Dava vaccini e faceva tamponi agli amici: indagato medico dell’Asp di Cosenza

Il medico è sotto indagine per aver fornito vaccini agli amici ed aver somministrato indebitamente tamponi nelle strutture che dirige.

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Ospedale from (Getty Images)

Con l’inizio della campagna di vaccinazione ognuno di noi ha iniziato ad avere più speranze che questo incubo della pandemia possa prima o poi abbandonarci per tornare alla nostra vita di tutti i giorni.

Ogni tanto però si susseguono notizie che sono a dir poco preoccupanti o che magari ci fanno storcere il naso e creano non poco dibattito come quella che si è diffusa nella giornata di oggi.

Il tutto è accaduto nel circondario dello Spoke Ospedaliero di Cetraro-Paola nella zona cosentina. Il tutto ha generato non poche discussioni sulle azioni intraprese da questo medico che ora è sotto indagine.

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reparto covid from  (Getty Images)

Il Direttore sanitario dello Spoke Ospedaliero di Cetraro-Paola, Vincenzo Cesareo, è infatti, secondo quanto si apprende da fonti ansa, indagato dalla Procura di Paola per avere somministrato indebitamente i vaccini anti Covid 19 ad alcuni suoi amici. Si parla di almeno 4 dosi somministrate.

Non solo, a queste accuse si aggiungono anche quelle di aver sottoposto illegittimamente soggetti a lui vicini a tamponi per l’individuazione del virus nelle strutture che sono dirette da lui.

L’indagato secondo le indagini dei carabinieri del Nas di Cosenza si è addirittura appropriato di presidi medici ospedalieri che poi dispensava a conoscenti. In prima battuta aveva anche ricevuto una interdizione dal lavoro per 12 mesi perché usava a fini personali l’auto di servizio.

Tutt’ora sono in corso perquisizioni domiciliari oltre che procedure per l’acquisizione di  documenti negli uffici della Pubblica Amministrazione. Il Provvedimento adottato è conseguente alle accuse di peculato. E’ stato infatti accertato che utilizzando l’auto aziendale abbia portato più volte gli amici in giro ed anche fatto spese personali. Non solo, anche viaggi e cene fuori regioni con conoscenti, amici e familiari.

Pensate che le accuse finiscano qui? Invece no. Le indagini proseguono per reati di truffa, falso in atti pubblici e turbata libertà nella scelta del contraente, oltre che per ulteriori ipotesi di peculato aventi ad oggetto farmaci ed altri presidi medici ospedalieri.

Insomma, più le indagini vanno avanti più le accuse aumentano e dimostrano che alcune condotte del medico sono state reiterate nel tempo. Ciò che però fa discutere di più sono le almeno 4 dosi di vaccini somministrato ad amici senza che fosse effettivamente il loro turno.

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