Il COVID-19 aumenta, le imprese arrancano: 80% delle chiusure nel 2020

La pandemia da COVID-19 ha caratterizzato anche il mercato. In Italia la congiuntura economica si è fatta sentire particolarmente: i dati di Confcommercio sottolineano una flessione importante in ogni impresa e attività.

Industria, calo produttività in Italia (Getty Images)
Industria, calo produttività in Italia (Getty Images)

La seconda ondata, con premesse sulla terza, di Coronavirus incide sensibilmente anche sull’economia del Paese. In calo, infatti, le imprese e le aziende: crisi soprattutto nel commercio locale e al dettaglio. I dati di Confcommercio, malgrado i Decreti Ristori e il supporto del Governo alle categorie sociali in difficoltà durante la lotta al COVID-19, non sono per niente incoraggianti.

La speranza è che l’anno venturo coincida (anche) con una rinascita dei consumi: alzare nuovamente l’offerta per soddisfare la domanda è più facile a dirsi che a farsi, dando un’occhiata ai numeri, infatti, si evince che 390mila imprese del commercio non alimentare sono incappate nella chiusura definitiva. Appena 85mila le nuove aperture, questo significa che in questi settori si registra una riduzione pari a quasi 305mila imprese.

300mila imprese in meno nel 2020: i dati di Confcommercio

Industria, i dati Confcommercio (Getty Images)
Industria, i dati Confcommercio (Getty Images)

Ancora più in crisi tutto quel comparto relativo alla filiera del “tempo libero” che concerne attività sportive, artistiche e di intrattenimento. In ciascun settore si parla di crollo irreversibile. Situazione a cui vanno incontro anche i lavoratori autonomi, spesso sottoinsieme di ogni categoria presente non solo per quanto concerne l’indotto relativo al tempo libero: acclarata la cessazione delle attività per oltre 200mila professionisti fra ordinistici e non ordinistici, con particolare attenzione alle attività tecniche e scientifiche, passando per quelle di amministrazione e servizi.

Un vero e proprio ritratto della precarietà attraverso i numeri che rappresentano – loro malgrado – volti affranti che attendono un riscatto: auspicio che, per forza di cose, va di pari passo con il debellamento del Coronavirus. Sconfiggere il COVID-19 significa (anche) ridare una speranza a coloro che hanno sofferto a causa di un’altra piaga sociale: la povertà, il cui “contagio” – purtroppo – continua a moltiplicarsi ma non basterà un vaccino per poterla arginare.