Sciopero dei benzinai, l’Italia resta a secco: le date

Sciopero dei benzinai, un problema in più per gli italiani che si avvicinano alle feste natalizie in mezzo a mille limitazioni

Se già l’avvicinamento alle feste natalizie è complicato dalla situaziuone generale che sta vivendo l’Italia, un nuovo problema appare all’orizzone, almeno per i guidatori. Tutti gli impianti di distribuzione dei carburanti, sia nella rete ordinaria che sulle autostrade, saranno chiusi per sciopero. Succederà dalla sera di lunedì 14 dicembre prossimo fino alla mattina di giovedì 17 dicembre.

Sciopero dei benzinai, le date (Pixabay)

Ad annunciare la serrata sono stati oggi congiuntamente le Organizzazioni di categoria, sioè Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio. Non hanno potuto fare altrimenti di fronte, come spiegano, all’indisponibilità del Governo di fare un passo a loro favore. iInserire cioè le piccole e piccolissime imprese di gestione, alle quali sono affidati gli impianti, nell’elenco delle categorie che beneficiano dei provvedimenti di sostegno inseriti nei diversi Decreti Ristori.

Quindi a meno che il governo, dopo aver chiuso il lungo capitolo legato al DPCM Natale che sarà illustrato dal premier Conte, non decida di cambiare linea, sarà sciopero. A rimetterci, ancora una volta, quelli che con i mezzi devono viverci a che se i problemi della categoria legati alla distribuzione dei carbuiranti sono evudenti da tempi.

Sciopero dei benzinai, le motivazioni spiegate dalle associaizoni di categoria

Benzinai in sciopero, le motivazioni (Pixabay)

La linea dura delle rapopresenzanze sindacali è illustrata nel comunicato che annuncia lo sciopero: “La distribuzione carburanti è classificata come servizio pubblico essenziale, dovendo garantire, pur nelle attuali come già nelle passate circostanze emergenziali, la continuità e regolarità dell’attività”. Tutto questo nell’interesse della collettività, per consentire lo spostamento delle persone ed il trasporto di ogni genere di merci.

Invece i gestori sono costretti a “subire contrazioni drammatiche del proprio fatturato per effetto delle restrizioni alla mobilità e del coprifuoco notturno”. E secondo i sindacati  “non hanno alcuna possibilità di contenere i notevoli costi fissi necessari a mantenere l’attività di distribuzione a disposizione del pubblico”.

La situazione rischia di diventare cdrammatica perché “sta causando sul territorio chiusure incontrollate e forzate, a causa della mancanza di liquidità e della impossibilità di acquistare forniture di prodotti. Atti che preludono all’ormai prossimo progressivo fallimento delle piccole imprese di gestione, con riflessi drammatici sui livelli occupazionali del settore che da’àvoro a quasi 100mila persone”.