Vaccino Covid, BioNTech lancia l’allarme: “Servono subito altre dosi”

Vaccino Covid, dosi insufficienti. BioNTech lancia l’allarme: “Da soli non ce la faremo”. L’azienda tedesca teme di non riuscire a coprire il fabbisogno europeo. Gli altri produttori sono in ritardo con le distribuzioni

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Vaccino Covid-19: a che punto siamo con la distribuzione delle dosi? L’Europa tenta di velocizzare le consegne ma, coprire tutto il fabbisogno, non è cosa facile. La BioNTech lancia un allarme e avvisa: “Da soli non ce la faremo”. Ma a cosa si riferisce, esattamente, l’azienda tedesca? E’ presto detto. A preoccupare è la quantità di confezioni ad oggi disponibile per far fronte alla domanda mondiale. Per BioNTech è insufficiente e “servono subito altre dosi del vaccino”.

Uğur Şahin ha avvertito che se altri vaccini contro il coronavirus non saranno approvati subito in Europa la sua azienda, da sola, non riuscirà a coprire il fabbisogno. Ad oggi, infatti, è stata autorizzato soltanto il vaccino prodotto dalla statunitense Pfizer, in collaborazione con BioNTech. Per l’antidoto di Moderna, invece, il via libera da parte dell’EMA non è ancora arrivato; si parla del 6 gennaio 2021 come data utile per l’approvazione ma, intanto, i numeri della pandemia aumentano in tutto il mondo.

L’Unione Europea, dal suo canto, ha “dichiarato guerra al virus” con una strategia d’intervento comune. Il 27 dicembre scorso, giorno del “V-day”, i paesi membri hanno iniziato, in contemporanea, ad iniettare le prime dosi del vaccino. Ora, però, il punto è che non si può pretendere tutto dalla Pfizer e bisogna sbloccare subito altre distribuzioni. In situazioni emergenziali, a fare la differenza, sono i tempi della burocrazia; più sono brevi e più c’è possibilità di ottimizzare i risultati. La BioNTech chiede esattamente questo, ovvero di imprimere un’accelerazione ai meccanismi di approvazione, necessari per mettere in distribuzione altri vaccini contro il Covid.

Vaccino Covid, BioNTech: “Serve l’aiuto di altri produttori”

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L’amministratore delegato della BioNTech lancia l’allarme descrivendo la situazione attuale. “Si è creato un gap perché non sono stati approvati altri vaccini e noi dobbiamo coprire il buco con i nostri. Da soli non ce la facciamo” – ha spiegato Uğur Şahin in un’intervista al settimanale tedesco Spiegel.

Ci sono incertezze  e ritardi e il numero uno della BioNTech parla di “situazione non buona”. Ecco perché la Germania ha esortato l’Agenzia europea per i medicinali (EMA), ad approvare il più in fretta possibile anche il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford in collaborazione con AstraZeneca. Ma i tempi per l’approvazione, ad oggi, restano ancora incerti.

Intanto la BioNTech si rimbocca le maniche e, per aumentare la produzione, ha stretto accordi con altre cinque case farmaceutiche (e pare che siano in corso altre trattative). Per il numero uno della BioNTech l’Unione europea avrebbe fatto un errore di valutazione pensando che ci sarebbero stati molti produttori in grado di immettere sul mercato diversi vaccini contro il Covid. Ma così non è stato. Le case farmaceutiche viaggiano a velocità diverse, un po’ per i mezzi che hanno a disposizione, un po’ per i vincoli imposti dalla burocrazia.

“L’insieme di fornitori diversi tra cui scegliere”  non c’è stato perché non tutti possono consegnare rapidamente. L’Unione Europea, quindi, si è ritrovata a concludere accordi con case farmaceutiche che non possono assicurare tempi rapidi per la distribuzione e, quindi, è in difficoltà perché non sa, secondo Şahin, “rimediare agli ordini insufficienti”.

Dunque, è una corsa contro il tempo. La BioNTech sta cercando persino di aumentare la propria operatività. A febbraio aprirà un nuovo impianto di produzione nella città tedesca di Marburg. Il sito dovrebbe essere in grado di assicurare 250 milioni di dosi entro la prima metà del 2021. “Entro la fine di gennaio dovremmo avere chiarezza su cosa e quanto ancora possiamo produrre” – ha spiegato Uğur Şahin. L’azienda tedesca, però, auspica che possano scendere in campo anche altri produttori.

In Italia le gestione della campagna vaccinale è affidata al commissario Domenico Arcuri. Per lui, entro settembre 2021, “si dovrà immunizzare almeno l’80% degli italiani”. Il vaccino contro il Covid non è obbligatorio; il premier Giuseppe Conte l’ha ribadito, ancora una volta, anche nella conferenza stampa di fine anno. Tuttavia il dibattito sull’obbligatorietà si scalda di ora in ora. Le posizioni sono contrastanti. Una cosa, però, è certa: almeno per il momento non ci sono dosi disponibili per tutti.

Intanto preoccupa anche il fronte dei “NoVax”, che ha dichiarato battaglia al vaccino. C’è molta diffidenza anche tra medici, infermieri e operatori sanitari, soprattutto nelle regioni del Nord, che non vedono di buon occhio un obbligo vaccinale applicato alle loro categorie d’appartenenza. Il clima è teso e la politica, con alcuni suoi esponenti, cerca di dare il buon esempio.

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Il primo politico a farsi vaccinare in favore di telecamera è stato il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Nelle prossime settimane potrebbero fare lo stesso anche Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, che hanno detto di volere aderire alla campagna vaccinale.