Vaccini Covid, scontro Italia-Pfizer sui ritardi. Tutto regolare da lunedì

E’ corsa ai vaccini Covid. E’ scontro Italia-Pfizer per i ritardi sulla consegna delle dosi. Dalla settimana prossima è previsto un ritmo regolare. Quali Regioni pagheranno il prezzo più alto per lo stop?

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(Getty Images)

L’Italia prosegue imperterrita con la campagna vaccinale contro il Covid. Lungo tutto lo stivale le regioni, un po’ virtuose un po’ meno a seconda dei casi, s’adoperano per incrementare il più possibile il numero degli immunizzati. Al momento è in corso la somministrazione dei vaccini Pfizer e Moderna. Per fine mese, forse entro il 29, dovrebbe arrivare l’ok dell’EMA per AstraZeneca. A seguire, poi, toccherebbe a Johnson & Johnson. L’Italia ha opzionato un certo numero di confezioni per ogni produttore. Ad ogni modo, pur volendo fare tutti gli sforzi di questo mondo, si potrà vaccinare soltanto il 50% della popolazione, ovvero circa 30 milioni di italiani. Ne ha parlato il commissario straordinario Domenico Arcuri, intervistato da Lucia Annunziata a Mezz’ora in più.

Inoltre, c’è la doccia fredda dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il suo direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha detto a chiare lettere che, entro il 2021, nessuna nazione riuscirà a raggiungere la tanto sospirata immunità di gregge. Comunque, chi si ferma è perduto. Lo sa bene Vincenzo De Luca, governatore della Campania, che sta aggiornando la popolazione sull’andamento della vaccinazione, con le sue ormai note dirette Facebook. Nell’ultima di esse ha mostrato ancora una volta la “tessera del vaccinato” precisando, però, che non si tratta di una forma di discriminazione ma “soltanto di un servizio in più, aggiuntivo”.

Lungo la penisola la campagna vaccinale, come si diceva, procede a velocità differenti. Il governo starebbe pensando persino ad un “sistema di premialità” con un maggior numero di dosi da destinare alle Regioni più virtuose. Potrebbero ambire al “tesoretto” la Campania, l’Umbria, la Valle d’Aosta, la Toscana, il Piemonte, solo per citare alcuni esempi. Intanto, da un po’ di giorni, ci sono ritardi sulle consegne della Pfizer. Di seguito tutti i dettagli.

Vaccini Pfizer, ritardi per le consegne. Regolari da lunedì

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E’ braccio di ferro Italia-Pfizer per i ritardi sulle consegne dei vaccini. La casa farmaceutica, inizialmente, aveva annunciato 15 giorni di disagi salvo poi ridurli a soli 7 giorni, dopo le dure polemiche. “La vicenda della Pfizer è grave perché non si decide unilateralmente di ridurre la fornitura”. Così Sandra Zampa, ospite in collegamento domenica scorsa a Live Non è la D’Urso.

L’Italia stringe i denti e va aventi, nonostante i tagli unilaterali alla fornitura da parte del colosso americano Pfizer. Con con 1,12 milioni il Belpaese è, ad oggi, il primo in Unione europea (dove in media sono state vaccinate 1,09 persone su 100) e il nono al mondo per numero di vaccinati. Non male davvero. La Pfizer ha dato un taglio alle forniture destinate all’Italia, riducendo il nuovo invio di circa 165mila dosi. Una decisione non concordata, che ha scatenato l’ira del commissario all’emergenza Domenico Arcuri che ha annunciato possibili azioni legali.

Ieri, lunedì 18 gennaio, a fronte delle 562.770 dosi previste, ne sono state consegnate ben il 29% in meno, cioè solo 397.800. Calcolandone 6 per ogni fiala, anziché 5, si tratta precisamente di 164.970 in meno di quelle pattuite. Anche il Codacons ha espresso sdegno per la decisione della multinazionale farmaceutica, presentando un esposto in ben 104 procure in tutta Italia. Ma non finisce qui. L’associazione di categoria che tutela i consumatori invierà una segnalazione anche all’Antitrust europeo per “abuso di posizione dominante”.

Insomma, la tensione c’è ed è palpabile. La Pfizer dopo aver annunciato 15 giorni di ritardi per le distribuzioni in Italia, ha poi raddrizzato il tiro limitando i disagi a soli 7 giorni. Ragion per cui, verosimilmente, da lunedì 26 tutti dovrebbe ritornare alla normalità. Almeno si spera. Le consegne del vaccino Pfizer-BionTech contro Covid-19 “riprenderanno regolarmente a partire dalla prossima settimana, distribuendo le quantità di dosi di vaccino previste per il primo trimestre e un quantitativo superiore alle attese nel secondo trimestre. Questo è quanto affermato ad Adnkronos Salute da Paivi Kerkola, amministratore delegato di Pfizer in Italia.

Si può quindi tirare un sospiro di sollievo anche perché, i ritardi, sono arrivati in una fase cruciale, ovvero quella della somministrazione della seconda dose di richiamo per chi ha già ricevuto la prima. Tra le due iniezioni, infatti, devono passare almeno 21 giorni. Intanto, sempre in queste giorni, tiene banco un’altra discussione, ovvero quella sul passaporto vaccinale. L’Europa sembra intenzionata ad andare in questa direzione. Il presidente del Consiglio Ue Charles Michel si è detto favorevole all’introduzione di una sorta di “passaporto” per tornare a viaggiare liberamente. “E’ un dibattito molto pertinente e lo inizieremo al Consiglio europeo del 21 gennaio” – ha annunciato aggiungendo – è un tema delicato in molti Paesi ma va affrontato e credo che ci stiano pensando anche fuori dall’Ue”.

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Vedremo che posizione prenderà l’Italia, considerato che non c’è obbligo per l’antidoto contro il Coronavirus. Intanto, cresce di ora in ora il numero delle associazioni che si dicono pronte a dare battaglia per ogni forma di discriminazione ai danni di chi sceglierà di non vaccinarsi.

 

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