Quando il sangue di San Gennaro non si sciolse: le passate sciagure di Napoli

Perché il mancato scioglimento del Sangue di San Gennaro sta mettendo una così profonda agitazione nei napoletani? Perché la storia più tragica della città potrebbe ripetersi.

san gennaro murale
(Instagram)

San Gennaro è un “santo civico”, come viene definito da Marino Niola, professore di Antropologia dell’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli e tra i maggiori conoscitori delle leggende napoletane legate al sangue.

Questo significa che la sua storia e la sua figura sono strettamente legate alla città di cui è stato eletto protettore: per questo motivo quando il “miracolo laico” dello scioglimento del sangue non si compie, i napoletani sentono che quel legame potrebbe spezzarsi e che la protezione del Santo potrebbe non riuscire a salvare la città da dolore e morte.

Una semplice superstizione? Forse è così, ma la storia dimostra che ci sono state delle corrispondenze effettive tra il mancato miracolo di San Gennaro e le grandi sciagure che il popolo di Napoli ha dovuto affrontare.

Una di essere riguarda l’epidemia di colera con la quale la città si ritrovò a combattere circa 40 anni fa e, dopo il mancato miracolo di oggi 16 Dicembre 2020, il terrore che la delicata situazione sanitaria possa peggiorare si è diffuso a macchia d’olio tra la popolazione.

Il sangue di San Gennaro, Napoli e il Coronavirus

ampolla sangue san gennaro
(Pexels)

Secondo il professor Marino Niola il sangue si sciolse nell’1987, quando il Napoli vinse il suo primo scudetto. E non si sciolse in diverse, drammatiche occasioni, la più recente delle quale è il terremoto che ancora è impresso in maniera estremamente vivida nei ricordi di coloro che lo hanno vissuto.

Il terremoto dell’Irpinia del 1980

Il 23 Novembre del 1980 la città di Napoli venne svegliata da una scossa di terremoto di magnitudine 6,9. I danni furono così ingenti e i morti così numerosi che il Mattino dedicò a quell’evento lo storico titolo “FATE PRESTO!” che successivamente diventò un vero e proprio simbolo della tragedia e che fu addirittura ripreso in un’opera di Andy Wharol.

Appena un anno prima, cioè nel 1979, il sangue di San Gennaro non si era sciolto e la cittadinanza attendeva, com’era già accaduto anni prima, che una disgrazia si abbattesse sulla città. Tra l’altro all’epoca il miracolo del sangue non avvenne anche se a invocarlo era uno dei pontefici più pii ed amati degli ultimi decenni: Papa Giovanni Paolo II.

Il colera del 1973

Appena sette anni prima del terremoto, nel 1973, la città di Napoli dovette affrontare quello che sembrò un incubo proveniente dal Medioevo: un’epidemia si diffuse a macchia d’olio in città e, dopo essere stata scambiata per una grave forma di gastroenterite, la patologia venne identificata come colera.

All’epoca ci furono oltre un migliaio di ricoveri ma soltanto una ventina di morti: secondo la credenza popolare fu proprio la benevolenza di San Gennaro a salvare i suoi cittadini da un disastroso numero di decessi.

Anche nel 1973 il miracolo del sangue di San Gennaro non si era compiuto.

La Seconda Guerra Mondiale

Nel settembre del 1939 il mondo intero si apprestava a vivere di nuovo l’incubo di una guerra globale, ad appena una ventina d’anni dalla fine del conflitto precedente. In quell’anno Hitler si apprestò a invadere la Polonia, accendendo la miccia che avrebbe nuovamente fatto divampare la guerra in Europa.

Anche l’anno successivo, ovvero quando l’Italia entrò ufficialmente in guerra nel 1940, San Gennaro si rifiutò di officiare il proprio miracolo.

 

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Tre anni dopo, appena dopo il terribile armistizio dell’8 Settembre il sangue rimase solito e Napoli fu dilaniata dai bombardamenti alleati prima di riuscire a salvarsi da sola con un altro tipo di miracolo: la rivola popolare passata alla storia con il nome di Quattro Giornate di Napoli. 

Al termine delle Quattro Giornate i Nazisti erano stati scacciati dalla città e Napoli si apprestava ad accogliere gli americani e a rifiorire: era il 1943.