Vaccino Covid: dosi sì ma non per tutti. Coprono il 50% degli italiani

Vaccino Covid: le dosi destinate all’Italia potranno coprire soltanto il 50% della popolazione. L’ha spiegato il commissario Domenico Arcuri, intervistato da Lucia Annunziata a Mezz’ora in più in onda su Rai3

Domenico Arcuri
(Instagram)

Emergenza sanitaria Covid-19: lungo tutto lo stivale prosegue la campagna vaccinale. Le regioni hanno ritmi diversi per la somministrazione dei vaccini. C’è chi corre veloce come la Campania (con una “tessera per i vaccinati”) che ha già terminato la prima tranche di flaconi ricevuta e chi, come la Sardegna, procede a rilento. Tra pochi giorni, in Italia, arriveranno anche i vaccini prodotti da Moderna, che ha ottenuto il via libera prima dall’EMA e poi dall’Aifa. S’allarga così la platea dei distributori, proprio come aveva auspicato BioNTech, esprimendo dubbi sulla possibilità di poter coprire, da sola, il fabbisogno mondiale.

Come è noto, in Italia, l’organizzazione complessiva del piano vaccinale è stata affidata al commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Il manager di Invitalia, voluto dal governo Conte, è chiamato ad una grande sfida: raggiungere l’immunità di gregge entro settembre 2021. Per gli esperti solo così c’è la possibilità concreta di sconfiggere definitivamente il virus. Ma, in questo periodo, la domanda ricorrente è: i vaccini basteranno per tutti? La risposta è no ed arriva direttamente da Arcuri, intervistato ieri da Lucia Annunziata. Ecco quali sono i problemi principali.

Dosi vaccino Covid, Arcuri: “Coprono il 50% degli italiani”

vaccino
(Getty Images)

Vaccini Covid: le dosi assegnate non basteranno per tutti. Lo ha detto senza troppi giri di parole Domenico Arcuri. “Non abbiamo tutti i vaccini che vorremmo” – ha spiegato il commissario intervistato da Lucia Annunziata a Mezz’ora in più su Rai3. “L’Unione europea ha autorizzato per ora quelli di Pfizer e di Moderna. L’Italia avrà 60 milioni di dosi nel corso dell’anno da questi due fornitori, vaccinando 30 milioni di italiani”. E’ questa la fotografia scattata dal commissario straordinario per l’attuazione delle misure anti-Covid. Le dosi che l’Italia riceverà, per il 2021, serviranno a coprire più o meno la metà della popolazione.

La speranza per una maggiore copertura è riposta anche nel via libera ad altri produttori, che potrebbero così immettere sul mercato ulteriori dosi. L’ha spiegato Arcuri. Se verranno autorizzati almeno due degli altri quattro vaccini, quello di AstraZeneca e quello di Johnson & Johnson, riusciremo a raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti. Mi aspetto che l’Agenzia europea del farmaco (EMA) non perda tempo, ma anche che non autorizzi mai l’immissione in commercio di un vaccino che non abbia le caratteristiche di sicurezza”. 

Il commissario ha toccato un altro tema importante, ovvero quello della sicurezza dei vaccini, requisito fondamentale e non sacrificabile in nome di una distribuzione più rapida. Per Arcuri oggi, rispetto a mesi addietro, gli italiani hanno uno strumento in più nella lotta contro il virus, ovvero gli antidoti. Tuttavia, non si può ancora abbassare la guardia. Per il manager di Invitalia il vaccino è l’arma in più di cui disponiamo ma dobbiamo fare ancora la raccomandazione di continuare con la prudenza, la cautela, la responsabilità e la pazienza”. 

Intanto, i primi dati sulla campagna vaccinale sono soddisfacenti. Domenico Arcuri ha annunciato che sono state vaccinate 600mila persone in 10 giorni. Si può guardare al futuro con più ottimismo. “Iniziamo a vedere la fine del tunnel – ha spiegato Arcuri aggiungendo – Siamo in una condizione meno drammatica di sei o sette mesi fa, in cui combattevamo senza le stesse armi e senza intravedere uno spiraglio di luce”.

Insomma, le parole del commissario restituiscono un cauto ottimismo. Il comitato tecnico-scientifico, però, lancia un allarme e parla di “epidemia fuori controllo in Italia”. Per la task force voluta dal governo Conte la situazione resta preoccupante e “tali condizioni non consentono allentamenti”. La strada è ancora in salita e, per gli esperti, bisogna fare tutto il possibile per contenere i contagi. Una loro impennata, potrebbe compromettere l’esito della campagna vaccinale. Per Domenico Arcuri “al crescere del numero di persone vaccinate si alzerà la barriera alla moltiplicazione dei contagi”. L’uomo simbolo della gestione emergenziale italiana punta tutto sul piano logistico-organizzativo “che porti tutti i vaccini che arrivano in Italia al maggior numero possibile di persone nel minor tempo possibile”.

Insomma, la parola d’ordine è velocità: bisogna ridurre al minimo i tempi d’attesa per coloro che vogliono vaccinarsi. Vale la pena sottolineare che, almeno per il momento, non c’è obbligatorietà per il vaccino contro il Covid. Si punta a sensibilizzare piuttosto che a imporre. Su questo punto il commissario Arcuri è stato categorico, nel corso dell’intervista con Lucia Annunziata.

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(Getty Images)

Si continuerà a procedere dando priorità ai soggetti appartenenti alle cosiddette “categorie a rischio”, tra i quali ci sono anche gli anziani che, dall’inizio della pandemia, stanno pagando il prezzo più alto.