Come crescere un bambino bilingue: cosa dobbiamo sapere, vantaggi e svantaggi

Abituare un bambino fin da piccolo a parlare la lingua dell’altro genitore che non è italiano è una risorsa: perché crescere un bambino bilingue porta più vantaggi

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Tanti vantaggi e quasi nessuna controindicazione. Sembra essere questa l’opinione generale degli specialisti di fronte a bambini che parlano due lingue fin da piccoli. Sono figli di almeno un genitore straniero ma vivono in Italia e, paradossalmente, potrebbero arrivare anche a parlarne tre di lingue, se entrambi i genitori provengono da un altro Paese.

Ma nel caso uno solo sia straniero, il dubbio c’è sempre: quando il bambino comincia a parlare, meglio che lo faccia in italiano oppure con la lingua del papà o della mamma straniera? In realtà nessuna delle due è corretta, perché un bambino bilingue avrà sempre uno sprint in più.

Bambino Bilingue i pro e i contro

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A quell’età infatti, con le dovute accortezze, è molto più facile abituarli a parlare e a ragionare in testa nella doppia lingua quando devono esprimersi. Non sarà mai insomma un problema nello sviluppo linguistico del bambino, a patto però che sia seguito a dovere.

I bambini bilingue iniziano a parlare esattamente come gli altri, non esiste una regola e nemmeno un limite. L’unica cosa che i genitori così come anche gli insegnanti devono fare è non mettere pressione, abituandoli poco alla volta a ragionare in italiano quando serve, nell’altra lingua quando non c’è bisogno dell’italiano.

Può capitare ad esempio che un bambino bilingue mescoli i vocaboli. Se sa ad esempio come si dice sedia in inglese ma non ancora in italiano, fateglielo esprimere come meglio crede e poi accompagnatelo anche verso l’altra lingua.

Gli esperti sottolineano come sia importante cominciare a parlare ad un bambino bilingue già quando è in pancia, per fargli percepire i suoni delle parole esattamente come si fa con un monolingue. Tanto sanno che quando cominceranno ad andare al Nido oppure alla Scuola dell’Infanzia, l’italiano sarà la lingua preminente.

All’inizio potrebbe non essere semplice inserirli nel gruppo ma sta all’intelligenza e alla professionalità delle insegnanti mediare.

I metodi migliori per crescere un bambino bilingue

Quali sono i metodi migliori a disposizione dei genitori di bambini bilingue? Quello più praticato ha una sigla, OPOL (abbreviazione di One Person One Language) ed è anche il più logico.

Ogni genitore deve sentirsi libero di parlare al bambino nella propria lingua madre in modo da abituarlo fin da piccolo. Fondamentale però è trovare il giusto equilibrio per non ,mandare in confusione il bambino, ma intanto entrerà nell’ottica di parlare, capire e ragionare con le due lingue.

Altro metodo efficace è il MLAH, cioè Minority Language At Home. In pratica la lingua che non è l’italiano è parlata in casa anche dal genitore non straniero in modo che tutta la sua giornata lontana dalla scuola o dal gioco sia con quella lingua.

C’è però chi sostiene che in questo caso l’apprendimento dell’italiano potrebbe essere più difficoltoso, non esercitandolo lontano dall’aula. Ma il tempo per recuperare c’è tutto.


Come allenare quindi l’altra lingua? Con la tecnologia: collegarsi con i propri nonni o altri parenti che vivono fuori dall’Italia, guardare cartoni animati o altri programmi per bambini in lingua originale, per i più grandi, chattare nella seconda lingua.