Decidi sull’onda delle emozioni? Forse dovresti imparare ad evitarlo (qualche volta)

Decidere in merito a cose importanti basandosi sulle proprie emozioni non è sempre una buona idea: ecco perché dovremmo stare attente all’euristica affettiva.

donna shopping
(Pexels)

Molte persone, soprattutto molte donne, lasciano che spesso siano le emozioni decidere per loro. Lasciando fare all’istinto si ha infatti l’impressione di essere infallibili e si ha l’impressione di fare sempre la cosa giusta.

Con il senno di poi, naturalmente, questo non è sempre vero. Analizzando le nostre scelte passate molto probabilmente ci troveremo a dover ammettere di aver commesso errori di valutazione e anche di leggerezza, finendo con il prendere la decisione peggiore che in realtà, in quel momento, sembrava la migliore.

Decidere in base alle emozioni ha un nome scientifico particolare, che è euristica affettiva. Questo meccanismo permette alle persone che lo utilizzano (fondamentalmente tutte, anche se inconsapevolmente) di accorciare i processi decisionali utilizzando sia le emozioni del momento sia le esperienze passate per prendere decisioni.

Per quanto questo processo possa sembrare perfettamente funzionante, a lungo andare potrebbe metterci nei guai. Inoltre, chi si affida all’istinto è più manipolabile e finisce facilmente preda dei malintenzionati e … della pubblicità.

Perché fare shopping è l’esempio perfetto del decidere in preda alle emozioni

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Fonte: iStock photo

Una donna ha avuto una giornata stressante sul lavoro, si sente frustrata e scontenta, quindi decide di meritarsi un bel pomeriggio di shopping. Entra nel primo negozio e acquisti un maglioncino bellissimo, entra nel negozio successivo e decide di acquistare un costosissimo scrub per il corpo perché si convince che le cambierà la vita. Torna a casa, guarda le buste poggiate sul letto e le sembra, all’improvviso, che quello che ha appena fatto sia stato solo uno spreco di soldi.

Tutte le donne hanno vissuto almeno una volta nella vita una situazione come questa e si ha l’impressione di essere cadute in una trappola mentale dalla quale non è stato possibile uscire.

L’impressione non è del tutto sbagliata: lo shopping compulsivo, esattamente come il mangiare compulsivo è un comportamento con cui reagiamo allo stress poiché ci fornisce piccole dosi di piacere e di soddisfazione in un momento in cui siamo cariche di emozioni negative.

L’euristica affettiva è quindi un meccanismo alla base del marketing: la pubblicità (e la comunicazione commerciale in genere) fanno leva sulle nostre emozioni per spingerci a eseguire un acquisto o un’azione.

È esattamente questo il motivo per cui non dovremmo fare shopping quando siamo tristi o, al contrario, quando siamo troppo felici, poiché le nostre decisioni probabilmente saranno profondamente alterate dalle nostre emozioni.

Amore, cibo, sesso: tre cose su cui non si dovrebbe mai lasciar decidere alle emozioni

Junk food dolci
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Se molte persone sfogano un brutto momento facendo shopping, molte altre sfogano lo stress attraverso il cibo, mangiando in maniera eccessiva, disordinata e poco salutare quando sono di cattivo umore o hanno bisogno di una “coccola” in più.

Nel momento in cui si decide che mangiare un intero barattolo di Nutella non potrà far poi così male e che è proprio il caso di farlo per tirarsi un po’ su di morale si sta lasciando alle emozioni il compito di decidere del nostro benessere.

Se l’episodio si dovesse ripetere più e più volte la dipendenza da cibo potrebbe essere letteralmente dietro l’angolo.

Amore, sesso e relazioni

Anche se può sembrare assurdo, in ambito affettivo e relazionale non si dovrebbe decidere solo sulla base delle emozioni del momento, soprattutto se siamo in un momento di grande stress o mancanza.

Una persona che si sente poco amata o molto sola potrebbe gettarsi a capofitto in relazioni sbagliate con persone che in realtà non sono davvero in grado di amarle e di fornire loro tutto l’affetto di cui hanno bisogno.

Nella peggiore delle situazioni queste persone che decidono di cominciare relazioni di coppia per colmare un bisogno affettivo possono facilmente cadere preda di manipolatori e narcisisti.

Allo stesso tempo, una persona che da molto tempo non ha partner sessuali non dovrebbe avere storie di una sera poiché dopo la prima potrebbe sembrare un’ottima idea gettarsi nella seconda e poi nella terza. Anche ser raggiungere la dipendenza da sesso, che è una patologia vera e propria, sarà certamente molto difficile, anche cominciare ad avere relazioni sconclusionate non porterà probabilmente a nulla di buono.

L’euristica affettiva è tutta da buttare?

Assolutamente no. L’euristica affettiva è una parte importante del nostro processo decisionale e tentare di “ignorare” del tutto le nostre emozioni non fa bene al nostro equilibrio psicologico.

Quello che è fondamentale, invece, è imparare a prendere decisioni nei momenti di calma mentale, evitando di lasciarci prendere dalla rabbia, dalla tristezza o da un carico eccessivo di gioia destinato a volatilizzarsi nel corso di poche ore.

Nei momenti di calma si dovrà assolutamente tenere conto anche delle emozioni e sarà importante analizzarle per capire perché sono scaturite in un determinato momento con tanta forza.

Vuoi saperne di più sull’emotività e su come gestirla? Leggi gli approfondimenti di Chedonna sulle Emozioni!

“Perché mi sono sentita in questo modo?”
“Perché ho reagito così?”
“Voglio ancora sentirmi in questo modo? Se no, come posso evitarlo in futuro?”

Sono queste le domande importanti da fare a se stesse nel momento in cui è possibile e nel momento in cui si deve prendere una decisione importante.