Vaccini Covid: più dosi alle regioni virtuose. Ecco cosa cambia

Emergenza Covid in Italia; novità nel sistema di distribuzione dei vaccini. Il governo sta valutando di dare più dosi alle regioni virtuose per premiare l’impegno. Ecco cosa cambia

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Continua il braccio di ferro contro il virus. L’Italia è entrata nel vivo della prima fase della campagna vaccinale. I numeri sono abbastanza buoni. I primi dati raccolti fotografano un’Italia che, nella somministrazione dei vaccini, procede a velocità diverse. Ci sono differenze tra le regioni. La Campania brilla per impegno (97,6%): ha già terminato il primo lotto di dosi e attende la nuova fornitura. Il governatore Vincenzo De Luca è soddisfatto e parla di “tessera per i vaccinati”, suscitando però non poche polemiche.

Anche Veneto (96,6%), Valle D’Aosta (99,9%) e Toscana (95,1%) stando facendo un buon lavoro ed hanno all’attivo un numero consistente di inoculazioni già effettuate. Sono ottimi anche i dati dell’Umbria con il 102,3% delle dosi (oltre la dotazione, perché da una fiala Pfizer si possono ricavare 6 dosi invece di 5). Ci sono poi altre realtà territoriali dove le somministrazioni non decollano, come nel caso di Calabria e Sardegna.

Il programma nazionale della campagna vaccinale è coordinato dal commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri. Proprio lui, in un’intervista con Lucia Annunziata, parlando di vaccini anti-Covid, ha spiegato che la quantità complessiva di dosi disponibile per l’Italia, basterà ad immunizzare soltanto il 50% della popolazione. Stando così le cose una fetta consistente di cittadini resterebbe comunque scoperta. Ragion per cui, per le somministrazioni, il governo ha previsto una corsia preferenziale per i soggetti più deboli (in primis anziani) e per quelli esposti a rischi maggiori lavorando in prima linea (infermieri, medici e operatori sanitari). Da giorni, inoltre, si ragione sulla possibilità di includere tra i soggetti a rischio anche i lavoratori del mondo della scuola, su tutti i docenti.

Come si diceva poc’anzi, per le vaccinazioni, le regioni proseguono a ritmi diversi. Alcune stanno dimostrando un impegno massimo mentre altre, invece, fanno ancora troppo poco. Il Governo starebbe vagliando la possibilità di premiare le regioni più virtuose. Ecco tutti i dettagli.

Vaccini: il Governo pensa a più dosi per le regioni virtuose

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Il Governo pensa ad una nuova mossa: premiare il merito delle regione virtuose, ovvero di quelle più attive nella campagna vaccinale. Finora è stato somministrato il 71,9% delle dosi consegnate all’Italia. E’ una buona partenza, sì, ma serve uno scatto in avanti, soprattutto in Basilicata, Calabria, Molise e Sardegna. Un po’ meglio sta facendo la Lombardia. La regione, cuore pulsante dell’economia italiane, sta recuperando lo svantaggio iniziale. Comunque, a livello mondiale, l’Italia ha superato la Germania e si piazza così al settimo posto. Non male.

Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità lanciano però un allarme e dicono che, nel mondo, non si riuscirà a raggiungere l’immunità di gregge entro il 2021. Ragion per cui il Governo sembra essere intenzionato a proseguire con le misure di contenimento ancora per alcuni mesi. Si valuta di prorogare anche lo stato di emergenza, forse fino alla fine di aprile 2021. Al momento non ci sono ancora conferme in tal senso. Limitazioni e restrizioni, per l’esecutivo Conte, sono l’unica strada da percorrere per evitare che, un’impennata dei contagi, possa compromettere i risultati della campagna vaccinale. Finora sono state vaccinate 718.797 persone, pari al 72,3% delle dosi distribuite in Italia, secondo i dati raccolti dal ministero della Salute e aggiornati alla mezzanotte del 12 gennaio 2021.

La partenza è buona ma il Governo vuole ottenere numeri ancora più confortanti. In che modo? Dando un premio alle regioni più virtuose. Per la seconda fase della campagna vaccinale, che coinvolgerà anche 1500 piazze italiane con gli stand a forma di primula, il governo valuta di dare più dosi ai territori che dimostreranno un impegno maggiore. Così facendo, ci sarà una sana competizione tra le regioni, spronate a fare sempre meglio.

Intanto, mentre lunedì 11 gennaio è arrivato il primo carico delle nuove 470mila fiale di Pfizer, a partire da oggi sono in distribuzione anche le prime 47 mila del vaccino Moderna, il secondo approvato in Europa. Un passo importante perché, ora, c’è un secondo fornitore che opera sul mercato, con la conseguente possibilità di coprire meglio il fabbisogno mondiale. Vale la pena sottolineare che, l’Unione europea ha concluso accordi con sei case farmaceutiche. Quindi, ne restano altre quattro. Si potrebbe decidere di ripartire già il primo lotto Moderna tra le regioni virtuose, cioè che smaltiscono più rapidamente le dosi. Le prossime ora saranno decisive per capire come procederà l’esecutivo Conte.

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Il commissario Domenico Arcuri ha un obiettivo preciso: vaccinare 6 milioni di persone nel primo trimestre con le dotazioni di Pfizer e Moderna, compreso il richiamo. Una sfida ardua, difficile, ma non per questo impossibile.