Contagi in Italia, l’allarme dell’Iss: diverse regioni a rischio

Contagi in Italia, l’allarme dell’Iss dopo l’ultimo report: i numeri stanno andando meglio ma ci sono ancora diverse regioni a rischio

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Bene, ma non benissimo. In termini semplici è questo il quadro della curva dei contagi da Covid-19 nel nostro Paese fotografato nel nuovo report settimanale dell’Istituto superiore di sanità anticipato di un giorno rispetto al solito per la festività di Capodanno.

La conferma arriva dal presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro. “La curva in Italia è in decrescita, ma è un po’ rallentata. In compenso però ci sono Paesi vicino al nostro che mostrano una curva in aumento. Questo deve servirci come incentivo per fare in modo che la nostra curva si mantenga in decrescita”.

Quindi nessun invito a mollare la presa e abbassare la guardia nemmeno in questi giorni di festa. A confermarlo ci sono i numeri, cominciando dall’indice Rt di contagio. Al momento è pari a 0,93, leggermente superiore all’ultimo report di sette giorni fa nel quale invece era 0,90. In più, ad incidere su questo dato, c’è il fatto che negli ultimi dieci giorni il numero dei tamponi come media è calato rispetto al solito.

La notizia positiva però è che sono in calo le curve per l’occupazione dei posti letto. Nel complesso in particolare il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in leggera diminuzione: è passato da 2.731 del 21 dicembre a 2.565 il 28 dicembre. Lo stesso è per le persone ricoverate reparto, passato da 25.145 a 23.932 nel giro di una settimana.

Contagi in Italia, l’allarme dell’Iss: tre regioni hanno superato la soglia critica

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Cifre incoraggianti quindi che però non permettono di allentare la presa. In pratica ci sono in Italia 134 casi ogni 100mila abitanti mentre la soglia limite per essere messi bene è da 50 casi ogni 100mila abitanti in giù.

A complicare la situazione, secondo il report dell’Iss, il fatto che almeno cinque regioni hanno una probabilità superiore al 50% di superare la soglia critica di occupazione posti letto nei reparti da qui a 30 giorni e tre sono a rischio per le terapie intensive. Sotto osservazione soprattutto Liguria, Calabria e Veneto che hanno superato il valore di Rt pari a 1 di Rt, mentre Puglia e Basilicata hanno un Rt nei pressi di 1.

Da una parte quindi i sacrifici chiesti agli italiani prima delle feste stanno pagando. Dall’altra invece i dati del periodo di Natale saranno disponibili solo verso metà gennaio e le aperture degli ultimi giorni potrebbero incidere. La speranza arriverà dal vaccino e il 6 gennaio arriverà il via libera dell’Ema anche a quello di Moderna, portando la dotazione italiana vicina ai 62 milioni di dosi.