Polemica dei commercianti per la lotteria degli scontrini? Ecco i motivi

Bufera sulla lotteria degli scontrini. L’iniziativa del Governo fa storcere il naso a tanti commercianti e i motivi sono precisi. Ecco perché c’è malcontento

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L’emergenza sanitaria Covid-19 ha generato una crisi economica senza precedenti, forse la più dura dalla fine del secondo dopoguerra. E’ dall’inizio della pandemia che il Governo eroga sussidi e ristori a pioggia e diverse categorie produttive. E’ stato prorogato al 31 dicembre 2020 il termine per le domande per l’indennità Covid onnicomprensiva.

Sono tanti i comparti economici piegati in due dalla crisi. Si pensi ai lavoratori dello spettacolo o a quelli del turismo. Le città d’arte sono in ginocchio, mancano i turisti. E le cose non vanno meglio per quelle che vivono di turismo religioso, come nel caso di Assisi. Anche il comparto del wedding è al collasso: è tutto fermo ormai da marzo, con molte cerimonie che sono state annullate oppure rinviate al 2021. Insomma, la crisi è profonda e ci saranno strascichi per molto tempo, anche dopo la fine della pandemia.

L’esecutivo Conte le prova tutte per dare una boccata d’ossigeno. Fino a qualche settimana fa si puntava alle festività natalizie come occasione ghiotta per dare una scossone all’economia. Ora, però, anche questa prospettiva sembra essere sfumata. Sono infatti in arrivo ulteriori restrizioni, che andranno a sommarsi a quelle già introdotte con il Dpcm Natale. Sarà un’ “Italia sotto chiave”, per tutti i rossi in calendario, forse addirittura con un lockdown generalizzato. In tal senso s’attendono conferme o smentite che, in ogni caso, arriveranno nelle prossime ore.

Se le cose dovessero andare così, cioè nella direzione di una nuova stretta, perché sono state introdotte misure per incentivare lo shopping, come la lotteria degli scontrini e il cashback? Se lo chiedono tanti commercianti. Il malcontento è diffuso e i motivi sono specifici.

Lotteria degli scontrini, i commercianti: “Serve proroga”

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Lotteria degli scontrini? Non piace a tanti commercianti perché comporta un’organizzazione per la quale, molti esercizi, non sono pronti. C’è anche un problema che riguarda i registratori di cassa di molti negozi, che non sono ancora adeguati. Motivazioni precise, esposte con chiarezza da Patrizia De Luise, nella relazione durante l’assemblea 2020 e riportate Adnkronos.

“Era così urgente ripartire con il cashback e con la lotteria degli scontrini?”. E’ questa la domanda con cui la presidente di Confesercenti ha aperto i lavori. La sua, è una analisi dettagliata. “Siamo purtroppo ancora, per molti versi, agli albori di un processo di digitalizzazione compiuto – ha detto la De Luise – Il 50% dei registratori di cassa non è ancora adeguato alla lotteria dello scontrino e per il contactless. Abbiamo chiesto la proroga perché partire con il 50% della rete non pronta è una scelta sbagliata, intempestiva”.

La presidente della Confesercenti ne ha anche per il cashback. “Che dire della rincorsa ad ottenere il cashback che spinge i consumatori a pagare piccoli importi con carte di credito, senza che per acquisti inferiori a 25 euro siano state azzerate le commissioni? E con la conseguenza che per alcune imprese la vendita si tradurrà in una perdita?”. Dalla sue parole si evince che la misura del Governo sembra essere conveniente per tutti, tranne che per gli esercenti.

Intanto, ci sono già i primi dati sull’utilizzo del cashback. Secondo le rilevazioni condotte da Swg per Confesercenti, il cashback ha convinto solo 1 consumatore su 2. Il 54% dei consumatori ha detto, infatti, di averlo usato o di avere intenzione di usarlo. L’interesse è più alto della media tra 55-64enni (il 69% dichiara di aver usato o voler usare lo strumento), tra i laureati (64%), e tra gode di una buona condizione economica (62%).

Insomma la Confesercenti non si aspetta miracoli, né dalla lotteria degli scontrini né dal cashback. Per l’associazione – come riporta Adnkronos – “il sistema a regime potrebbe generare nel 2021 uno spostamento di appena il 4% della spesa dal contante ai mezzi di pagamento elettronici“. Confesercenti propende per un cauto ottimismo, nulla a che vedere con le mirabolanti previsioni di alcuni politici ed esperti. La situazione economica del Paese è complessa e, per l’associazione, servono provvedimenti più incisivi.

“Sarebbe necessario introdurre per le pmi del commercio e del turismo che hanno registrato perdite del fatturato superiori o pari al 50% rispetto allo scorso anno – ha proposto Confesercentiun regime di fiscalità di vantaggio, con detrazioni straordinarie per complessivi 3,5 miliardi di euro su ognuna delle dichiarazioni fiscali del 2021 e 2022. Alle imprese colpite dalla crisi sarebbe così implicitamente riconosciuto un ristoro “in divenire” che potrebbe arrivare fino a 10 mila euro annui”.

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Confesercenti ha la sua “ricetta” per uscire dalla crisi. La strada maestra da imboccare è quella di interventi tempestivi, che abbiano un approccio pragmatico e senza troppi fronzoli.