Natale, zona rossa ‘a singhiozzo’ per l’Italia. Galli: “Non so se servirà”

Emergenza Covid: otto giorni di zona rossa a ‘singhiozzo’ per blindare le festività natalizie. Il Governo teme una nuova impennata dei contagi. ‘E scettico Massimo Galli

Massimo Galli
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Natale con il Covid. Sarà così per questo 2020, tutto da dimenticare. Festività in tono minore, da vivere nell’intimità della propria casa e, preferibilmente, solo con i congiunti conviventi, proprio come raccomandato dall’ultimo Dpcm. Niente baci, abbracci, leggerezza e baldoria. Addio anche alle tavole faraoniche. Tra le ipotesi del Governo ci sarebbe, infatti, quella di potere invitare soltanto “due congiunti non conviventi in più”, una piccola deroga che consentirebbe di aggiungere ulteriori due posti a tavola per i familiari che non vivono più sotto lo stesso tetto.

Il professore Massimo Galli aveva previsto, in largo anticipo, come sarebbero andate le cose per le festività 2020. Aveva avvisato dicendo: “I cenoni familiari affollati e i grandi veglioni di Capodanno quest’anno, signori miei, ce li dobbiamo dimenticare”. A distanza di tempo, si può tranquillamente affermare che la strada imboccata dall’esecutivo Conte s’avvicina molto a quella indicata dal primario.

A palazzo Chigi, proprio in queste ore, si sta lavorando ad una nuova stretta. Si valuta l’introduzione di ulteriori divieti, da sommare a quelli già previsti dal Dpcm Natale. Sul tavolo, ci sono varie ipotesi. La più gettonata sembra essere quella di una zona rossa a ‘singhiozzo’, con durata di 8 giorni, da estendere a tutta Italia nella settimana a cavallo tra Natale e Capodanno e con una “finestra di libertà” per il periodo dal 28 al 30 dicembre. Ci sarebbe poi un’altra soluzione, ancora più rigorosa, che prevede la possibilità di applicare la zona rossa sull’intero territorio nazionale e per tutto il periodo delle festività natalizie, praticamente un nuovo lockdown generalizzato.

Oggi è una giornata cruciale. Salvo complicazioni, gli italiani sapranno, finalmente, quali saranno le misure da rispettare per tutti i giorni di festa. Il Consiglio dei Ministri si riunirà stasera per decidere la nuova stretta. Trapelano le prime indiscrezioni ma c’è già chi è scettico sull’efficacia delle possibili strategie; è il caso del professore Massimo Galli, infettivologo e primario dell’Ospedale Sacco di Milano.

Zona rossa a Natale. Sarà efficace? Galli è scettico

Massimo Galli
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‘Mettere sotto chiave’ gli italiani per le festività natalizie servirà ad evitare un rimbalzo dei contagi da Covid? Forse sì, forse no. Chissà, il tempo dirà. Intanto è molto scettico il professore Massimo Galli, che ha espresso dubbi sull’efficacia delle possibili strategie del Governo.

Otto giorni di ‘zona rossa ad intermittenza’ per la settimana a cavallo tra Natale e Capodanno potrebbero bastare per bloccare la corsa del virus? “Me lo auguro, ma a questo punto non lo so” – ha detto Galli ad Adnkronos Salute. L’infettivologo non se la sente di sbilanciarsi sui possibili effetti ‘protettivi’ derivanti da divieti e limitazioni. Per lui, le variabili sono tante e non tutte facilmente controllabili.

Il professore è dubbioso. Ecco il motivo principale della sua perplessità: “In realtà, perché ci sono stati diversi giorni in cui le cose sono andate in un altro modo” – ha spiegato ad Adnkronos Salute il docente all’università Statale di Milano. La principale preoccupazione di Galli deriva da un possibile allentamento delle misure restrittive in diverse regioni e da un’eventuale zona gialla più diffusa.Ovviamente sì, il timore è questo – ha commentato aggiungendo – vediamo come andrà”.

A Galli la zona gialla, così come è concepita, convince poco. Lo dice senza troppo giri di parole. “Che la zona gialla non funzionasse era – per l’infettivologo – un evento assolutamente atteso. Più restrizioni si mettono in atto – ha spiegato ancora –  più si limita la possibilità di contagio e il rischio che l’epidemia di Sars-CoV-2 si diffonda”.

In altri paesi dell’Unione Europea, ad esempio in Germania, sono già scattate misure restrittive più severe. Angela Merkel, dopo la consultazione con i Land, ha deciso per un nuovo lockdown generalizzato, per il periodo che va dal 16 dicembre al 10 gennaio. L’Italia dovrebbe seguire l’esempio? Il professore non si sbilancia ma si limita a dire “credo che le decisioni dei governi degli altri Paesi siano giustificate”.

Intanto il Covid getta sempre più nel caos la scuola. E’ in forse anche il ritorno tra i banchi dopo la Befana, il 7 gennaio. Agli studenti delle Superiori potrebbe essere chiesto di continuare ancora con la didattica a distanza (Dad). La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina annuncia battaglia. Per lei, la Scuola, non è uno dei principali luoghi di contagio. Anche studenti e genitori minacciano, fin da ora, di alzare le barricate. Chiedono, a gran voce, di potenziare i trasporti pubblici, per consentire il ritorno alla didattica in presenza.

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”Non si può continuare ad affrontare questioni così complesse sfornando annunci e contro annunci, servono fatti concreti e non slogan: tutti, in primo luogo la politica, siamo chiamati a dare prova di serietà e di responsabilità in un momento come questo” – ha detto Maddalena Gissi, segretaria nazionale della Cisl, ai microfoni di Controradio.