Con la Manovra 2021 arrivano smartphone e internet gratis. Ecco per chi

Arriva il ‘Kit digitalizzazione’: smartphone e internet gratis per un anno, in comodato d’uso. La misura è contenuta nel pacchetto di modifiche alla Legge di Bilancio 2021. Ecco chi sono i beneficiari

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(Getty Images)

La Legge di Bilancio 2021 guarda all’Italia del futuro, sempre più tecnologica. Arriva il ‘Kit digitalizzazione’ per le famiglie, con internet e smartphone gratis per un anno. Spunta quindi un ‘bonus telefono’, frutto delle riformulazioni degli emendamenti concordati tra governo e maggioranza.

Una misura che, almeno nelle intenzioni, cerca di attutire le diseguaglianze tra i nuclei familiari italiani. Vale la pena sottolineare che, in tutti questi mesi di didattica a distanza, molti studenti sono stati esclusi dalle aule virtuali proprio per la mancanza di una connessione ad internet. Tutto questo, con non pochi disagi (e forse le scuole resteranno ancora chiuse dopo la Befana). Senza contare quelli che, invece, non hanno in casa un pc o un tablet. Più nello specifico, per l’Istat il 33,8% delle famiglie non ha un computer o un tablet, il 47,2% ne ha uno e il 18,6% ne ha due o più. Dunque, l’Italia è solo agli albori del processo di digitalizzazione.

L’agevolazione in argomento, inserita nel carrozzone delle modifiche alla Legge di Bilancio 2021, sarà destinata alle famiglie a basso reddito che chiederanno lo SPID (Sistema Pubblico d’Identità Digitale) ed avrà una durata limitata nel tempo: soltanto un anno. Verrà fornito, in comodato d’uso, un kit contenente uno smartphone provvisto di connessione ad internet.

Il lavoro per ultimare le modifiche alla Legge di Bilancio non è ancora concluso. C’è tanta carne al fuoco: dall’ISCRO, ammortizzatore sociale per le partite IVA, alla nuova esenzione IMU per le partite IVA maggiormente esposte alla crisi da Covid-19, fino  ad arrivare al kit digitalizzazione per le famiglie meno abbienti “al fine di ridurre il divario digitale” – si legge nell’emendamento. Non tutti potranno accedere all’agevolazione. Ecco chi saranno i beneficiari e qual è la fascia reddituale richiesta.

Smartphone e internet gratis per la famiglie. Ecco per chi

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Un kit digitale in comodato d’uso per un anno, contenete uno smartphone con abbonamento ad internet. E’ questa l’iniziativa a sostegno dei nuclei familiari più fragili, per contrastare il cosiddetto fenomeno del digital divide. Il beneficio sarà riservato esclusivamente “alle famiglie – si legge nell’emendamentocon un reddito Isee non superiore a 20.000 euro annui”.

La bozza di modifiche alla Legge di Bilancio 2021 sul kit digitalizzazione prevede, quindi, l’attribuzione di una sorta di bonus telefono, ma a patto che il richiedente si doti di SPID, tramite Poste Italiane o altri identity provider abilitati. Si punta, quindi, ad aprire le porte della Pubblica Amministrazione, sempre più digitalizzata, anche a chi, al momento, è tagliato fuori per mancanza sia di strumentazioni tecnologiche che di accesso alla rete.

A ben guardare, c’è un dettaglio che vale la pena evidenziare. Su tutti gli smartphone che verranno distribuiti in comodato d’uso, sarà già installata la App IO, che è la stessa necessaria per accedere al controverso Cashback .

La misura introdotta dallo Stato per incentivare, da un lato lo shopping del periodo natalizio e, dall’altro, l’utilizzo della moneta elettronica, fa già discutere. E’ notizia dell’ultim’ora il richiamo al governo Conte da parte della Banca Centrale Europea. In soldoni la BCE ha lamentato di non essere stata informata circa l’introduzione del Cashback e, soprattutto, ha bollato lo strumento come discriminatorio per gli altri sistemi di pagamento. Per l’Unione Europea non possono essere riservate agevolazioni tenendo conto soltanto della modalità di pagamento. Così facendo, infatti, a chi sceglie ad esempio la moneta contante, non vengono garantiti gli stessi benefici riservati a coloro che, invece, strisciano la carta.

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Insomma, sul Cashback è braccio di ferro tra Unione Europea e Italia. Il Governo farà un passo indietro? Difficile prevederlo ora. Comunque, la BCE andava informata per tempo e, questo, lo dicono le normative vigenti in materia. Non resta che attendere gli ulteriori sviluppi della questione.