Covid, variante inglese. Vaccini già pronti efficaci? Galli è fiducioso

I nuovi vaccini già disponibili saranno efficaci per la nuova variante inglese del Covid? E’ questa la domanda che tiene banco da ore. Una preoccupazione condivisa per la quale arriva la rassicurazione degli esperti. E’ fiducioso l’infettivologo Massimo Galli

vaccino
(Getty Images)

Sono ore d’apprensione per il mondo, che guarda con il fiato sospeso alla nuova variante del Covid sequenziata in Inghilterra e che ha già causato una crescita esponenziale dei contagi. C’è molta preoccupazione, i numeri parlano chiaro. “Le autorità sanitarie del Regno Unito – riferisce Adnkronos Esteri – hanno confermato quasi 36.000 nuove infezioni (35.928), record dall’inizio della pandemia. Sono stati 326 i decessi nelle ultime 24 ore. L’impennata di casi è associata in parte alla comparsa della nuova variante del virus, che si diffonde il 70% più velocemente. In totale i casi sono saliti a 2.040.147, mentre le vittime sono 67.401″.

Dalle prime informazioni raccolte sembrerebbe che, il virus mutato, sia molto più contagioso (ma non più letale). Comunque l’attenzione resta alta, anche perché la nuova variante è già arrivata in Olanda, Belgio e Australia. Anche a Roma è stato isolato il virus, presso l’ospedale militare del Celio, da un uomo che ha contratto l’infezione di ritorno dall’Inghilterra alcuni giorni fa. A renderlo noto è stato il ministero della Salute con un comunicato.

L’Unione Europea ‘trema’ per il virus mutato e si muove per elaborare strategie d’intervento condivise. Oggi, alle 11, c’è stata una riunione d’emergenza fortemente voluta dalla presidenza tedesca (giunta quasi alla fine del proprio mandato). L’obiettivo è quello di adottare provvedimenti coordinati, al fine di sbarrare la strada al virus mutato. L’Unione Europea corre veloce perché, il 27 dicembre 2020, sarà protagonista del ‘V-day’, giorno in cui in tutti i paesi membri partirà, simbolicamente, la campagna vaccinale. Un vero e proprio ‘Re-start’ dopo quasi un anno di pandemia (che, comunque, non accenna ancora a finire).

In questa fase, non sono ammessi errori. Un aumento dei contagi, proprio in concomitanza con l’inizio della campagna vaccinale, sarebbe disastroso. Ne è convinto il commissario all’emergenza sanitaria Domenico Arcuri. Ecco perché l’Italia, deve coordinarsi con gli altri paesi dell’Unione Europea e, tutti insieme, cercare di sconfiggere definitivamente il virus.

Ma c’è preoccupazione anche per un altro aspetto, ben preciso. Sono pronti ormai per essere distribuiti alcuni vaccini messi a punto per il Covid. Saranno efficaci anche per la nuova variante britannica? Questo è la domanda che in tanti si pongono, proprio in queste ore di concitazione generale. Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, ha rassicurato subito, dicendo che il lavoro fatto dalla ricerca scientifica internazionale, non sarà compromesso in alcun modo. La pensa allo stesso modo anche Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute. Nel giro di opinioni tra virologi ed esperti c’è anche quella del professore Massimo Galli.

Vaccini Covid: utili per variante britannica? Galli fiducioso

Massimo Galli
(Getty Images)

Massimo Galli, infettivologo di fama dell’ospedale Sacco di Milano non ha dubbi. Per lui, la ‘mutazione britannica’ del coronavirus, non metterà in discussione l’efficacia dei vaccini già pronti per la distribuzione. “Non credo che la nuova variante del Covid sia in grado di rendere i vaccini inutili, non mi fascerei la testa”. Questo il commento a caldo del professore, in collegamento con L’Aria di domenica di Myrta Merlino in onda su LA7.

Dai primi dati raccolti, il virus mutato sembrerebbe soltanto più contagioso ma non più letale. Questo è quanto risulta anche a Galli. “Non abbiamo – ha detto l’esperto – ancora una pubblicazione scientifica, abbiamo sintetici rapporti. Saremmo di fronte ad una variante che non è più cattiva, forse ha una maggiore capacità diffusiva. Si parla di prime osservazioni di questa variante, le prime sequenze datate risalgono al 20 e al 21 settembre. D’accordo – ha aggiunto l’infettivologo – stiamo attenti ma temo sia verosimile che Oltremanica ne sia passata un bel po’. Si muore di più? Solo se ci ostiniamo a non stare attenti a questo virus, a prescindere dalla variante”.

Il professore Massimo Galli invita, ancora una volta alla prudenza. D’altra parte le festività natalizie sono ormai alle porte e bisognerà prestare massima attenzione. Il decreto legge approvato dal Governo ha introdotto nuove restrizioni, blindando l’Italia in zona rossa per tutti i giorni festivi ed alcuni prefestivi. Una strategia ‘Stop & Go’ che sta facendo letteralmente saltare i nervi ai ristoratori italiani ai quali era stato detto, solo pochi giorni prima del decreto legge, che avrebbero potuto aprire per Natale e Santo Stefano. Il Governo ha poi deciso diversamente e il risultato è che, molti ristoranti, non sanno che fare della spesa già fatta.

ristoratori
(Getty Images)

A Napoli, i ristoratori sono scesi in piazza per dire no alle decisioni dell’esecutivo Conte ma anche per contestare le scelte del presidente Vincenzo De Luca. La protesta continua ancora in queste ore e spunta persino il “delivery in piazza” come riporta Il Mattino.