Sindrome del Bambino scosso: cosa è e quali sono le conseguenze

Sono purtroppo molti gli episodi di cronaca che vedono neonati vittime della sindrome da bambino scosso. Gli esperti ci spiegano perché è tanto pericoloso scuotere i lattanti. 

Sindrome del bambino scosso
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Il bambino che non smetteva di piangere, questa è la maggiore delle scuse addotte dai genitori colpevoli di aver maltrattato il loro figlio per ‘sindrome del bambino scosso’. Quando un bambino arriva in famiglia non sempre la situazione si presenta rosea, a volte il pianto inconsolabile, la mancanza di sonno possono davvero provare una mamma e un papà.

Nella maggior parte dei casi, il genitore ignora quali possono essere le conseguenze di uno scuotimento violento del lattante restandone devastati per sempre. Abbiamo cercato di capire di più di questa sindrome attraverso il parere degli esperti dell’Ospedale Bambino Gesù. Se sei diventata mamma da poco scopri come misurare la febbre al tuo bambino nel modo corretto. 

Sindrome del bambino scosso: cosa è

Neonato piange in braccio a mamma
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La Sindrome del bambino scosso è una terribile forma di maltrattamento fisico del neonato e del lattante e rappresenta infatti la prima tra le cause di morte in seguito ad abusi.  Il maltrattamento consiste proprio in uno scuotimento violento del bambino che causa un  trauma celebrale con importanti conseguenze neurologiche. Il gesto delle scuotimento e le sue conseguenze vengono spiegate in modo esplicito sul sito ufficiale dell’Ospedale Bambino Gesù:

“Ciò accade quando il bambino tenuto per il tronco viene vigorosamente scosso; in questo caso il capo subisce rapidi movimenti di rotazioni e, per le sue grandi dimensioni ed una muscolatura del collo ancora inadeguata, il contenuto della cavità del cranio o encefalo (cervello, cervelletto e midollo allungato) va incontro a rapida accelerazione e decelerazione con trauma contusivo contro la scatola cranica, lesione dei nervi e rottura dei vasi sanguigni con emorragie”

Sindrome del bambino scosso: le condizioni i fattori di rischio che la causano

Il bambino viene scosso violentemente quasi sempre come conseguenza di un pianto inconsolabile che i genitori non riescono più a sopportare, provati come abbiamo premesso da ritmi serrati, mancanza di sonno, nel caso della madre da un allattamento naturale spesso molto impegnativo.

Molte volte infatti gli stessi genitori nel compiere questo maltrattamento ai danni del neonato sono del tutto inconsapevoli delle conseguenze e dei gravissimi danni che possono causare al bambino. Gli esperti specificano inoltre che:

“Talvolta sono presenti fattori di rischio:

– Giovane età della mamma
– Stato depressivo
– Disagio socio-economico
– Utilizzo di sostanze d’abuso
– Basso livello culturale                                                                                                   -Precedenti episodi di maltrattamenti in famiglia”

Sindrome del bambino scosso: quali sono i danni che questo maltrattamento fisico può provocare

neonato piange
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Scuotere un neonato o un lattante con violenza, provoca delle lesioni la cui gravità va in relazione all’età del bambino. Le conseguenze letali si hanno nella maggior parte dei casi in neonati molto piccoli ma sono molte le terribili conseguenze a livello celebrale:

“- Ematoma subdurale, versamento di sangue nelle meningi che può provocare una semplice nausea, vertigini, fino a sintomi più gravi come alterazioni dello stato di coscienza e il coma;
Edema cerebrale, accumulo di liquido nel cervello che si gonfia (edema) e comprime i capillari sanguigni bloccando così il flusso di sangue e l’arrivo di ossigeno al cervello; si manifesta con sintomi che possono andare dal semplice mal di testa fino agli attacchi di epilessia e alla perdita di coscienza;
Emorragia retinica con la comparsa di minuscole macchie di sangue sulla retina che possono venir osservate con uno strumento chiamato oftalmoscopio”

Inoltre lo scuotimento violento del neonato potrebbe avere anche conseguenze decisamente più ‘apsecifiche’ come vomito, inappetenza, difficoltà di suzione o di deglutizione, ritardo motorio o del linguaggio, disturbi comportamentali, aumento eccessivo della circonferenza cranica.

Nei casi più gravi si possono verificare conseguenze come alterazione della coscienza, cecità, convulsioni, paralisi celebrale, coma e decesso. E gli esperti specificano, le conseguenze di tale maltrattamento possono essere sospettate anche dopo anni nell’ambito di valutazioni di disturbi comportamentali o dell’apprendimento.

I neonati sono creature molto delicate e impegnative, mamme e papà non dovrebbero mai essere lasciati soli ove persistano condizioni estreme di stress o anche di depressione post partum. Un proverbio africano recita: “Per crescere un bambino ci vuole un villaggio”.

Fonte: ospedalbambinogesu.it