Marijuana in gravidanza: i rischi per la salute del feto

Utilizzare marijuana in gravidanza, come fumare sigarette e bere alcool, comporta seri rischi per la salute del feto e per il suo sano sviluppo. 

marijuana in gravidanza
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Portare un bambino in grembo è una importante responsabilità e utilizzare sostanze stupefacenti come la marijuana, ma anche sostanze come il fumo di sigaretta e l’alcool, comporta molti importanti rischi per la salute del nascituro.

Sul sito della Fondazione Veronesi è esposto in modo chiaro come ogni donna dovrebbe vivere con responsabilità il momento della gravidanza e dell’allattamento stando lontana da sostanza tossiche e molto pericolose per il feto. Scopri anche cosa è la preeclampsia.

In particolare si evidenzia come negli Stati Uniti d’America, dopo la legalizzazione della Marijuana in molti stati, l’utilizzo da parte delle donne in gravidanza, sia vissuto a scopo ricreativo e terapeutico con gravi conseguenze che l’Associazione Statunitense dei Pediatri ha voluto mettere in evidenza palesando:

“la preoccupazione per le conseguenze che i principi attivi della cannabis possano avere sullo sviluppo a lungo termine dei bambini”.

Marijuana utilizzata dalle donne più giovani, l’allarme dei pediatri americani

Una ricerca pubblicata sulla rivista Pediatrics, ha messo in evidenza come negli Stati Uniti l’utilizzo di Cannabis sia in aumento e soprattutto tra le donne più giovani che dalle ultime statistiche, nella misura del 5%  delle intervistate, avrebbero consumato marijuana in gravidanza, nel mese precedente la data dell’intervista.

Cosa accade se si fuma marijuana in gravidanza

I ricercatori americani, in merito all’utilizzo della marijuana in gravidanza e durante l’allattamento, avrebbero evidenziato, come l’utilizzo di cannabis durante la gravidanza potrebbe avere un’influenza negativa sullo sviluppo celebrale del bambino.

I pediatri dunque sarebbero tutti concordi nel consigliare alle donne in stato di gravidanza di evitare l’utilizzo di marijuana, così come il fumo di sigarette e le bevande alcoliche. Il tetraidrocannabinolo (Thc), cioè il principio attivo presente nella cannabis, attraversa la placenta ed entra a contatto con i cervello del feto che si trova in fase di sviluppo, questa sostanza infatti avrebbe la capacità, ancora non dimostrata definitivamente, di:

“interferire con lo sviluppo neurologico, recando un danno riscontrabile con un calo di attenzione e concentrazione, una maggiore difficoltà nel controllare gli impulsi e nel venire fuori dalle difficoltà”.

Utilizzo di Marijuana in allattamento

marijuana in allattamento
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Secondo la pediatra Sheryl Ryan, del Milton Hershey Medical Center e firmataria della ricerca, le conseguenze dell’utilizzo di cannabis in gravidanza:

“Potrebbero anche non essere subito visibili, ma comunque condizionare la capacità del bambino di vivere in società, di gestire i propri impegni scolastici e poi lavorativi” 

Utilizzare la cannabis in allattamento potrebbe essere rischioso per il bambino perché le ultime ricerche stanno dimostrando la possibilità che la sostanza passi attraverso il latte materno al bambino. 

Un altro rischio importante sta nell’avvicinare inconsapevolmente i figli all’utilizzo di questa sostanza quando saranno per esempio, nella fase dell’adolescenza. Come riporta il sito della Fondazione Veronesi, il direttore dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, Riccardo Gatti:

“In un periodo in cui vengono promosse sopratutto le proprietà salutistiche della cannabis, come in passato avveniva con l’alcol e il fumo, s’è avvertita la necessità di opporsi al messaggio che vede la marijuana come una panacea. La marijuana è sempre stata utilizzata, ma gli ultimi dati che descrivono un trend costante dei consumi stanno portando a considerare il problema più urgente”

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A fare la differenza rispetto alla problematica dell’utilizzo di marijuana durante la gravidanza e l’allattamento, è senza dubbio l’informazione che elargita ai giovani tutti, dovrebbe rendere consapevoli anche molte ragazze, che in stato di gravidanza si trovassero nelle condizioni di poter utilizzare tale sostanza. Scopri anche cosa è il test del Dna fetale.

Fonte: fondazioneveronesi.it