Matteo Salvini a processo, domani il primo atto: le accuse all’ex vice Premier

Matteo Salvini è atteso nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo per la prima udienza preliminare del procedimento penale a suo carico con le accuse di sequestro plurimo di persona aggravato e omissione di atti d’ufficio. I fatti risalgono al 2019 quando era Ministro dell’Interno.

Matteo Salvini vuole tornare in piazza contro il Governo Conte (Getty Images)
Matteo Salvini, primo atto del processo a carico del leader leghista (Getty Images)

Matteo Salvini si prepara al primo atto del procedimento penale a suo carico che vede in primis le accuse in relazione al mancato sbarco di 107 migranti al largo di Lampedusa, tutti a bordo della nave ong spagnola Open Arms, stesso iter per quanto accaduto a bordo della nave Diciotti. Era l’agosto 2019 e il leader della Lega ricopriva la carica di Ministro dell’Interno. “Ho fatto il Ministro e sapevo di correre dei rischi”, puntualizza Salvini. “Rischio 15 anni di galera poi non so se si possono sommare anche quelli di Palermo (altri 15) oltre a quelli di Catania, così facciamo cifra tonda”, sdrammatizza con un’amara ironia il leader del Carroccio.

Sa bene, però, che da questo snodo cruciale passa parte del suo futuro non soltanto come politico, ma soprattutto come uomo. Le accuse sono pesanti, domani nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo – la stessa in cui nel 1986 andava in scena il maxi processo alle cosche mafiose palermitane con centinaia di boss e gregari in manette – si terrà la prima udienza preliminare del procedimento penale a carico dell’ex vice Premier. Le accuse sono di sequestro plurimo di persona aggravato e omissione d’atti di ufficio.

Open Arms, Salvini a processo: sabato prima udienza preliminare

Salvini a processo, le accuse al leader della Lega (Getty Images)
Salvini a processo, le accuse al leader della Lega (Getty Images)

Salvini si dice tranquillo, forse anche per mascherare una concomitanza di stati d’animo, visto il periodo complicato che sta attraversando il Paese in cui la Lega è principale protagonista all’opposizione del Governo Conte. I fatti che andrà a riepilogare in aula, però, trattano di avvenimenti inediti ed eventualmente punibili accaduti quando al Governo c’era lui: “Non ero da solo, quelle decisioni le ho prese in accordo con la maggioranza”, non basta. Almeno secondo l’impianto accusatorio.

Ragion per cui Matteo Salvini seguirà l’intero iter giudiziario, aspettando l’esito: “Continuo ad essere tranquillo – ha ribadito – dispiaciuto perché ritengo che la Giustizia italiana potrebbe investire tempo e denaro nei confronti di delinquenti veri, però, come ogni cittadino italiano, se sono chiamato in tribunale, vado. Rivendico con orgoglio di aver salvato vite, difeso confini, dignità e sicurezza. I morti in mare sono aumentati dopo la mia uscita dal Ministero”, conclude il leader leghista.