Vaccino Covid, Bassetti: “Lo farei anche a chi è guarito”

L’infettivologo Matteo Bassetti, divenuto uno dei volti noti della tv, parla di vaccino Covid e dice: “Lo farei subito anche a chi è guarito”. Tra una riflessione e l’altra, infila qualche stoccata per l’Unione Europea

Matteo Bassetti favorevole al vaccino Covid
Matteo Bassetti e il suo staff (Foto da [email protected] Bassetti · Medicina e salute)

Se fa discutere in queste ore il Dpcm Natale del Governo Conte, lo stesso di può dire anche del vaccino anti-Covid, per il quale è corsa mondiale. In Italia, le prime dosi di quello prodotto da Pfizer-BioNTech, arriveranno a fine gennaio 2021.

Sarà una campagna vaccinale imponente, che non prevede l’obbligatorietà ma che punta, piuttosto, alla sensibilizzazione. A gestirla sarà il commissario all’emergenza sanitaria Domenico Arcuri con il supporto, anche logistico, dell’Esercito Italiano.

Non ci sono ancora le prime dosi ma, sul vaccino, il dibattito è già aperto tra i fautori dell’obbligatorietà e i garanti della libertà di scelta. Addirittura c’è chi annuncia di volerlo fare in tv, una sorta di ‘Grande Fratello dell’antidoto’. E’ il caso del professore Fabrizio Pregliasco, in buona compagnia, Oltreoceano, con Barack Obama.

Sul tema dei vaccini si è espresso anche il dottor Matteo Bassetti, direttore del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova. In un’intervista rilasciata a Open ha detto: Vaccinerei subito anche chi è guarito dal Covid”.

Ma quali sono i motivi alla base di questa affermazione? In primis, ci sarebbero le informazioni dissonanti sugli anticorpi. Alcuni esperti sostengono che durano solo pochi mesi e altri, invece, affermano che posso garantire una copertura lunga, addirittura di anni. Insomma c’è molta incertezza. Nel dubbio e per non rischiare, Bassetti ritiene che sia opportuno vaccinare anche i guariti.

“C’è chi dice che gli anticorpi durino fino a cinque mesi, altri sostengono che abbiano una durata inferiore. Per questo motivo – ha detto Bassetti ad Open – per non correre rischi, sarebbe bene vaccinare tutti, anche quelli che il Covid lo hanno già preso. Dopo tre mesi dal virus, infatti, questi pazienti potrebbero non avere un numero di anticorpi adeguati”.

L’infettivologo, non solo vaccinerebbe tutti, ma si offrirebbe di farsi iniettare l’antidoto per il coronavirus anche prima della conclusione dell’iter di approvazione. Lo spiega lui stesso. “Me lo farei domani, anche prima dell’approvazione. Mi fido della ricerca scientifica. Per questo motivo invito i miei colleghi a non ingenerare dubbi nella gente, un conto è farlo in un congresso scientifico, un conto in tv”.

Nel corso dell’intervista, il professore ha invitato ad osservare scrupolosamente tutte le misure di contenimento in vigore. “Se vi sottoponete a un tampone rapido il 23 o il 24 dicembre – ha sottolineato – non significa liberi tutti, non significa che, subito dopo, potete andare a fare shopping, incontrare altra gente senza mascherina così da andare ad abbracciare i nonni la sera del 24. Questo uso del tampone rapido è fuorviante“.

Vaccino Covid, Bassetti: “Unione Europea troppo lenta”

Per Bassetti la Ue è troppo lenta con i vaccini
I simboli dell’Unione europea (Getty Images)

Matteo Bassetti, tra una riflessione e l’altra, infila anche qualche stoccata all’Unione Europea che, per lui, in materia di vaccini, dovrebbe velocizzare l’iter. Il vero problema, per il dottore, resta quello dei tempi di somministrazione, troppo lunghi.

“Ho amici negli Stati Unitiha detto Bassetti ad Open  che sanno già quando andranno a vaccinarsi. Perché da noi no? Perché, se tutto va bene ma io non ci credo molto, vedremo i primi vaccini soltanto a fine gennaio? Non si potrebbe cominciare già il 2 gennaio? La verità è che l’Ue ha un’organizzazione lenta. In altre parole, mentre gli altri corrono, noi passeggiamo”.

In effetti ci sono nazioni che corrono più veloci dell’Italia. Si pensi ad esempio all’Inghilterra, dove si potrà fare la vaccinazione per il coronavirus già a partire dalla settimana prossima. E l’organizzazione è più spedita anche in alcuni paesi membri dell’Unione Europea, tra i quali spicca la Germania. L’opinione di Bassetti è che il Bel Paese, invece, stia fermo al palo.

Tra quelli in arrivo c’è il vaccino di Moderna (Getty Images)

Per la vaccinazione, in Italia, sarà data priorità ad alcune categorie a rischio. Si partirà da anziani delle Rsa, medici, infermieri, operatori sanitari e forze dell’ordine. Il tutto, rigorosamente su base volontaria, salvo colpi di scena nelle prossime settimane.