Covid, Esposito: “Depressione per 80% delle ragazze tra 11 e 19 anni”

La pediatra Susanna Esposito lancia l’allarme: “In seguito al Covid l’80% delle ragazze tra gli 11 e i 19 anni soffre di disturbi depressivi”.

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Tra gli effetti negativi del Covid-19 sono da annoverare anche i disturbi depressivi. L’impatto che ha avuto la pandemia, a livello psicologico, su bambini e giovani è stato piuttosto devastante.

Questo ha portato inevitabilmente nel corso della prima ondata, e della seconda, a una chiusura delle scuole e quindi anche alla riduzione della vita sociale.

A tal proposito la pediatra Susanna Esposito, professore ordinario di Pediatria all’università di Parma, ha lanciato l’allarme:“Dai nostri studi l’80% delle bambine e ragazze tra gli 11 e i 19 anni ha manifestato disturbi depressivi”. Scopriamo di più.

Tra gli effetti del Covid-19 in aumento i disturbi depressivi tra gli adolescenti

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Che la pandemia da Coronavirus abbia avuto un impatto devastante sulla salute sia fisica che mentale di bambini ragazzi è purtroppo un dato di fatto.

A dirlo una schiera di esperti che in merito si sono espressi anche in seguito a studi e ricerche. Non ultimo, qualche mese fa avevamo riportato l’allarme di Paolo Biasci, presidente di Fimp (Federazione italiana pediatri di famiglia) che affermava come il Covid abbia avuto dei risvolti negativi sulla salute fisica e mentale di bambini e adolescenti.

E ora a lanciare l’allarme è Susanna Esposito, pediatra e infettivologa. Oltre che professore ordinario di Pediatria all’Università di Parma è anche direttore della Clinica pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla e presidente dell’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (WAidid).

Come si legge sul sito di Repubblica.it la pediatra spiega: “Dai nostri studi su un campione di 2064 studenti tra gli 11 e i 19 anni, abbiamo dimostrato l’impatto del Covid sugli adolescenti in termini di paura, agitazione, pianto, dispiacere, tristezza e affaticamento. Addirittura nella popolazione femminile l’80% ha evidenziato disturbi della sfera depressiva e la tristezza si associa a un senso di isolamento. La mancanza della scuola e del confronto con i compagni sono risultati gli elementi cardine”.

Secondo l’esperta dunque la didattica a distanza provoca un profondo disagio nei ragazzi. “La scuola online impatta sugli adolescenti non bisogna protrarla”, afferma ancora su Repubblica.it.

“Non considerando che – prosegue ancora Esposito – grazie al lavoro della rete pediatrica della Societa’ italiana di pediatria sezione dell’Emilia Romagna, abbiamo visto che il bambino, nel caso del coronavirus, ha un ruolo molto diverso rispetto a quello che ha nell’influenza. Non è colui che trasmette l’infezione in famiglia ma la riceve. Quindi, la logica del problema scolastico deve essere rivisitata”.

A tal proposito esistono anche altri studi in merito. Ad esempio secondo uno studio americano solo il 4% dei bambini è infettato dal Covid-19, questo sta a significare che sono molto meno colpiti dagli adulti. 

E poi c’è un altro studio americano secondo cui i bambini asintomatici hanno una bassa carica virale. Questo significa che è “difficile il contagio a scuola”.

O quando vi avevamo parlato dello studio pubblicato sulla rivista Nature, secondo cui le scuole non sono punti caldi per la diffusione del Coronavirus. 

bambini asintomatici bassa carica virale
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E l’infettivologa va avanti: “Abbiamo formulato dei position paper, supportati da meta-analisi che hanno permesso di dimostrare che il soggetto sotto i 18 anni di età trasmette meno l’infezione“.

Questo sta a significare che: “Se la scuola online impatta sugli adolescenti, da un punto di vista psicologico e neuropsichiatrico, non deve essere protratta all’infinito”.

La conclusione di Esposito è che: “Il nostro obiettivo è sottolineare l’importanza di tenere le scuole aperte e ricordare che bambini e ragazzi vanno considerati a 360 gradi, sia per le condizioni di malattia sia per le condizioni neuropsichiatriche essenziali per il loro benessere”.

(Fonte: Repubblica.it)