali, però, somma le proprie impressioni personali. Ed è così che, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, si è venuto a creare un universo sconfinato di punti di vista e non è sempre facile stare dietro a tutti.

C’è chi come Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, pensa che le cose possano migliorare soltanto a fine primavera e chi invece, come Walter Ricciardi, è molto meno ottimista. Il professore infatti, consulente del ministro Roberto Speranza, ha criticato il “sistema dell’Italia a colori” invocando un “lockdown di 3 o 4 settimane, severo e generalizzato”. Si tratterebbe però di una scelta troppo severa e, soprattutto, non necessaria secondo l’opinione del sottosegretario alla Salute Sandra Zampa.

Mentre gli esperti s’interrogano su quale sia la strada migliore da percorrere per avviare una progressiva uscita dal tunnel della pandemia, medici, infermieri ed operatori sanitari sono impegnati in prima linea con le vaccinazioni (e non solo con esse). L’obiettivo è quello di aumentare il numero delle somministrazioni. Lungo lo stivale le regioni procedono a velocità differenti. I territori si dividono tra più e meno “virtuosi” ma, complessivamente, l’Italia si piazza al nono posto nella classifica mondiale per inoculazioni effettuate; in Europa, invece, è addirittura al primo posto.

Certamente i ritardi nella distribuzione delle dosi Pfizer creano problemi e, alla lunga, potrebbero far saltare tutto il sistema virtuoso. A rischiare sono soprattutto quei soggetti che attendono la seconda dose di richiamo (da somministrare a distanza di 21 giorni dalla prima). Comunque, a partire dal 26 gennaio, la distribuzione della Pfizer dovrebbe riprendere a ritmo regolare.

Tutti gli esperti raccomandano la massima prudenza; in piena campagna vaccinale bisogna evitare una nuova impennata dei contagi. Si parla da mesi di una possibile terza ondata, senza capire esattamente se, almeno la seconda, sia finita. Il rischio è reale? Ecco qual è l’opinione dell’infettivologo Massimo Galli.

Covid, terza ondata. Galli: “Per ora non ci sono segnali”

Massimo Galli
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L’infettivologo Massimo Galli, primario dell‘ospedale Sacco di Milano, è tornato a parlare di una possibile terza ondata Covid-19, sulla base dei dati quotidiani che analizza. In base ad essi, per il momento, non ci sarebbero segnali di una terza ondata negli ospedali milanesi. Ieri l’esperto ha fatto il punto ai microfoni di Rainews24. Siamo in una situazione abbastanza statica, non così migliorata per poter cantare vittoria. Negli ultimissimi giorni – ha sottolineato Galli – non ci sono stati palesi segni di peggioramento, quelli che paventavamo soltanto una settimana fa. Bisogna avere i nervi saldi e avere la capacità di gestire giorno dopo giorno come vanno le cose“.

In effetti da alcuni giorni la curva dei contagi, a livello nazionale, risulta essere stabile; vero è, comunque, che non si registra ancora una decrescita significativa. C’è grande apprensione soprattutto per il numero quotidiano dei decessi, ancora troppo altro. Nella giornata di ieri sono stati 524. A pagare un prezzo altissimo sono soprattutto gli anziani, per lo più over 80, i soggetti più fragili di questa pandemia. A loro è stata riservata una corsia preferenziale nella campagna vaccinale. Si lavora per metterli al sicuro con l’immunizzazione. L’attenzione è rivolta anche ad altri soggetti esposti a maggiore pericolo di contagio; si pensi a medici, infermieri e operatori sanitari impegnati in prima linea nella lotta al virus.

Per uscire dalla pandemia servono prudenza e, soprattutto, interventi tempestivi. Su questo punto concordano un po’ tutti gli esperti. A quasi un anno di distanza non si possono più commettere errori. Ecco perché Massimo Galli, pur non ravvisando ad oggi un pericolo concreto di terza ondata Covid-19 invita, comunque, alla cautela. “E’ ancora presto per cantare vittoria” – ha detto ieri, in collegamento con Rainews24. In attesa che la situazione vada migliorando, il governo ha scelto la strada del massimo rigore, introducendo nuovi divieti e restrizioni che ci accompagneranno fino al prossimo 5 marzo. E poi, cosa accadrà? E’ ancora presto per dirlo.

Intanto “primi e timidi segnali di risveglio” arrivano dalle città d’arte. Nelle zone gialle, musei, biblioteche, siti archeologici e altri luoghi della cultura hanno riaperto, registrando i primi ingressi dopo quasi un anno di stop. A Firenze ha riaperto i cancelli la Galleria degli Uffizi e fioccano già le prime prenotazioni. In Campania, a partire dal 18 gennaio e per due settimane, l’accesso ad alcuni musei sarà totalmente gratuito. Un modo simbolico per celebrare una  vera e propria “rinascita”.

Scavi di Pompei
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Anche il sito archeologico di Pompei ha riaperto ai visitatori registrando, nella prima giornata d’apertura post lockdown, 80 presenze. Pochissime se si considerano i numeri che faceva il parco prima della pandemia. Tuttavia è un importante segnale di speranza.