“Buongiorno papà” inizia così la telefonata più sconvolgente della sua vita

Aveva seppellito il figlio solo pochi giorni prima quando ricevette una sua telefonata. “Buongiorno papà ..” è così che accadde l’improbabile.

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La telefonata del miracolo, è così che la definiscono i media che hanno riportato la notizia di questa telefonata che è stata la dimostrazione lampante che i miracoli a volte accadono davvero. Frank Kerrigan ha raccontato questa incredibile storia della quale è il protagonista.

Riceve una telefonata dal figlio defunto, si realizza un miracolo

Frank Kerrigan foto dei 3 figli
Photo OrangeCounty Register

Perdere una persona amata è un dolore grandissimo e a volte insopportabile. Quante volte ci siamo svegliati con la sensazione di avvertire ancora la presenza o sentire ancora la voce della persona amata riecheggiare intorno a noi. E’ la forza del desiderio inconscio che stenta ad ammettere e ad accettare quella morte che si fa avanti ed è una normalissima fase del lutto quella della negazione.

Ad ogni modo la razionalità non tarda a manifestarsi e ci ricorda che la vita può essere molto crudele a volte, e che il miracolo della resurrezione non esiste.

Tuttavia, Frank Kerrigan potrebbe affermare il contrario e racconta di aver vissuto sulla sua pelle un miracolo che dimostra che anche l’improbabile potrebbe accadere.

La sua storia vi farà drizzare i peli sulla pelle. Undici giorni dopo aver seppellito suo figlio, riceve una telefonata scioccante. L’incredibile storia è stata diffusa dal New York Post.

Dopo aver seppellito il proprio figlio quest’uomo nella morsa del dolore ha iniziato a vivere le fasi del suo lutto. Frank Kerrigan sentì che era giunto il momento di tirare fuori tutta la sua forza per sopravvivere e in questo momento così buio e mai avrebbe immaginato che proprio in questo momento avrebbe visto la luce infondo al tunnel.

La sua storia ebbe inizio il giorno in cui alcuni agenti di polizia della zona bussarono alla sua porta comunicandogli che il corpo di suo figlio era stato ritrovato senza vita nel vicolo di un negozio. Gli agenti per definire le generalità del defunto avevano controllato le sue impronte digitali, che inequivocabilmente hanno dimostrato che il cadavere apparteneva effettivamente a Frank M, suo figlio, di 57 anni.

Quest’uomo viveva per strada da anni e soffriva di disturbi mentali. Questo e la verifica delle impronte digitali non fecero insorgere alcun dubbio in quest’uomo in merito alla morte del figlio e lui stesso ammise: “Se non fosse stato identificato dalle impronte digitali, sarei stato lì in un lampo”. Quindi Frank Kerrigan non identificò lui stesso il cadavere di suo figlio ma sua figlia Carole, la sorella del defunto si recò nel luogo della sua morte del fratello per rendergli omaggio: “È stata una situazione molto difficile per me trovarmi di fronte a una scena così inquietante. C’erano sangue e coperte sporche ovunque” confida la donna.

La famiglia ignara del miracolo che li avrebbe colpiti da li a poco, organizzò nel dettaglio il funerale per dare un ultimo saluto a questo figlio. Durante l’elogio funebre il padre disse:

“Non potevo immaginare quanto sarebbe stato difficile seppellire il mio defunto figlio”, e lo fece accarezzando i capelli del defunto nella sua bara, senza sospettare minimamente e neppure per un secondo che in quella bara ci fosse qualcun altro.

Il defunto venne seppellito accanto alla madre. Alcuni giorni dopo il funerale il signor
Kerrigan ricevette una telefonata da un amico, ma non era una telefonata di condoglianze. Quest’ultimo gli disse che suo figlio era vivo e lo fece parlare con lui per dimostrargli che non stava farneticando.

” Buongiorno Papà …..” queste parole, quella voce, il signor Kerrigan non ricorda di essere stato mai più felice. Incredulo ma felicissimo iniziò subito dopo a chiedersi come era potuto accadere.

Saputa la notizia il terzo figlio, assunse un’avvocato, Doug Easton, in modo che questo difendesse la famiglia che aveva intrapreso un’azione legale contro le autorità che hanno gestito l’operazione ritenendo che a causa della loro negligenza avevano subito un trauma.

Si scoprì che gli agenti avevano identificato il cadavere basandosi su una vecchia foto della patente di guida perché il database non aveva fornito informazioni riguardo le  impronte digitali ed infin dei conti avevano pensato che si trattasse “semplicemente” di un senzatetto, e che non sarebbe importato a nessuno.

Photo CNN Australia

Lo sceriffo ha mostrato alla famiglia tutto il suo rammarico per “lo stress emotivo causato da questo sfortunato incidente”, assicurando il paese che avrebbe personalmente fatto in modo che a nessun altro accadesse nulla del genere in futuro.

Nonostante tutto, la famiglia non è nuovamente riuscita a dissuadere Frank M il quale non ha rinunciato alla sua vita da senza tetto ed è tornato a vivere per strada.