Vaccino anti-Covid nel mirino delle mafie, Interpol: “Il rischio c’è”

La criminalità si sta organizzando con l’arrivo del vaccino anti-Covid. Le mafie sarebbero pronte a lucrare su questo nuovo business. Allarme dell’Interpol.

Interpol, allarme criminalità Covid (Getty Images)
Interpol, allarme criminalità Covid (Getty Images)

Covid e criminalità, il binomio esiste e si è sviluppato sin dai primi momenti della pandemia. Precedentemente la criminalità organizzata lucrava sulla salute e sulla prevenzione delle malattie standard, la diffusione del Coronavirus ha cambiato gli equilibri fra domanda e offerta in tutto il mondo e, quindi, anche nel crimine si sono modificate le priorità.

Attualmente la principale fonte di guadagno per le mafie sono le procedure di sanificazione e gli strumenti direttamente correlati a questa necessità ambientale: gel, mascherine, divise per gli operatori sanitari e altri beni di prima necessità schizzati a prezzi esorbitanti nel commercio illegale e sotterraneo rispetto ai canali di smercio preposti.

Interpol lancia l’allarme: “La criminalità pronta a lucrare sul vaccino anti-Covid”

Interpol, aumenta l'allerta sul vaccino anti-Covid (Getty Images)
Interpol, aumenta l’allerta sul vaccino anti-Covid (Getty Images)

Come se non bastasse, l’Interpol lancia l’allarme: “Attenzione al vaccino”. L’avvertimento di Juergen Stock, capo dell’Organizzazione Internazionale della Polizia Criminale va contestualizzato rispetto alla possibilità che gruppi di criminali si stiano già organizzando con falsi vaccini da smerciare insieme alla cura ufficiale: la replica di prodotti è un must che la criminalità ha fatto proprio da tempo.

Iter pronto a ripetersi – con tutta probabilità – all’inizio del nuovo anno quando la campagna vaccinale europea sarà in pieno svolgimento: “Si è sviluppata una pandemia parallela di criminalità con cui le mafie guadagnano ulteriormente potere e consenso oltre alla disponibilità economica”, sottolinea Stock.

Vaccino anti-Covid: la sofferenza come business per i criminali

Occhi aperti, dunque. L’allerta è alta: soprattutto in questo periodo quando la collettività è presa da altre questioni, sempre legate alla propagazione del COVID-19, e la sofferenza è diventato un “nuovo business” per chi riesce ad approfittarsi delle situazioni di difficoltà altrui: necessità non sempre fa rima con virtù, l’Interpol ce lo ha ricordato in maniera schietta e senza mezzi termini.

Il malaffare ha ripreso a viaggiare su binari paralleli alla salute perché, attualmente, la tranquillità e sicurezza a livello psico-fisico è un bene raro in grado di far gola a molti. Specialmente ai più deboli che potrebbero cadere con facilità nei tranelli e sotterfugi del crimine, da sempre lato oscuro di quest’esistenza.