Come gestire la balbuzie a scuola e in casa: consigli per insegnanti e genitori

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La balbuzie è un problema del linguaggio che si manifesta con il tempo e può causare problemi, anche di isolamento, a scuola. Ma ci sono mosse utili per attenuare

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Nessuno nasce con la balbuzie, questo è un difetto del linguaggio che si sviluppa con il tempo perché rappresenta un disturbo dello sviluppo neurologico. Ma ci sono bambini che hanno una naturale e con il tempo grazie ad una combinazione di diversi fattori manifestano il disturbo che può influenzare anche il loro rendimento scolastico

Come possono fare gli insegnanti per aiutare nel modo giusto i bambini e i ragazzi che balbettano e come gestire le loro fasi di disfluenza (il nome corretto della malattia)? Partendo dal fatto che ogni alunno è diverso dall’altro, ci sono comunque regole generali da applicare per tutti, tanto a scuola come a casa.

La prima è quella di tenere un livello linguistico adatto all’età del bambino, concentrandosi sul contenuto e non sul modo in cui lo diciamo. In questi modo possiamo dimostrare di essere concentrati su quello che il bambino o il ragazzo sta dicendo e non sulla sua balbuzie. Inoltre non mettiamogli mai fretta:. Lasciamo tutto il tempo che serve per formulare la frase, evitando di mettergli pressione, interrompendolo con domande o finendo la frase che ha lasciato in sospeso perché non riesce a completarla.

Fisicamente, cerchiamo di metterci sempre all’altezza del bambino o del ragazzo quando gli parliamo, soprattutto quando sono più piccoli. Rimane importante il contatto occhi negli occhi, è un modo per fare capire che lo stiamo considerando. Allo stesso modo dobbiamo evitare di mostrare insofferenza, caricarlo di troppa apprensione.

Balbuzie a scuola, come devono trattarla gli inseganti

Gli episodi di balbuzie più evidenti, a partire dalla scuola d’infanzia, normalmente possono evidenziarsi nei momenti dell’attività di gruppo. Avrà difficoltà a gestire la conversazione di gruppo e rischia di essere ‘travolto’ verbalmente dagli altri bambini che invece riescono a parlare più fluidamente.

Accanto al problema neurologico quindi può subentrarne uno di natura psicologica, perché la componente emotiva ha un peso importante sul linguaggio. Anche i non balbuzienti possono avere problemi a parlare in pubblico, o comunque davanti ai loro compagni di scuola. Se in più fanno difficoltà a mettere insieme le parole e terminarle correttamente, l’ansia aumenta.
Come ovviare? Dando alcune regole chiare e definite prima di iniziare l’attività di gruppo, determinando i momenti dedicati ad ogni bambino e spiegando correttamente agli altri anche devono aspettare rispettando i tempi di tutti i compagni. E comunque, gli insegnanti dovrebbero formare gruppi meno numerosi, più gestibili soprattutto dal punto di vista comunicativo per i bimbi balbuzienti.

Altro capitolo delicato è la gestione della rabbia. Quando un bambino è arrabbiato può fare fatica a parlare bene, per un balbuziente diventa un disastro. L’emotività incide pesantemente sulla disfluenza ma per gestire la rabbia basta un’educazione specifica.

Proprio per questo un buon consiglio per gli insegnanti, specialmente dalla Scuola Primaria in poi, è quello di  affrontare senza filtri con tutta la classe il tema delle diversità, facendole sentire parte integrante del gruppo e non un elemento a sé stante.