Covid, Vax Day. Dura invettiva di Lopalco ai medici restii al vaccino

Pierluigi Lopalco
(Facebook @PLopalcoPublic · Scienziato)

Vax Day italiano: complessivamente è andato bene ma non mancano le polemiche. Dopo la pioggia di critiche su Vincenzo De Luca, che ha fatto il vaccino ‘saltando la fila’ secondo alcuni, fanno discutere le parole di Pierluigi Lopalco, che si scaglia contro i medici restii al vaccino

Pierluigi Lopalco
(Facebook @PLopalcoPublic · Scienziato)

E’ già passato il tanto atteso Vax Day. Il 27 dicembre scorso tutti i paesi membri della Unione Europea hanno effettuato le prime inoculazioni del vaccino contro il Covid. Una data simbolica, carica di significato: le nazioni del Vecchio Continente provano a sconfiggere il virus, tutte insieme. Il ‘V-day’ è stato un po’ come il calcio d’inizio di una partita importantissima, da vincere assolutamente, quella contro il virus. Tutto si è svolto ordinatamente, secondo le previsioni. Alle 7.30 sono partite le prime somministrazioni all’ospedale Spallanzani di Rome e poi, via via, nelle altre città italiane. E’ stato un giorno emozionante ma non sono mancate le polemiche, come quella sul governatore della Campania Vincenzo De Luca, che ha fatto il vaccino ‘saltando la fila’, scatenando un putiferio.

L’Italia prova a rialzarsi dalla pandemia che non è ancora finita. Grandi speranze sono riposte nei vaccini prodotti dalle varie case farmaceutiche. Gli ospedali sono sotto stress da mesi. L’emergenza ha messo in evidenza, ancora una volta, tutta la fragilità del sistema sanitario nazionale, indebolito da tagli selvaggi in nome della spending review. Servono più risorse, anche economiche, per assumere più personale. Da dove prendere i soldi? C’è chi come Renzi vuole il MES sanitario e chi, invece, come Conte, lo rifiuta e preferisce strade alternative.

Comunque il Vax Day ha riacceso la speranza in molti italiani, che guardano al vaccino come la manna arrivata dal cielo. Ma c’è chi ha dubbi, anche tra il personale sanitario. Non tutti i medici sarebbero disposti a fare il vaccino. Questo è quanto emerge dai primi dati raccolti. Deve esserne a conoscenza anche Pierluigi Lopalco, che si è scagliato contro quella fetta di operatori sanitari restia a farsi inoculare l’antidoto. L’assessore alla Sanità della Regione Puglia ha utilizzato parole molto dure che fanno discutere.

Vax Day, Lopalco sui medici contro il vaccino: “Indegni”

Pierluigi Lopalco
([email protected] · Scienziato)

E’ allarme ‘no vax’ tra i medici italiani. In molti non sarebbero disposti a vaccinarsi contro il coronavirus. Il dato emerge con forza soprattutto nelle regioni del Nord. La notizia ha fatto infuriare Pierluigi Lopalco. “Spero di essere il primo a vaccinarmi nella fase uno. Il medico deve dare esempio. Il medico che rifiuta la vaccinazione non è degno di questo mestiere“. Sono dure le parole usate dall’assessore, che invita a fidarsi della scienza e a fare la propria parte. Lui si dice pronto a farla non appena potrà. Alcuni suoi colleghi, invece, si sono già fatti vaccinare; è il caso dell’infettivologo Matteo Bassetti, che ha ricevuto l’iniezione nel giorno del ‘V-day’, in favore di telecamera.

Comunque, per le prossime fasi della campagna vaccinale, si seguirà il criterio dell’età. “Dopo il personale sanitario di ospedali e rsa, dopo gli anziani ospitati in queste strutture, toccherà – ha spiegato Lopalco – a tutti gli anziani che stanno a casa, dagli 80 anni in giù. Poi si passerà alle categorie di rischio”. Per il professore, arriverà anche il turno di chi è esposto a maggiori pericoli in ragione del lavoro svolto. Ci sono delle professioni potenzialmente più esposte al contagio. Lopalco dice quali sono. “Toccherà a chi professionalmente è a rischio come il personale scolastico, che sarà vaccinato prima degli altri. E poi via via toccherà a tutti gli altri”.

Bambini e giovani riceveranno il vaccino per ultimi. Tra le altre cose, è bene sottolineare che l’antidoto può essere somministrato soltanto dai 16 anni in su. “Prima di poter vedere il vaccino per età pediatrica dobbiamo aspettare qualche mese. Giovani e bambini  – ha detto ancora  Lo Palco a Repubblica – saranno importanti per poi bloccare la circolazione, ma questo avverrà nella Fase 3 o 4″.

Bisognerà aspettare alcuni mesi per raccogliere i primi frutti. Si punta a vaccinare una buona fetta della popolazione, almeno l’80%, per ottenere la copertura necessaria a debellare definitivamente il virus. La percentuale è precisa ed è quella indicata dal commissario governativo all’emergenza sanitaria Domenico Arcuri. 

Insomma la strada è tutta in salita e siamo ben lontani dalla risoluzione del problema. Anche Roberto Speranza spinge per un cauto ottimismo e dice che “serviranno ancora alcuni mesi” di attenzione e prudenza. Il ministro della Salute invita quindi a pazientare per un periodo non meglio definito. Fosse facile!

Vaccino
(Getty Images)

La discussione sui vaccini contro il Covid tiene banco anche in altre nazioni. In Francia, stando ad un recentissimo sondaggio, un cittadino su due non è disposto a ricevere l’inoculazione.