Google, down mondiale: problema risolto. Ecco cosa è successo davvero

Down mondiale per Google nella giornata di ieri. Tutto il mondo è andato in tilt. I servizi correlati al motore di ricerca hanno smesso di funzionare, gettando nel panico milioni di utenti. Tutto risolto per fortuna. Ecco cosa è accaduto

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(Getty Images)

Down Google, panico generale tra milioni di utenti in tutto il mondo. Nella giornata di ieri il celebre motore di ricerca è andato letteralmente in tilt. Tutti i servizi ad esso collegati hanno smesso di funzionare o, comunque, hanno subito un sensibile rallentamento. La notizia ha fatto il giro dei media in pochissimo tempo. Pioggia di segnalazioni anche sui social, soprattutto su Twitter.

Un malfunzionamento su larga scala, di proporzioni bibliche, per il quale è stata avanzata persino l’ipotesi del cyber-terrorismo. A meno di 24 ore dai fatti, è possibile finalmente sapere con certezza cosa è accaduto.

Google ha risolto il suo problema. Si è trattato semplicemente di una falla nel sistema di autenticazione. Adnkronos riporta che “il colosso di Mountain View, con una serie di tweet, ha spiegato le cause del blackout generalizzato, che ha condizionato il funzionamento del motore di ricerca e bloccato una lunga serie di servizi, dalla mail alla chat fino ad arrivare a Youtube.

Il guasto è stato riscontrato alle 3.47 del mattino (fuso orario del Pacifico). Le ripercussioni si sono fatte sentire in tutto il mondo. Gli utenti hanno subito lanciato una serie di hashtag di tendenza, tra i quali GoogleDown e MeetDown. Insomma, tutti ad interrogarsi su cosa stesse realmente accadendo. Tra le tante ipotesi, si è fatta strada persino quella di un attacco di cyber terrorismo dalla Russia. Tutto assolutamente falso! Si è trattato solo di un problema tecnico. Scopriamo nei dettagli cosa è accaduto davvero.

Down Google, tutto risolto. Solo problemi tecnici

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Google in down, scompiglio in rete. Utenti preoccupati per la possibile perdita degli account ai servizi collegati al motore di ricerca. Tutto risolto, definitivamente. Ma cosa è accaduto davvero? L’ha spiegato la multinazionale, in un comunicato stampa. Nessun attacco hacker, ma sono un problema tecnico.

Si è trattato di “un’interruzione nel sistema di autenticazione per circa 45 minuti a causa di un problema relativo ad una quota di memoria interna. Il problema – si legge nella nota – è stato risolto alle 4.32 del mattino e tutti i servizi sono stati ripristinati”.

I tecnici hanno lavorato sodo per risolvere i disservizi. Considerate però le proporzioni del problema riscontrato, Google ha assicurato che continuerà ad approfondire nelle prossime ore. E’ scritto in un messaggio indirizzato agli utenti europei. “Abbiamo riscontrato problemi di accesso a molti dei nostri prodotti. La maggior parte è tornata al normale funzionamento. Stiamo continuando a indagare“.

La multinazionale, quindi, ha intenzione di condurre un esame approfondito delle cause del down mondiale, per evitare che possa ripetersi in futuro. E’ bastata, infatti, soltanto qualche ora per seminare il panico tra gli internauti. Alta tensione anche tra quelli che, con il computer, ci lavorano, utilizzando proprio molti dei servizi correlati a Google. Insomma è stato il delirio totale.

In Italia, le conseguenze del down generalizzato di Google, si sono fatte sentire anche tra gli studenti impegnati nelle aule virtuali. In particolare, è andata in crash la piattaforma Google Meet, facendo saltare migliaia di lezioni online. Il guasto ha mandato letteralmente in crisi la didattica a distanza (Dad), diventata praticamente indispensabile in questo periodo. E’ dall’inizio della pandemia da Covid che alunni e docenti sono impegnati, da casa, a portare avanti i programmi scolastici, in attesa che si ritorni alla didattica in presenza.

Comunque, non sono mancate le esultanze da parte degli studenti, su Twitter, per festeggiare l’improvvisa ‘pausa di relax’. “Potevi farlo prima, non a fine lezioni” – ha scritto un utente, immaginando di rivolgersi direttamente a Google. Un altro, invece, ha preso in prestito la frase di un celebre film scrivendo “questa parte della mia vita, questa piccola parte, si chiama felicità”.

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Basta un problema, più o meno generalizzato, ad uno dei colossi del web, per mettere in crisi tutto il mondo. Ieri si è avuta l’ennesima conferma in tal senso. Le vite di tutti sono ormai assorbite dalla tecnologia e, con la pandemia, il processo di digitalizzazione ha subito un’accelerazione.