Rapporto Istat: Italia paese sempre più vecchio. In Liguria più anziani

L’ultima indagine dell’Istat, riferita al 2019, scatta una fotografia su un’Italia sempre più vecchia. Aumentano gli stranieri e diminuiscono i residenti. La Campania è la regione più giovane

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(Getty Images)

L’Italia è un Paese sempre più vecchio. Ci sono cinque anziani per ogni bambino. Questo è solo uno dei dati preoccupanti che emergono dall’ultimo rapporto dell’Istat, riferito all’anno 2019. L’istituto scatta una fotografia sul Bel Paese a rischio natalità, sempre più bassa. L’Italia ha le ‘culle vuote’: non c’è più un’adeguata alternanza generazionale. Si nasce poco ma si invecchia tanto e, poi, si muore. Come potrà essere il futuro con pochi, per non dire pochissimi bambini? In tanti se lo chiedono. La prospettiva non è rassicurante.

La pandemia da Covid-19 la cui fine, a detta di molti esperti, sembra essere lontana, ha messo ancora di più in evidenza tutta la fragilità del Paese, con una popolazione in cui prevalgono nettamente gli anziani. Sono proprio loro che, infatti, stanno pagando il prezzo più alto, anche in termini di mortalità. Persino la campagna vaccinale, ormai alle porte, darà la priorità, sacrosanta, agli anziani, per proteggerli dal virus. Le prime somministrazioni partiranno a gennaio, con una corsia preferenziale per tutte le cosiddette categorie a rischio.

Dai dati Istat emerge che l’età media degli italiani si è innalzata nel 2019 di due anni rispetto al 2011 (da 43 a 45 anni) ed è cresciuto l’indice di vecchiaia, ovvero il rapporto tra gli over 65 anni e gli under 15 fino al 180%. Nel censimento 2019 si legge che “il numero di anziani per bambino passa da meno di uno nel 1951 a cinque nel 2019 (era 3,8 nel 2011) e l’indice di vecchiaia è notevolmente aumentato, dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 2019 (148,7% nel 2001)”.

E’ allarme anche per i borghi con meno di 10mila abitanti, che perdono sistematicamente, la loro popolazione.

Insomma, in Italia, ci sono sempre meno nascite. E non va meglio per l’Europa. Un lento ed inesorabile declino che sta portando, secondo alcuni dati ufficiali, ad una progressiva diminuzione della popolazione del Vecchio Continente. Per Eurostat “l’Unione europea ha raggiunto una popolazione di 509,4 milioni nel 2015 ma prevede che la sua popolazione raggiungerà i 518 milioni solo nel 2080 – cioè tra 60 anni – scendendo a 407 milioni se non importerà persone”.

Rapporto Istat 2019: la Liguria è la regione più ‘vecchia’

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Tra i tanti dati interessanti evidenziati dall’Istat c’è anche quello del comune più giovane d’Italia. Si trova in Campania ed è Orta d’Atella, in provincia di Caserta, con un’età media di 35,3 anni. Quello più ‘vecchio’, invece, si trova in provincia di Genova: è il comune di Fascia, dove l’età media supera i 66 anni.

La Campania conquista il titolo di ‘regione più giovane’, con un’età media di 42 anni. Seguono a ruota Trentino Alto Adige (43 anni), Sicilia e Calabria (entrambe con un’età media di 44 anni). La Liguria, invece, è la regione con più anziani ed ha un’età media di 49 anni. Anche nel 1951 la Campania e la Liguria erano la regione più giovane e quella più vecchia ma, per entrambe, l’età media risultava più bassa di 13-14 anni rispetto a quella registrata nel 2019.

Il censimento indica cifre precise anche per la popolazione totale. Al 31 dicembre 2019 la popolazione censita in Italia ammonta a 59.641.488 residenti, circa 175mila persone in meno rispetto al 31 dicembre 2018, pari allo 0,3%, ma risulta sostanzialmente stabile nel confronto con il 2011 (anno dell’ultimo censimento di tipo tradizionale), quando si contarono 59.433.744 residenti (+0,3%, per un totale di +207.744 individui).

Cambiano i numeri anche per la popolazione residente; rispetto al 2011, diminuisce nell’Italia Meridionale e nelle Isole (-1,9% e -2,3%), e aumenta nell’Italia Centrale (+2%) e in entrambe le ripartizioni del Nord (+1,6% nell’Italia Nordorientale e +1,4% nell’Italia Nord-occidentale).

I piccoli comuni, quelli con meno di 5mila abitanti, si spopolano. Sono sempre di più i residenti che scelgono di andare via, per trasferirsi altrove, quasi sempre nelle grandi città. Il numero dei residenti aumenta nei comuni tra i 50mila e i 100mila abitanti (+3,6%) e in quelli con oltre 100mila abitanti (+2,5%). Si tratta di una dinamica dovuta principalmente ai cittadini stranieri, la cui presenza risulta in crescita in tutte le regioni della penisola, a eccezione della Valle d’Aosta, mentre sono solo quattro le regioni in cui aumenta anche la popolazione italiana: Lombardia, Lazio, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna.

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Dal rapporto Istat emerge, infine, che il comune più grande è Roma, con 2,8 milioni di abitanti. Per trovare invece quello più piccolo, bisogna andare in provincia di Lecco: è Morterone, con appena 30 abitanti, praticamente un’unica grande famiglia.