Trovata una nuova Paziente Uno in Italia: era positiva già a Novembre 2019

Il Paziente Uno in Italia potrebbe essere una donna che a Novembre 2019 lamentava problemi dermatologici molto particolari: ecco com’è stata scoperta.

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Il “primo” Paziente Uno d’Italia è stato Mattia di Codogno, l’atleta trentanovenne che era stato per diversi giorni in pericolo di vita dopo aver contratto il virus e aver manifestato i suoi sintomi nella forma più grave.

Successivamente però è stato dimostrato che il virus in Italia circolava da prima che si manifestasse nel fisico di Mattia.

Era stato accertato infatti che un bambino era positivo al Coronavirus a Dicembre 2019, quindi diversi mesi prima di Mattia, quando l’Occidente aveva a disposizione pochissime informazioni in merito all’epidemia che si stava diffondendo in Cina.

Il Nuovo Paziente Uno d’Italia sarebbe invece una ragazza di 25 anni che, nel Novembre 2019, si è sottoposta a esami dermatologici per determinare quale fosse l’origine di una dermatosi “atipica”, cioè apparentemente non imputabili alle più comuni patologie a carico della pelle.

Gli scienziati hanno rivolto la loro attenzione a questo caso clinico nel momento in cui si sono resi conto che diversi casi di Covid – 19 nel mondo si sono manifestati principalmente attraverso dermatosi e secondariamente con pochi altri sintomi di leggerissima entità. Hanno cominciato, a quel punto, a riesaminare i casi di dermatiti di cui non si era riusciti a formulare una diagnosi soddisfacente.

 

La conferma che la paziente fosse sia il nuovo Paziente Zero d’Italia è arrivata comunque attraverso il riesame di una biopsia eseguita il 10 Novembre 2019: l’esame ha rivelato sequenze geniche dell’Rna del virus SARS-CoV-2,nel materiale cutaneo prelevato dalla paziente. Confermando in maniera incontrovertibile che la paziente costituisca il caso più precoce di Coronavirus accertato su suolo italiano.

 

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La ragazza è stata ricontattata dai medici dell’Università Statale di Milano e ha spiegato che le lesioni della pelle sono scomparse nell’Aprile del 2020 e che a Giugno si era sottoposta ad alcuni esami. Le analisi hanno permesso di constatare che nel suo sangue erano presenti anticorpi contro il Coronavirus, segno che l’infezione c’era stata e che il suo organismo aveva reagito formando gli anticorpi necessari a liberarsene. Nello stesso periodo in cui si era manifestata la dermatosi la ragazza aveva lamentato un leggero mal di gola che però a Novembre non era stato assolutamente messo in relazione clinica con la sua dermatosi, dal momento che i medici non conoscevano ancora bene tutte le manifestazioni del Covid – 19.

 

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