Covid: pronta la bozza del Piano pandemico 2021-2023. Fa già discutere

Il ministero della Salute ha presentato la bozza del Piano pandemico 2021-2023. Con risorse scarse, pur rispettando tutti i principi etici, si dovrà scegliere chi curare. E’ già polemica

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Emergenza sanitaria Covid-19: dura ormai da quasi un anno e, quando è iniziata, il piano pandemico dell’Italia era scaduto da tempo. A porre l’accento sulla questione c’ha pensato il programma televisivo Report condotto da Sigfrido Ranucci. L’Italia era preparata a gestire la pandemia da Covid-19? Poteva essere fatto qualcosa in più per evitare un numero così alto di decessi? L’indagine aperta dalla Procura di Bergamo sta cercando di dare risposte. In particolare, i magistrati vogliono accertare se il Piano pandemico di cui s’avvale attualmente l’Italia sia davvero una sorta di copia-incolla di quello del 2006 (così come denunciato dalle inchieste di Report). Inoltre, la procura vuole capire se il mancato aggiornamento del Piano possa aver contribuito a collocare l’Italia nella classifica dei paesi più colpiti al mondo dalla pandemia, in relazione al numero dei decessi.

Insomma, sono ancora tanti gli aspetti da chiarire. Ora, però, il ministero della Salute ha presentato la bozza del Piano pandemico 2021-2023. Il documento punta tutto sulle forniture. Mascherine, guanti, camici dovranno essere prodotti in Italia e distribuiti velocemente. Non dovrà mai più accadere che medici e infermieri non abbiano, all’occorrenza, tutti i dispositivi di protezione individuale indispensabili per operare in sicurezza. Purtroppo non è stato così nei primi mesi della pandemia; medici e infermieri sono stati costretti a lavorare in corsia, proteggendosi come meglio potevano, anche con “soluzioni fai da te” per evitare il contagio. In mancanza di copriscarpe monouso, in tanti hanno dovuto attrezzarsi con le buste di plastica. Situazioni simili, per il ministero della Salute, non dovranno mai più verificarsi.

La bozza prevede adeguate scorte nazionali di farmaci antivirali oltre che la possibilità di realizzare, in tempi record, nuovi posti letto nelle terapie intensive. Inoltre, nel documento, si parla di formazione costante per gli operatori sanitari. Sono questi i punti cruciali indicati nella bozza del nuovo Piano pandemico 2021-2023, che trae gran parte della lezione dall’esperienza della pandemia da SarCov2. Il documento, però, fa già discutere. C’è una questione particolare che ha suscitato subito l’ira del senatore Matteo Renzi.

Piano pandemico, l’ira di Renzi: “Senza risorse, sì al Mes”

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Mentre l’Italia è partita con la somministrazione delle dosi per il vaccino Covid, che comunque copriranno soltanto il 50% degli italiani, s’infiamma il dibattito politico sul nuovo Piano pandemico 2021-2023. In particolare, c’è un punto che fa discutere. Nel testo si legge che quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità, i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori possibilità di trarne beneficio“. 

In soldoni, con pochi mezzi a disposizione si dovrà scegliere chi curare. In tanti hanno già gridato allo scandalo e c’è chi, addirittura, ha parlato di “selezione naturale”. Anche il senatore Matteo Renzi è critico su questo punto. Per lui, in mancanza di risorse adeguate, bisognerebbe prendere il Mes sanitario. Lo scrive su Twitter.

Nella bozza viene precisato tuttavia che non è consentito agire violando gli standard dell’etica e della deontologia ma può essere necessario, per esempio, privilegiare il principio di beneficialità rispetto all’autonomia, cui si attribuisce particolare importanza nella medicina clinica in condizioni ordinarie. Condizione necessaria affinché il diverso bilanciamento tra i valori nelle varie circostanze sia eticamente accettabile è mantenere la centralità della persona.

Nella fase inziale della pandemia da Covid, l’Italia ha per lo più importato dall’estero, soprattutto dalla Cina, dispositivi di protezione individuale. D’ora in avanti, invece, dovrà puntare molto di più sulla produzione nazionale. “L’esperienza del 2020 – si legge al riguardo nella bozza – ha dimostrato che si può e si deve essere in grado di mobilitare il sistema per aumentare nel giro di poco tempo sia la produzione di mascherine e dispositivi di protezione individuale a livello nazionale che i posti di terapia intensiva anche per far sì che non si verifichino disservizi nell’assistenza e nella cura delle persone affette da malattie ordinarie diverse dal Covid-19 quanto comuni”.

Per il ministero della Salute è fondamentale, d’ora in avanti, monitorare con grande attenzione tutte le malattie respiratorie. Al riguardo, nella bozza si legge che occorre una formazione continua finalizzata al controllo delle infezioni respiratorie” nonché un continuo monitoraggio esplicato a livello centrale sulle attività di competenza dei servizi sanitari regionali nel settore di prevenzione e controllo delle infezioni”.

Il Piano pandemico 2021-2023 punta anche sulla comunicazione. Si va nella direzione di un maggiore coordinamento tra le informazioni. “L’esperienza della pandemia da Covid-19 – si legge nella bozza – ha messo in luce la necessità di intensificare la programmazione e il coordinamento delle informazioni tra i vari attori, favorendo la creazione di una catena di comando della comunicazione, e la programmazione di procedure standardizzate e di un piano di comunicazione, da attivare già in fase inter-pandemica, al fine di favorire la promozione di comportamenti sani e corretti nell’ottica della prevenzione e prevenire la diffusione di informazioni scorrette”.

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Il ministero della Salute ha tracciato la strada da seguire presentando la bozza del nuovo Piano pandemico. Intanto, proprio oggi, le Regioni riceveranno altre dosi del vaccino contro il Covid. Su tutte primeggia la Campania, considerata la più virtuosa, con il più alto numero di somministrazioni effettuate in rapporto alle dosi ricevute. Il suo governatore, Vincenzo De Luca, ha promesso persino una “tessera per i vaccinati”.

 

 

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