Covid, V-Day in Italia: la prima vaccinata sarà un’infermiera

Il prossimo 27 dicembre, in tutta Europa, ci sarà il V-Day. Un unico giorno per far partire la campagna vaccinale contro il COVID-19: la prima persona in Italia a usufruire del vaccino sarà un’infermiera.

Vaccino anti-Covid (Getty Images)
Vaccino anti-Covid, il primo a un’infermiera (Getty Images)

La campagna vaccinale, in tutta Europa, partirà il prossimo 27 dicembre. Subito dopo le feste, quindi, ci sarà il V-Day: il giorno tanto atteso in cui verranno somministrati i vaccini anti-Covid. In Italia la prima a beneficiarne sarà un’infermiera: si è scelto di partire da una donna, precisano fonti dello Spallanzani di Roma e della Regione Lazio, seguiranno poi altre quattro persone.

Nello specifico, dunque, inizialmente saranno vaccinate un’infermiera, un operatore socio sanitario, una ricercatrice e due medici: si tratta di un passo importante che scandirà le giornate che verranno. Il via alla campagna vaccinale più grande di sempre, non soltanto nel nostro Paese, corrisponde anche – purtroppo – con le prime incertezze sulla variabile inglese del Coronavirus. Siamo ancora in fase di studio, con la possibilità che quanto fatto finora potrebbe non bastare.

Vaccino anti-Covid, la prima persona ad averlo in Italia sarà un’infermiera

Vaccino Covid in Italia, la prima dose a un'infermiera (Getty Images)
Vaccino Covid in Italia, la prima dose a un’infermiera (Getty Images)

L’Italia cerca ugualmente di compattarsi come il resto del vecchio continente: “Il vaccino è l’unica alternativa al virus che abbiamo, per ora”, sottolinea il Ministro della Salute Speranza. Significa che ci sono possibilità di approfondimento: gli studi e la ricerca scientifica, dunque, non si fermano. L’obiettivo primario resta convincere gli scettici. Per questo non solo il Governo italiano è alle prese con un’importante strategia comunicativa da mettere a punto per far sì che più persone possibili facciano la scelta che, in questo momento, parrebbe essere la risposta più adeguata ai sacrifici medico-sociali sin qui portati avanti.

Nel frattempo anche il nostro Paese si appresta a vivere il Natale, con la consapevolezza che non sarà come gli altri: sotto l’albero, però, a differenza degli anni scorsi, ci sarà il vaccino Pfizer. Il regalo più ambito. Speriamo che basti, affinché l’Epifania – oltre alle feste – possa portarsi via qualche paura e alcune incertezze sul futuro.