Sfiducia al Governo: anche la figlia di Aldo Moro firma la petizione

“Ore calde” per la politica italiana. Possibile un’imminente sfiducia al Governo? Il gruppo di Italia Viva si dice pronto con due ministre, Bonetti e Terranova, già con le dimissioni in borsa. Piovono critiche anche dal centrodestra e la figlia di Aldo Moro firma per sfiduciare il governo

giuseppe conte
(Getty Images)

“Ore calde” per la politica italiana. Non bastava l’emergenza sanitaria che, a distanza di quasi un anno, tiene ancora il paese fermo al palo, con l’economia che scalpita per ripartire. A complicare la situazione ci si mettono anche i giochi di palazzo, con una possibile sfiducia al governo Conte. Da settimane è noto che a fare la guerra al premier è soprattutto Italia Viva, con Renzi che non è disposto a barattare le sue condizioni in materia di Recovery Fund. Il senatore è sostenuto anche dalle ministre Bellanova e Bonetti, a loro dire già con dimissioni pronte e disponibili a lasciare la poltrona nell’ipotesi in cui non si dovesse trovare la quadra.

Sull’ipotesi di una possibile crisi in maggioranza si è esposto anche Andrea Orlando che, rompendo il silenzio, ha praticamente ammesso che andare avanti così, in un clima politico a dir poco infuocato, è dura. Per l’ex ministro della giustizia “servono nuovo rapporti”. Senza dubbio il Conte-bis è messo a dura prova. Le voci di rimpasti in maggioranza o di un possibile nuovo esecutivo si rincorrono a ritmo frenetico. Il tutto avviene mentre il governo ragiona sui numeri dell’emergenza epidemiologica e su un possibile prolungamento dello stato d’emergenza, addirittura forse fino al 31 luglio 2021. Al momento non c’è ancora nulla di definitivo ma e le prossime ore potrebbero essere decisive per capire quale sarà l’orientamento del governo, in vista dei prossimi mesi.

Per l’operato del Conte-bis arrivano malumori anche dalla società civile. Il caso più eclatante è quello della figlia di Aldo Moro, che ha deciso di firmare la petizione lanciata da Fratelli d’Italia e finalizzata a promuovere un voto di sfiducia.

Sfiducia al Governo: la figlia di Moro firma la petizione

Giuseppe Conte
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La figlia di Aldo Moro, Maria Fida, ha firmato una petizione voluta da Giorgia Meloni per promuovere il voto di sfiducia al Conte-bis. L’erede dello statista assassinato dalle Brigate Rosse, è uscita allo scoperto criticando duramente l’operato dell’esecutivo. Il j’accuse della donna trova il sostegno di suo figlio Luca, anche lui tra i firmatari. Le ragioni della scelta sono state rese note con una lettera pubblica. “Mio figlio Luca ed io abbiamo deciso di aderire alla raccolta firma lanciata dall’onorevole Giorgia Meloni per rispedire al mittente l’attuale Governo” – così recita la lettera nella sua parte introduttiva.

La primogenita dello statista democristiano illustra, nella missiva, tutte quelle che per lei sono le principali criticità. In primo luogo parla dell’istruzione. “Un’intera generazione di studenti ha già perso oltre sette mesi di scuola e, se va tutto bene, perderà un altro anno. L’economia del nostro Paesescrive ancora la donna –  è stata azzerata, bonus o non bonus. La gente è terrorizzata a causa della mancanza di informazioni chiare e precise. Siamo tutti agli arresti domiciliari ma non sappiamo fino a quando“.

La Moro, passa poi a toccare un altro tema caldo, ovvero quello delle reiterate limitazioni alle libertà personali, a quasi un anno di distanza dall’inizio della pandemia. E’ stato eroso il potere sovrano del Parlamento – tuona Maria Fida – e cancellati, come se fosse normale, i diritti inviolabili dell’uomo. Primo fra tutti la libertà, che è il bene più prezioso di tutti”. Sono parole durissime quelle dell’erede di uno dei fondatori più celebri di Democrazia Cristiana, ex presidente del consiglio rapito e assassinato dalla Brigate Rosse, nel lontano 1978. La vicenda di Aldo Moro si contestualizza, purtroppo, in un periodo buio della storia d’Italia. Ora sua figlia teme che la nazione possa vivere un periodo altrettanto doloroso, nonostante i motivi e le circostanze siano diversi. Il suo è un grido disperato affinché si faccia presto a salvare l’Italia.

“Mio padre, Aldo Moro – scrive ancora Maria Fida – è stato ucciso e come lui tanti servitori dello Stato in nome della libertà. Ci sono state innumerevoli terribili guerre per riavere e difendere la libertà. La normalità – sottolinea la Moro – non è una gentile concessione del Governo, è il nostro destino di uomini liberi, creati a immagine e somiglianza di dio, che ci ha fatto dono del libero arbitrio. Non siamo pedine su una scacchiera. Siamo persone!”.

La precisazione della Moro trova conferma in diverse occasioni in cui il premier Giuseppe Conte ha usato l’espressione “vi concediamo più libertà” (quasi sempre per presentare il dpcm di turno) risultata però sgradevole a diversi esponenti della società civile, dal mondo della filosofia a quello del giornalismo passando per la cultura, nella sua più vasta accezione. Vittorio Sgarbi, Paolo Becchi e Massimo Cacciari sono soltanto alcuni di quelli che hanno avuto da ridere su un linguaggio simile.

Giuseppe Conte
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Le prossime ore saranno decisive per capire quale strada imboccherà il governo, se resisterà alla “tempesta”. Ogni confronto in maggioranza, a seconda dell’esito, potrebbe essere determinante per decidere se staccare o meno la spina al Conte-bis.